CronacaPolitica

Marino “game over”,le opposizioni dimettiti

Roma, il sindaco Ignazio Marino fa ancora parlare di se, dopo essere stato pesantemente criticato riguardo il viaggio negli stati uniti,  per assistere ad un incontro per le famiglie cattoliche tenutasi a Philadelphia, si è giustificato affermando di essere andato all’ incontro perché era  stato invitato da papa Francesco e dal sindaco di Philadelphia, dichiarazioni prontamente smentita da tutte e due le parti, ieri è stato protagonista di un nuovo caso che lo ha visto come protagonista.

Gli si imputa di avere speso circa 20 mila euro, con una carta di credito intestata a nome suo ma appoggiata sui conti del  comune di Roma, per spese di “rappresentanza” e tra le tante note spese, saltano all’occhio dei pagamenti fatti in alcuni ristoranti della capitale, in particolare una spesa da 260 euro fatta al ristorante “antico girarrosto toscano” e un’altra da 263 euro fatta da i  “sapori di mare”. Per quanto riguarda la prima spesa il sindaco si difende dichiarando che era lì per,  “una cena con alcuni rappresentanti  della stampa per illustrare iniziative dell’amministrazione a carattere sociale per il periodo natalizio”, dichiarazione smentita  dai titolari del ristorante dicendo che,  “era una cena familiare, ed erano cinque o sei”. Marino aggiunge che la spesa di 263 euro è stata fatta con alcuni esponenti della comunità di Sant’Egidio che si occupa dei poveri, ma da Sant’Egidio arriva prontamente una smentita sostenendo, “Qui nessuno ha mai cenato con il sindaco”.

Marino riguardo le note spesa a lui contestate ha promesso che pagherà di tasca sua tutte le spese sostenute con la carta di credito del comune di Roma, queste le sue parole,”In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. È di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del comune a mio nome “, continua dicendo, “ho già dato mandato alla Ragioneria di calcolare questa stessa notte al centesimo le spese di rappresentanza pagate con la carta di credito e domattina staccherò l’assegno per l’intera cifra”.

Come era prevedibile lo scenario politico si è levato in un coro di proteste contro Marino, chiedendo al sindaco le dimissioni, richieste di dimissioni sostenute a gran voce da Beppe Grillo, Di Battista (M5S) e da Anzaldi (PD).

Ancora una volta la casta politica italiana mette le mani nel portafoglio degli italiani, nel caso specifico dei Romani, e ricade nell’errore annoso di usare i soldi dei contribuenti a proprio piacere, senza fare delle opere sia edilizie che infrastrutturali che in questo momento più che mai Roma ne avrebbe di bisogno, in previsione del Giubileo che porterà alle porte della capitale milioni di fedeli da tutto il mondo, con la conseguente visibilità mondiale che in quei giorni la città avrà.  È una sfida che Roma deve vincere a tutti i costi perché l’8 dicembre si apre l’anno giubilare e non si deve incorrere nei soliti odiosi errori. Il mondo ci guarda.

Gabriele Macaluso

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