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Lotta studentesca: ad Agrigento nasce “Area 51”

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Le proteste che nei giorni scorsi hanno fatto registrare numerosi momenti di tensione negli scontri tra studenti e forze dell’ordine hanno lasciato strascichi polemici, ma non solo. Solo tre giorni fa, i rappresentanti di diversi istituti superiori dell’agrigentino hanno creato una rete studentesca che ha subito inglobato altre scuole del resto della Sicilia, estendendosi rapidamente anche a realtà del napoletano e del barese.

Le mire dei giovani creatori di Area 51 vanno però ben oltre, provando a coinvolgere quanti più coetanei provenienti dagli istituti di tutta Italia. Inutile precisare che l’età degli ideatori è pienamente adolescenziale, a conferma del concreto interesse della nuova generazione a rivendicare i diritti che dovrebbero garantire la loro preparazione al futuro.

A riguardo, le aspettative di tutte le categorie sociali sono ai minimi storici, in un momento di tumulti nelle piazze che emulano le proteste generali contro i governi di mezza Europa. Il disegno di legge 953 proposto dall’esecutivo di Monti, approvato lo scorso 10 Ottobre, è la principale causa della lotta.

I punti maggiormente contestati toccano essenzialmente temi gestionali ed economici. Da un lato infatti, Area 51 non accetta l’autoregolamentazione degli istituti e la figura del preside-manager, prevista nell’articolo 5. Dall’altro, gli studenti si allineano alle ultime generazioni dei loro predecessori nel rifiutare nettamente le modalità di erogazione dei fondi. I continui finanziamenti alle scuole private vanno infatti a discapito di quelle pubbliche, sia in un’ottica economica che in una inerente il prestigio degli istituti  accessibili a tutti. Il movimento auspica dunque un nuovo Disegno di legge sull’istruzione, negoziato con i diretti interessati.

Area 51, nelle parole di Francesco, uno dei fondatori, rivendica la lotta come sua ragion d’essere, ma rifiuta al contempo le violenze in piazza, ritenendo necessarie punizioni esemplari sia per gli studenti sia per i poliziotti responsabili. In ogni caso, il gruppo smentisce le superficiali generalizzazioni sulla presunta ignoranza degli adolescenti di oggi relativa ai motivi delle loro proteste in piazza.

Andrea Cumbo

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