Cronaca

Miccoli indagato dalla Dia per sim contraffatte

L’attaccante del Palermo Fabrizio Miccoli risulta essere indagato dopo un indagine della Dia su schede sim contraffatte per cellulari.

Affondata la speranza salvezza della squadra e confermata la scesa in serie B, ecco che arriva la notizia dell’attaccante della squadra siciliana. Il calciatore salentino è quindi coinvolto in tale indagine insieme al titolare di un centro di telefonia Tim ed è sospettato di accesso abusivo a sistema informatico. Inoltre Miccoli era in possesso di schede e una di queste sarebbe stata ceduta al figlio di Antonio Lauricella, latitante palermitano arrestato e considerato l’ultimo capomafia del giro. Lo stesso Miccoli era stato ascoltato nel 2011 in merito ai rapporti che aveva con Salvatore Lauricella, figlio del boss, e insieme sarebbero stati anche fotografati più volte allo Stadio Renzo Barbera. Quindi secondo il Dipartimento Investigativo Antimafia i due hanno “frequenti rapporti”.

Il calciatore in realtà non ha mai nascosto l’amicizia con Lauricella. Attualmente i magistrati stanno cercando di capire a cosa servivano le utenze che Miccoli si sarebbe procurato.

L’attaccante rischia il reato previsto dall’articolo 615 ter del codice penale che prevede una condanna fino a tre anni.

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