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Mafia tra Palermo e Canada: 21 fermi, tra cui sindaco siciliano della Lega

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Vengono effettuati 21 fermi nella cosca di Bagheria. Molte gente salutava e stimava Juan Ramon Fernandez. Per tutti era un semplice istruttore di arti marziali in una palestra, ma in realtà è un gangster cresciuto in Canada, alla corte del capomafia Vito Rizzuto. Espulso dal Canada, dal 2012 i carabinieri hanno seguito il ragazzo, 1,90 di stazza, per lungo tempo. Juan Ramon Fernandez, detto “Joe Bravo”,  progettava loschi affari di droga tra Palermo-Montreal. Questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Palermo e i Ros hanno effettuato 21 fermi, bloccando nuove alleanze di Cosa nostra. Il provvedimento è avvenuto sotto richiesta della Procura distrettuale antimafia. Fernandez non è tra questi 21, in quanto riuscito a sfuggire all’arresto. I carabinieri invece sono riusciti a fermare i nuovi padrini del capoluogo siciliano; Gino Di Salvo come reggente del mandamento; Sergio Flamia invece il capo della famiglia bagherese.

Inoltre dopo le indagini effettuate dai carabinieri sono scattati i sospetti per il sindaco di Alimena (PA) Giuseppe Scrivano. La mafia, a quanto pare, nelle elezioni regionali dell’Ottobre 2012 avrebbe sostenuto la candidatura di Scrivano con la lista di Nello Musumeci. Inoltre il sindaco di Alimena è stato candidato anche alle ultime Politiche, con la carica di capolista della Sicilia Orientale per Lega Nord. Stamani l’avviso di garanzia è arrivato anche per lui date le intercettazioni in cui lo sorprendono in dialoghi con boss mafiosi di Bagheria. Tutto per avere dei voti alle elezioni regionali e secondo la ricostruzione dell’accusa quei voti sarebbero stati pagati. Come se non bastasse Scrivano si era portato la moglie e diversi parenti nella lista. «Sono parenti, sì. Ma non ci sono amanti, come accade in altri partiti – dichiarava Scrivano –  Tremonti mi ha studiato. Ha visto che sono una persona perbene e mi ha dato via libera».

Cosa nostra aveva ricostituito un gruppo mafioso attorno alle famiglie di Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia. Il colonnello Pierangelo Iannotti, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo ha dichiarato «le indagini hanno consentito di evidenziare le dinamiche interne e le manifestazioni criminali più significative». L’inchiesta è  coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Le intercettazioni hanno svelato 11 estorsioni effettuate nei confronti di commercianti e imprenditori. Inoltre è anche avvenuto il maxi sequestro di trenta milioni di euro in beni e sono stati apposti i sigilli per alcune attività come supermercati, centri scommesse e locali come il pub Villa Giuditta.

 

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