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Lo Stato salverà la Regione? Intanto arriveranno 300 milioni per pagare i dipendenti

Arriveranno  300 i milioni dallo Stato per la Sicilia. Si tratta dei soldi  mancanti nel bilancio di previsione della Regione siciliana e che dopo un’operazione di riaccertamento dei residui sono passati a 500 milioni. I 500 milioni arriveranno con un pacchetto di misure, delineate negli emendamenti approvati in Commissione al Senato, che si sbloccheranno una volta che il dl sarà convertito in legge. Nel dettaglio sono previsti 200 milioni come riconoscimento delle mancate entrate Irpef, riscosse dallo Stato anziché dalla Regione, 100 milioni collegati all’attuazione dell’art. 37 dello Statuto che riguarda l’attribuzione delle quote Irpef alla regione da parte delle imprese con impianti in Sicilia, 150 milioni – che saliranno a 300 per il 2016 e il 2017 – derivanti dalla possibilità di spalmare in 7 anni, anziché in 3, il disavanzo globale maturato a fine 2014, 50/100 milioni da ulteriori efficienze sul bilancio regionale e dalla possibilità, da verificare, di utilizzare, l’avanzo di gestione 2014 della sanità per ripagare costi sanitari addebitati impropriamente sul bilancio regionale. Ancora una volta la Regione viene salvata dal governo nazionale.
A schierarsi a favore dell’isola, in prima fila Davide Faraone,  Sottosegretario all’Istruzione, che spiega: “Grazie al Pd e alle forze di maggioranza che sostengono il governo Renzi, sono stati approvati in Commissione Bilancio al Senato gli emendamenti che finalmente definiscono i termini dell’accordo tra Stato e Regione. Un grande e, per certi versi, storico risultato. In collaborazione con l’assessore regionale al bilancio Alessandro Baccei abbiamo realizzato l’intesa che consentirà alla Sicilia di pagare gli stipendi dei suoi dipendenti e chiudere il bilancio. Non solo: l’accordo porrà  le basi per risolvere la questione dell’impugnazione dei bilanci dei prossimi due anni. La regione potrà tornare a investire in crescita e occupazione”.
Un intervento che è stat o possibile grazie al dl 78/2015, in esame al Senato, relativo alle misure urgenti per gli enti locali.
“Non siamo né distratti, – continua Faraone – né impressionati dalla crisi politica che si è aperta nella Regione Sicilia. Teniamo la barra dritta e abbiamo trovato una soluzione per i 300 i milioni mancanti in bilancio di previsione che la regione ha chiesto al governo nazionale. Adesso, dopo un’operazione di riaccertamento dei residui, sono diventati 500. Un’operazione richiesta da tempo per completare la pulizia del bilancio della Regione, eliminando quasi 6 miliardi di euro di partite attive difficilmente esigibili. Un provvedimento che consente alla Sicilia di rimettere in sesto i bilanci e far ripartire gli investimenti per lo sviluppo”.

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2 commenti

  1. noi di “un becco di un quattrino” chiediamo al Presidente Crocetta di restare al suo posto perchè vogliamo che tutti gli altri siciliani comprendendo che significa non avere un becco di un quattrino, probabilmente potrebbero entrare a fare parte del nostro gruppo.
    Grazie Presidente per averci reso tutti quasi uguali.

  2. speriamo sia vero. Ma ancora di più speriamo li sappiano spendere.
    Questa è terra deigli sprechi e dei papponi.
    Occhio

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