Cronaca

Mafia, a vent’anni dalla morte grande evento in ricordo di Beppe Alfano

Beppe Alfano (foto internet)

Domani saranno passati vent’anni dalla sera in cui il giornalista Beppe Alfano venne ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto. Era il 1993, il periodo stragista. Vent’anni difficili, sempre alla ricerca della verità e dei veri mandanti dell’omicidio dell’ultimo giornalista ucciso dalla mafia in Sicilia.

Un momento importante, non solo per non dimenticare, ma soprattutto per fare un bilancio sulla lotta alla mafia in Sicilia, in Italia e anche in Europa. E’ per questo che un cartello di associazioni, insieme alla famiglia Alfano, ha organizzato un vertice internazionale delle forze di polizia in corso da stamane nel grosso centro del messinese.

Una giornata di studi sul tema del contrasto alle mafie, suddivisa in tre parti: uno dedicato alle tecniche investigative, uno relativo alla cooperazione giudiziaria, uno sul ruolo del giornalismo investigativo e dell’informazione. Parteciperanno i più importanti organismi nazionali, europei e internazionali impegnati nel contrasto alle mafie. Tra questi Fbi, Dea, Bka, Interpol, Europol, la Dia, lo Scico, oltre ad importanti magistrati antimafia.

Previsti un contributo di Roberto Saviano e la presenza del figlio della giornalista Anna Politkovskaja.

Domani al Palazzetto dello Sport di Barcellona Pozzo di Gotto, alla presenza di centinaia di studenti provenienti da tutta la Sicilia, si svolgerà il dibattito sul tema “La mafia odia la cultura, legalita’ e scuola per un futuro migliore“. Da sottolineare il contributo di testimoni di giustizia, familiari di vittime di mafia, esponenti della società civile e istituzioni. Infine, il pomeriggio Messa al Duomo di Santa Maria Assunta (celebrata da don Luigi Ciotti) e intitolazione a Beppe Alfano della piazza antistante la casa del giornalista.

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ricordando il giornalista ha dichiarato: “Beppe Alfano è stato un esempio alto di giornalismo d’inchiesta e di impegno sociale e politico. Un impegno pagato a caro prezzo e che però oggi continua ad essere vivo nella passione di tanti giovani e nell’attività di tanti giornalisti.”

“Le inchieste di Alfano – conclude Orlando – hanno evidentemente colpito nel segno e fatto paura ad alcuni potenti, a dimostrazione del potere della parola e del buon giornalismo.”

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