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Lo strano (presunto) stupro di Mondello

Presunto Stupro sulla spiaggia di Mondello
Foto internet

LiveSicilia ha pubblicato ieri sera il verbale sul presunto stupro sulla spiaggia di Mondello. La violenza è stata denunciata nella mattina del 2 settembre da due ragazze, una siciliana e l’altra testa, entrambe di vent’anni. In seguito al loro racconto, sono stati arrestati Maurizio Mortillaro di 32 anni e Antonino Mangano di 35 anni.

Innanzitutto, una premessa doverosa. Lo stupro è uno dei peggiori reati che possa commettere un uomo. Ed io, personalmente, sono per la castrazione chimica. Ma dal verbale pubblicato dal quotidiano diretto da Francesco Foresta emergono alcune stranezze che di certo saranno chiarite dalla magistratura.

  • Le ragazze hanno raccontato di essere state prima all’Addaura e poi a Capaci, dove hanno incontrato alcuni amici. Mentre ballano, notano “di essere osservate con assiduità da due giovani, mai visti prima”. “In un primo momento” le due non erano “interessate ma vista la loro insistenza abbiamo ceduto, visto che non c’era nulla di strano a limitarsi ad una presentazione”. Naturalmente, nessuno vieta a nessuno di conoscersi. Le due sono state con i ‘futuri’ presunti stupratori fino alla chiusura del locale per poi dirigersi “in un posto di loro conoscenza per mangiare qualcosa. Un po’ restie all’invito, anche in questo caso accettavamo”. Nessuna condanna, sia chiaro. Ma le ragazze accettano consapevolmente l’invito degli altri due, nonostante l’essere “restie”. Certo, non possono sapere cosa tramino Maurizio e Antonino, ma perché andare coi due, se hanno qualche ‘sentore negativo’? 
  • Si legge sull’articolo di Riccardo Lo Verso: “I giovani salgono nelle rispettive macchine. Raggiungono via Galileo Galilei, a Palermo. Non è il posto scelto per mangiare qualcosa, ma solo una tappa. Tutti e quattro si muovono a bordo di un’unica macchina”. Qui non si riesce ad afferrare bene il passaggio. Da Capaci vanno in via Galileo Galilei, a Palermo, ognuno nella propria auto o le ragazze hanno accettato di salire sulla macchina dei due? E se così: come sono arrivate le ragazze a Capaci? Hanno lasciato il proprio mezzo nei pressi del locale ‘Free Beach’? Per di più, c’è la scelta di salire sull’auto di due ragazzi che conoscevano soltanto da qualche ora.
  • Il verbale prosegue così: “Alle 3 e 40 sempre convinte che dovevamo andare in una cornetteria, ci hanno fatto scendere dalla macchina. Si dirigevano verso la spiaggia”. Una delle due racconta: “Ho capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto” e sostiene di avere tentato di cambiare strada “ma le loro insistenze anche aggressive mi creavano ansia e contro la mia volontà sono andata dove loro volevano”. Rientra nuovamente l’elemento della mancanza di fiducia ‘preventiva’ nei confronti dei due trentenni. Eppure, nonostante ciò, non solo sono salite sull’auto del magazziniere e del salumiere, ma sono andate ugualmente in spiaggia, in piena notte, contro la loro “volontà”. Ma non certo con un coltello puntato contro, a meno che con “insistenze aggressive” non s’intenda l’uso di una violenza fisica o psicologica.
  • Dopodiché c’è il racconto della violenza, di sicuro terribile. I ragazzi, in seguito anche alle urla delle ragazze, scappano. E si legge: “La ragazza racconta di avere cercato di chiamare l’uomo che avrebbe abusato di lei al numero che gli aveva dato in discoteca. Niente, il telefono squillava a vuoto. A quel punto “ho fermato un passante senza spiegare cosa mi era successo per vergogna. Gli ho chiesto se era possibile chiamare col suo telefonino. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta e ho raccontato tutto al ragazzo della macchina”. Non sono un esperto di ‘giurisprudenza’ di violenze sessuali ma perché una ragazza che subisce una violenza dovrebbe tentare di chiamare per ben due volte al telefono uno dei due stupratori anziché immediatamente pensare di denunciare il fatto ai carabinieri, magari chiamandoli subito per fare partire le ricerche?
  •  Su LiveSicilia, inoltre, c’è scritto: “In piena notte le due amiche si fanno visitare e refertare al Policlinico. Hanno gli indumenti intimi strappati. Ad una di loro, durante la visita ginecologica, i medici trovano un profilattico nella vagina“. In questo caso mi rende perplesso la presenza del profilattico all’interno della vagina di una delle due ragazze. Stando al concitato racconto della violenza, quando uno dei due presunti stupratori avrebbe tentato d’indossare il preservativo? E perché soprattutto?
  • Nell’articolo si parla anche dei due ragazzi che confermano di avere avuto i rapporti sessuali, ma “escludono categoricamente” che si sia trattato di uno stupro. Raccontano che le due ventenni erano “smaliziate” ed “una addirittura, propose di andare subito in albergo e io dissi che l’albergo era superfluo perché si poteva andare a Mondello in spiaggia”. Aggiunge poi, un particolare, “ci chiesero 50 euro e a questa richiesta reagii dicendo che non avrei pagato nulla invitando il mio amico Mangano ad andar via”.

Gli elementi bui di questa vicenda – facendo riferimento a quanto pubblicato su LiveSicilia – non sono pochi. Il racconto delle ragazze meriterebbe di essere approfondito e la verità – ci si augura – potrebbe venire fuori dal confronto tra i quattro protagonisti di questa spiacevole storia. Anche perché dei due ragazzi sono stati già spiattellati i nomi. Attendiamo.

Machiavelli

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2 commenti

  1. conosco benissimo i due ragazzi..non credo ad una parola delle due ragazze..impossibile!!!spero ke nino e maurizio possano dimostrare la loro innocenza!!!forza ragazzi!!!!!!!

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