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L’Orlando furioso: “Mi dimetto dalla fondazione Teatro Massimo”

Un momento della conferenza stampa (foto di Andrea Cumbo)

“Mi rifiuto di fare il Presidente di queste vergogne” esclama Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, al termine della conferenza stampa a Villa Niscemi a proposito del caos che avvolge ormai da tempo la gestione del Teatro Massimo da parte del Consiglio di Amministrazione.

L’evento scatenante le dimissioni del dindaco da Presidente dell’Ente è stato lo sgombero, da parte del sovrintendente Antonio Cognata, dello sciopero organizzato dai lavoratori del teatro.

Orlando conferma di avere revocato a Cognata tutte le deleghe, tra cui l’ultimo provvedimento preso dal sovrintendente riguardo ai dipendenti del “Massimo”, dei quali ha già incontrato ieri mattina alcuni rappresentanti. La gestione del sovrintendente è pessima – spiega il Sindaco – ed è per questo che chiederò al ministero un immediato commissariamento.

“Quando amministravo negli anni ’80 c’era un teatro senza teatro, oggi invece abbiamo un non-teatro con il teatro“: esorisce sfiorando Pirandello l’ex leader della “Rete”, la cui conferenza si regge per buona parte sul j’accuse al vecchio Consiglio di Amministrazione, della cui mala gestione elenca i punti più salienti.

I sindacati – attacca – sono costretti ad apprendere dai giornali le decisioni del CDA. Il programma invernale, continua, è stato approvato di proposito durante il ballottaggio, in un momento di incertezza sul nome del nuovo Sindaco, cosicché il neo-eletto avesse poi difficoltà a imporre le proprie decisioni, legittimate dalla contemporanea carica di Presidente dell’ente. Ruolo che Orlando è deciso a lasciare, anche a causa di lacune gestionali come la mancanza di un piano-marketing per la nuova stagione (scatenante l’emorragia dei migliori artisti) e la perenne assenza del direttore artistico, impegnato a Roma per la trasmissione “Amici” di Maria De Filippi.

L’esponente Idv si inoltra poi in questioni giuridico-economiche quando cita il versamento, da parte di Unicredit, di 750.000 euro anziché del doppio, cifra che ne avrebbe legittimato la nomina di un consigliere nel CDA. Nomina che è avvenuta ugualmente. Se il gruppo bancario avesse invece rinunciato, il Sindaco di allora avrebbe potuto indicare un nome a sua discrezione: cosa che Cammarata ha fatto lo stesso, creando la paradossale situazione di due consiglieri abusivi, il secondo dei quali, l’avvocato Varvaro, viene anche nominato consulente legale dell’ente. Orlando giustifica così la decisione di silurarli entrambi.

Il festival di intrecci di denaro e potere “in scena” al teatro va avanti con il rifiuto di Varvaro di restituire la parcella, contenstando il conflitto d’interessi impugnato dall’Amministrazione comunale, cui segue la milionaria causa di risarcimento avviata dall’Avvocato contro il nuovo Sindaco, corredata da un’azione cautelare in corso di causa, con cui l’intero CDA viene sospeso dalle sue mansioni. L’atto successivo comprende invece la decisione del primo cittadino di sospendere la concessione di appalti definiti “dubbi”, sui quali – annuncia – riferirà alla Corte dei Conti.

Il punto più eclatante di questa situazione di “mortificazione” inerisce tuttavia il fatto che il bilancio della fondazione è in perfetta salute, per ammissione dello stesso sovrintendente, invitato vivamente a ridurre gli sprechi da un Leoluca Orlando che auspica un commissariamento del teatro (situazione non ancora verificatasi – precisa), ritenuto l’unica via possibile per una sua ristabilizzazione. Già per giovedì è previsto un primo colloquio con il commissario Nastasi, che dovrebbe portare a una svolta gestionale del “Massimo”, nell’auspicio di una sua rinascita.

Andrea Cumbo

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