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Mafia, proposta shock Pdl: niente carcere per chi è accusato di concorso esterno

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Il testo Pdl redatto dal senatore Giacomo Caliendo e firmato da un altro senatore, Guido Compagna, è stato presentato al Governo per la richiesta di approvazione. La proposta è semplice: nessuna condanna al carcere e nessuna intercettazione per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Fino ad ora il concorso in associazione mafiosa è un reato punito con la detenzione fino a 12 anni, ma non è “tipizzata” nell’Ordinamento e diventerebbe tale proprio grazie a questa proposta, che oggi verrà messa sotto esame dalla commissione Giustizia.

Il testo prevede l’aggiunta di due nuovi articoli nel codice penale, ossia il “379-ter” e il “379-quater”. Il primo riguarda il “Favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso“: chiunque agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l’espansione di un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni; il secondo, “Assistenza agli associati“, stabilisce che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dia rifugio o fornisca vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipino a un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusioneda 3 mesi a 3 anni.

In pratica se passasse il testo, l’articolo 418 del codice penale sarebbe abrogato e si avrebbero ripercussioni anche sui giudizi in corso grazie al cosiddetto principio del “favor rei”. In parole povere, il concorso esterno verrebbe “declassato” alla categoria del “favoreggiamento” e ciò comporterebbe una riduzione della pena, che passerebbe da un massimo di 12 anni ad un massimo di 5. E come se non bastasse, partirebbe una “reazione a catena” che colpirebbe le intercettazioni, le quali non sarebbero più obbligatorie, dato che possono essere consentite solo per reati superiori proprio a 5 anni (coincidenza?).

Non mancano ovviamente le critiche al Pdl, a partire dalla “grillinaSonia Alfano, che definisce il tutto vergognoso, per giunta quasi alla vigilia dell’approssimarsi dell’anniversario della strage di Capaci; anche Antonio Di Pietro replica sdegnato temendo che i cittadini saranno ancora più “costretti” a farsi giustizia da sé con i forconi.

Molti malpensanti diranno che l’argomento della proposta del Pdl non è casuale: infatti, per fare un semplice esempio, tra i condannati eccellenti, proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, c’è anche Marcello Dell’Utri, esponente del Pdl e grande amico di Berlusconi. Recentemente infatti, la Corte d’Appello di Palermo gli ha inflitto una pena pari a 7 anni di galera. Secondo i giudici la sua “colpa” sarebbe quella di aver avuto per oltre 30 anni rapporti con boss di prim’ordine come Stefano Bontade, Mimmo Teresi e Ignazio e Giovan Battista Pullarà, garantendo a Berlusconi (in cambio di parecchi milioni di euro) la protezione delle cosche.
Ma sarà così o pura coincidenza? Chissà

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