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L’OSS a Monreale: un concerto nel Duomo con il repertorio sacro

Un concerto nel Duomo di Monreale per richiamare l’attenzione su quel patrimonio musicale già celebrato annualmente dalla Settimana di Musica Sacra di Monreale e che però, negli ultimi due anni, non ha avuto luogo.

La serata è stata fortemente voluta dall’Orchestra Sinfonica Siciliana e dalla Curia di Monreale, e realizzata grazie al patrocinio dell’Assessorato Regionale al Turismo, e alla collaborazione con il Comune di Monreale. L’appuntamento è per domenica 15 dicembre alle ore 21.00 e l’ingresso è gratuito. Il programma del concerto, diretto dal Maestro Francesco Di Mauro, vedrà l’esecuzione della Sinfonia “Al Santo Sepolcro” di Vivaldi, della Sinfonia n. 26 in re minore “Lamentatione” di J. Haydn e dello Stabat Mater di Pergolesi; quest’ultimo è interpretato dal soprano Manuela Ranno e dal mezzosoprano Irene Savignano.

Composta molto probabilmente per la cappella dell’Ospitale veneziano della Pietà, la Sinfonia “Al Santo Sepolcro” di Vivaldi, la cui scrittura densa crea un’atmosfera intensa e raccolta, si articola in due movimenti, dei quali il primo, Adagio molto, di carattere contrappuntistico, funge da introduzione all’Allegro molto, formalmente un fugato.

Composta nel 1768, la Sinfonia n.26 di Haydn fu in realtà scritta per la Settimana Santa, dal momento che i primi due movimenti hanno rispettivamente come tema la Passione di Gesù e la Lamentatio Jeremiae Prophetae, da cui deriva il titolo di Lamentatione. È quindi del tutto destituita di fondamento la tesi secondo la quale l’opera recherebbe un secondo titolo, Il Natale, e sarebbe stata completata da una pastorale andata perduta.

Completato, secondo una tradizione, della quale non è possibile appurare l’attendibilità, il giorno stesso della morte, lo Stabat Mater è comunque una delle ultime opere, se non l’ultima, di Giovanni Battista Pergolesi che, quasi presago della triste fine che lo attendeva, cercò di portare a termine questo lavoro prima che la morte lo cogliesse alla giovane età di 26 anni. Per Pergolesi, infatti, completare la redazione di questo lavoro era quasi un obbligo morale, in quanto aveva già ricevuto la somma di 10 ducati, come compenso per la composizione dell’opera, da parte del committente.

Mario Trapani

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