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M5S in Sicilia, calcolo errato sul rimborso

Foto da internet

La cifra  indicata in un primo momento dal M5S sarebbe sbagliata.

Il Movimento di Beppe Grillo in Sicilia ha rinunciato oggi con un atto formale al rimborso elettorale per le regionali, ma c’è ancora incertezza sulla cifra esatta.

In base ai dati diffusi in un primo tempo dallo stesso movimento, si sarebbe tratto di un milione e 426 mila euro. Il calcolo, pero’, era stato fatto sulla scorta della legge 157 del 1999 che e’ stata modificata dalla legge 96 del luglio 2012.

La più recente normativa ha introdotto nuovi parametri di computo del rimborso, legati agli abitanti della regione e, comunque, sulla disponibilità di un fondo massimo assegnato dallo Stato di circa 16 milioni.

Il movimento ha quindi preferito non indicare al momento la somma esatta cui rinuncia. “Sarei cauto sui numeri – ha detto un attivista del M5S, l’avvocato Francesco Menallo – di certo, stando alle modifiche introdotte e visto il tetto, probabilmente il rimborso destinato ai partiti quest’anno sara’ minore. Al di la’ delle cifre – ha concluso – noi restituiremo tutto e ciò non toglie nulla al nostro gesto”.

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2 commenti

  1. Grande Sud al solito chiacchiere poliche inutili.. provate a chiedere ai cittadini cosa ne pensano… il cittadino tutto darebbe tranne che rimborsi a politici visti come ladri!
    dovrebbero rinunciare tutti ai rimborsi e auofinanziarsi

  2. “I rimborsi elettorali non sono automatici, bisogna chiederli. La nuova normativa è chiara (96/2012): per ottenere il denaro pubblico bisogna fare un’esplicita richiesta ‘entro il trentesimo giorno successivo alla data delle elezioni’. Se non la si fa, non si riceve un euro. Non serve, pertanto, alcuna lettera di rinuncia. Non si scrive una missiva per confermare di volersi avvalere di un diritto. Lo si esercita e basta”. Lo afferma, in una nota, la coordinatrice nazionale dei Club di Grande Sud Costanza Castello, in merito alla manifestazione del Movimento 5 Stelle inscenata davanti a Palazzo dei Normanni a Palermo per ‘restituire i rimborsi elettorali’.
    “Tuttavia sorgono alcune domande. Il Movimento 5 Stelle, così come recita la legge del luglio scorso – prosegue Castello –, dispone di ‘un atto costitutivo e di uno statuto, redatti sotto forma di atto pubblico’, indispensabili per accedere ai finanziamenti ai quali loro vorrebbero rinunciare? E sempre secondo il dettato legislativo, lo Statuto è ‘conformato a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti’? Cronache alla mano – aggiunge –, sembrerebbe che il Movimento 5 Stelle non brilli tanto nel rispetto delle minoranze interne. Infine, qualora i quesiti precedenti ricevano una risposta positiva e documentabile, consigliamo al Movimento di Grillo di scegliere un’ottima società di revisione dei conti che, sempre in ottemperanza della legge 96/2012, deve certificare i loro bilanci, al fine di dimostrare, carte alla mano – conclude –, di aver speso solamente 25.000 euro per la campagna elettorale in Sicilia”

    scritto dalll’ufficio stampa GRANDE SUD

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