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Lotte clandestine tra cani, tre arresti nel quartiere Pagliarelli

I Carabinieri della Stazione di Palermo Villagrazia insieme ai Carabinieri del XII Battaglione Sicilia, durante un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato tre persone. Già da tempo i Carabinieri avevano raccolto alcune notizie confidenziali in merito allo svolgimento di lotte clandestine tra cani nel quartiere “Pagliarelli” e, precisamente, presso un rivenditore di bombole di gas che si sarebbe trovato non lontano dall’omonima casa circondariale.

Le indagini hanno portato in via Giorgio Perlasca, all’attività commerciale gestita da F.B., nato a Palermo nel 1995. Sotto un lenzuolo bianco con un mazzo di fiori adagiato sopra, proprio in mezzo alle bombole di Gpl, i Carabinieri hanno scorto il cadavere di un “pittbull” di colore marrone con evidenti segni di maltrattamento che i veterinari dell’A.S.P. 6 non hanno escluso possano effettivamente derivare da combattimento.  Causa della morte, un foro di proiettile all’altezza del cranio che potrà essere accertato dall’autopsia che verrà svolta dall’Istituto Zooprofilattico di Palermo.

I Carabinieri hanno poi trovato, sempre all’interno del negozio, alcuni blocchi motore, anche privi di matricola, ed una pistola marca Bruni mod. 92 cal. 8 “scacciacani” priva di tappo rosso con canna verosimilmente modificata ma otturata e con serbatoio inserito nonché una scatola con 10 proiettili calibro 7.65 lotto G.F.L. illegalmente detenuti. Come se non bastasse i tecnici ENEL accertavano che l’impianto elettrico del rivenditore di bombole era collegato al vicino negozio di ceramiche di B.T., nato a Palermo nel 1969, allacciato abusivamente alla rete elettrica pubblica; motivo per il quale entrambe sono stati arrestati e processati per direttissima.

Le attività non si sono però fermate e il successivo sviluppo delle fonti confidenziali che già avevano portato i militari in via Perlasca ha permesso di rinvenire un arma dello stesso calibro dei proiettili sequestrati a F.B. Una pistola semiautomatica Beretta con matricola abrasa trovata a Ballarò a casa di M.B. nato a Palermo nel 1974, insieme ad un caricatore pieno di 5 cartucce ed altre 74 inscatolate; hanno portato l’uomo direttamente dietro alle sbarre del carcere Pagliarelli in attesa di giudizio.

La pistola sarà inviata ai Carabinieri dei RIS di Messina che svolgeranno tutti gli accertamenti utili per comprendere se è mai stata utilizzata in qualche delitto e, se in sede di autopsia sarà rinvenuta l’ogiva che ha messo fine alla vita del pitbull, sarà possibile comprendere se è stata proprio l’arma sequestrata a M.B. a sparare il colpo di grazia.

Quindi i Carabinieri hanno arrestato:

F.B. per il reato di furto di energia elettrica, ricettazione (perché all’interno del negozio sono stati altresì ritrovati 6 blocchi motore di dubbia provenienza), uccisione di animali ( verosimilmente l’uccisione del cane pittbull con arma da fuoco) e detenzione abusiva di armi  comuni da sparo e relative munizioni;

B.T. per il reato di furto di energia elettrica relativo agli esercizi commerciali di cui lo stesso ne è il proprietario;

F.B.  e B.T. sono stati ristretti nelle camere di sicurezza del Comando in attesa del rito direttissimo per il reato di furto di energia elettrica.

Dopo la convalida degli arresti F.B.  dopo il patteggiamento è stato condannato a quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa mentre B.T. è stato rimesso in libertà in attesa del processo.

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