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Messina, il “far west” di Capodanno

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera aperta di un cittadino messinese, Fabrizio Vinci.

Accade a Messina, nel rione Villa Lina (Giostra) e non solo, che per la fine dell’anno sia consuetudine “festeggiare” a colpi d’arma da fuoco. Spesso tutto si risolve con qualche saracinesca perforata, cartelloni stradali e punti luce usati come tiro a segno; senza spargimenti di sangue, ma con grande apprensione della gente comune che risiede in determinati quartieri. Tuttavia quest’anno, proprio a causa di queste usanze da “far west” una lite in famiglia si è tramutata in un cruento duello all’ultimo sangue. Due feriti gravi, di cui uno in fin di vita è il risultato; una famiglia completamente distrutta.

Credo che quest’ennesimo fatto di sangue dovrà porre le basi per un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, al fine di impedire che il San Silvestro messinese divenga sistematicamente la festa del piombo e dell’anarchia. Eppure tutti sono a conoscenza delle consuetudini di certi rioni: con tutta la buona volontà non posso credere che il Prefetto o il Sindaco della città sconoscano determinate usanze. Perché nessuno interviene?

Da messinese esigo che, per il prossimo Capodanno, lo Stato sia presente nei quartieri sensibili: nessun individuo dovrà sentirsi libero di imbracciare l’artiglieria e scendere in strada per “festeggiare” col piombo il nuovo anno. Occorrono presidi fissi proprio in quei rioni maggiormente a rischio. La notte di San Silvestro la città di Messina non dovrà più essere ostaggio dell’anarchia. E’ giunta l’ora del risveglio sociale e civile, non soltanto nelle parole del candidato di turno in fase populista. Coloro che hanno invocato a gran voce la rinascita civica e culturale di Messina si facciano adesso carico di questa deriva sociale.

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