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Miccichè torna alla corte di Silvio. Ma non tutti sono contenti

Gianfranco Micciché (foto internet)

Un ex sottosegretario liberale, esperto e navigato politico della Prima Repubblica, diceva sempre che in politica non esistono due parole: ‘mai’ e ‘sempre’. A giudicare da come vanno le cose in politica c’è da dire che il vecchio politico aveva proprio ragione. L’ennesima conferma a questo saggio adagio della Prima Repubblica arriva dalla recentissima mossa di Silvio Berlusconi che per recuperare lo svantaggio nei confronti del centrosinistra e tenere a bada la concorrenza del centro di Mario Monti, ha deciso di recuperare nell’arca del centrodestra Gianfranco Miccichè e i suoi uomini.

L’ex pupillo di Berlusconi in Sicilia torna così ad allearsi con il Pdl, dopo esserne uscito nel 2010 e decretato la sconfitta alle ultime elezioni regionali siciliane. Tra tutti questi convulsi eventi uno strascico di polemiche e di rapporti umani deteriorati che però in queste ore sembrano ormai cedere il passo alla strategia elettorale del Cavaliere che immagina un Pdl alleato della Lega al Nord e della formazione di Miccichè al Sud.

Nei piani di Berlusconi Grande Sud è destinato a diventare un po’ più grande. Nel movimento sudista oltre agli uomini di Miccichè dovrebbero trovare posto anche alcuni fedelissimi di Berlusconi che non possono andare in lista nel Pdl perché il Cavaliere sarebbe deciso a svecchiare le liste e a renderle il più pulite possibili. Così nelle liste di Miccichè dovrebbe trovare posto Marcello Dell’Utri che ha già alcune legislature alle spalle e diversi problemi giudiziari ed è stato recentemente protagonista di un balletto di dichiarazioni berlusconiane circa la sua ricandidatura. A rafforzare la formazione meridionalista secondo alcune indiscrezioni potrebbe arrivare anche Clemente Mastella, attualmente europarlamentare, che porterebbe in dote un consistente pacchetto di voti campani.

Gianfranco Miccichè con l’accordo chiuso con Berlusconi dovrebbe così garantire per sé e i suoi fedelissimi, a cominciare da Pippo Fallica e Giacomo Terranova, un agevole ritorno in Parlamento. L’accordo con l’ex Premier si è concretizzato secondo alcuni non appena Miccichè ha compreso che non aveva alcuna chance di potersi inserire nella coalizione montiana e quando ha capito che con il Cavaliere in difficoltà e ansioso di recuperare terreno sarebbe stato più facile chiudere un accordo.

Il ritrovato amore tra Berlusconi e Miccichè tuttavia sembra scontentare qualcuno in Sicilia, a cominciare dall’ex candidato governatore Nello Musumeci ad alcuni membri di Grande Sud come Michele Cimino, ma soprattutto a molti esponenti del Pdl che accusano l’ex sottosegretario di aver distrutto il partito in Sicilia. A capeggiare l’ala contraria all’accordo con Miccichè c’è l’ex Presidente dell’Ars Francesco Cascio che ha affidato i suoi mal di pancia a Twitter: “Allearsi alle politiche con chi ha concorso alla sconfitta del centrodestra alle regionali è davvero difficile da digerire per molti”. In privato Cascio è anche molto più duro sull’ex compagno di partito e i boatos danno per imminente un suo passaggio tra le fila dell’Udc di Gianpiero D’Alia che, secondo i bene informati, avrebbe già pronto un posto in lista per la Camera sotto le insegne dello scudocrociato.

Adriano Frinchi 

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Un Commento

  1. CHI HA SFASCIATO IL PDL IN SICILIA E’ STATO INSIEME AD ALTRI
    ALFANO,LA RUSSA,NANIA,CASCIO,CASTIGLIONE ECC. TUTTI I POLITICI SICILIANI CHE NON HANNO VOLUTO LA CANDIDATURA DI MICCICHE’ A PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA,NONOSTANTE C’ERA LO STAR BENE DI BERLUSCONI.DIREI A CASCIO E ALFANO,CHI HA ROTTO IL PDL
    GRAZIE………………….

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