CronacaPrimo Piano

Mafia e Rinnovabili in Sicilia: un’occasione persa

Foto internet

Un reportage di spicco e approfondito, svolto per conto del Washington Post da parte di Anthony Faiola, ha messo in risalto il nuovo business Green made in Sicily e in cui la mafia si è infiltrata in maniera capillare.

Il settore delle energie rinnovabili in Sicilia ha offerto un terreno fertile per lo sviluppo economico, non solo della terra, ma anche delle cosche mafiose: il W. Post ha infatti sottolineato come solo un mese fa, dopo parecchi anni di infiltrazioni, sia venuta alla luce l‘interrelazione tra il business delle rinnovabili in Sicilia e le famiglie mafiose. Sono infatti stati sequestrati 10 impianti (tra solare ed eolico) dei 30 installati nell’isola, con il congelamento di oltre 2 miliardi di euro in beni e l’arresto di una dozzina di boss. Questi ultimi, racconta il WP, avevano intrecciato rapporti con consiglieri locali e li avevano corrotti per portare avanti il proprio business, parallelo ed interrelato a quello dell’energia Green.

Si parla di un “piatto ricco per tutti”, riferendosi al settore delle energie sostenibili in Sicilia: i fondi stanziati dallo Stato verso la regione a maggior concentrazione di vento e sole, e quindi predisposta allo sviluppo del business dell’eolico e del solare, sono stimati in parecchi miliardi, negli anni. Come avrebbero potuto passare inosservati agli occhi della criminalità organizzata?

La mafia ha infatti preso per mano il nuovo business, riciclando denaro in attività legali e in pieno sviluppo, come le rinnovabili. Per di più, gli investitori stranieri, interessati allo sviluppo delle energie pulite in Sicilia, hanno spesso intrecciato rapporti con le famiglie di Cosa Nostra, ignari. Ecco perché è stato bloccato il fondo di finanziamento per il settore, con la conseguente richiesta scritta di autorizzazioni da parte dei richiedenti, i quali devono dichiarare di non avere rapporti o alcun collegamento con la malavita.

Il Governo regionale siciliano ha bloccato i progetti inerenti il settore, al fine di valutare norme e sviluppare strumenti funzionali a contrastare l’interferenza interessata della mafia nelle rinnovabili in Sicilia. Ma l’opportunità, per uno sviluppo programmatico della regione nel settore verde, è andata perduta.

Ignazio Cusimano

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.