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Lo stupro di Mondello, meno presunto e più inverosimile

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Come volevasi dimostrare. Su LiveSicilia.it si legge: “Appare del tutto inverosimile che immediatamente dopo uno stupro la vittima telefoni proprio all’autore del reato – piuttosto che ad un parente, ad un amico o alle forze dell’ordine – per chiedere qualsiasi tipo di aiuto. Così scrivono i giudici del Riesame nella motivazione che manda in frantumi, almeno per il momento, una pesante accusa di violenza sessuale”.

Il riferimento è allo “strano (presunto) stupro di Mondello“, che sarebbe avvenuto nella notte dell’1 settembre ai danni di due ragazze, una siciliana e l’altra tedesca, entrambe di vent’anni. In seguito al loro racconto, sono stati arrestati Maurizio Mortillaro di 32 anni e Antonino Mangano di 35 anni.

I giudici, insomma, hanno confermato quanto scritto da me medesimo su Ilmoderatore.it l’8 settembre 2012, commentando il verbale pubblicato sempre dal quotidiano diretto da Francesca Foresta.

Infatti, ho commentato uno dei (tanti) punti oscuri della dichiarazione delle due ragazze in questo modo: “Dopodiché c’è il racconto della violenza, di sicuro terribile. I ragazzi, in seguito anche alle urla delle ragazze, scappano. E si legge: “La ragazza racconta di avere cercato di chiamare l’uomo che avrebbe abusato di lei al numero che gli aveva dato in discoteca. Niente, il telefono squillava a vuoto. A quel punto “ho fermato un passante senza spiegare cosa mi era successo per vergogna. Gli ho chiesto se era possibile chiamare col suo telefonino. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta e ho raccontato tutto al ragazzo della macchina”. Non sono un esperto di ‘giurisprudenza’ di violenze sessuali ma perché una ragazza che subisce una violenza dovrebbe tentare di chiamare per ben due volte al telefono uno dei due stupratori anziché immediatamente pensare di denunciare il fatto ai carabinieri, magari chiamandoli subito per fare partire le ricerche?

I due ragazzi, dunque, sono stati scarcerati il 26 settembre scorso, dopo 25 giorni di cella, per la presenza di “circostanze che rendono necessarioun ulteriore approfondimento investigativo e che allo stato, impongono l’annullamento della misura cautelare per carenza di gravi indizi di colpevolezza”.

Tra le ‘circostanze’ anche un altro punto sottolineato nel post dell’8 settembre, ovvero il ritrovamento di un profilattico all’interno della vagina di una delle due ragazze:

“Su LiveSicilia, inoltre, c’è scritto: “In piena notte le due amiche si fanno visitare e refertare al Policlinico. Hanno gli indumenti intimi strappati. Ad una di loro, durante la visita ginecologica, i medici trovano un profilattico nella vagina“. In questo caso mi rende perplesso la presenza del profilattico all’interno della vagina di una delle due ragazze. Stando al concitato racconto della violenza, quando uno dei due presunti stupratori avrebbe tentato d’indossare il preservativo? E perché soprattutto?”

Le indagini, sia chiaro, non sono del tutto concluse. Ma lo ‘stupro di Mondello’ comincia ad essere giudicato sempre più come ‘inverosimile’. Un (quasi) sospiro di sollievo per Mortillaro e Mangano anche se adesso hanno adesso tutto il diritto di pretendere un bel risarcimento per i danni conseguenti alla notizia.

Machiavelli

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