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Liste Pd, maretta in casa socialista

In queste ore si sta svolgendo un vertice nazionale del Psi convocato a seguito dei malumori provocati dalla composizione delle liste del Pd.

L’accordo nazionale tra il partito di Bersani e quello di Nencini sembra vacillare con l’esclusione dei candidati socialisti nelle liste in Sicilia.

Tra i grandi esclusi il senatore Carlo Vizzini che ha però precisato: “Sinceramente non capisco da cosa sarei stato escluso dal momento che non ho mai posto il tema di una mia candidatura in Sicilia. E’ vero, invece, che il mio partito il Psi sta trattando con il PD un accordo globale non ancora arrivato a conclusione. Vedremo, alla fine, se con una buona intesa si otterrà l’unico risultato che ci sta a cuore e cioè che una pattuglia di socialisti torni in Parlamento”.

Fonti vicine al Presidente della Commissione Affari costituzionali hanno svelato ai nostri microfoni i retroscena dell’accaduto.

Vizzini non avrebbe mai proposto direttamente la propria candidatura al Pd e, in quanto senatore del Psi, non avrebbe potuto farlo. Il nome di Vizzini è stato fatto, insieme a quello di altri 6 personaggi del partito, in seno a un accordo nazionale.

 E’ stato il segretario Nencini a proporre quei nomi in quanto politici di rilievo nel territorio. Certamente Carlo Vizzini, che non soltanto ha ricoperto un ruolo di tutto rispetto in Senato, ma ha anche confermato la sua rilevanza politica nel panorama siciliano e in particolare palermitano (ricordiamo l’egregio risultato del 2,6% alle amministrative del 2012 con il movimento Riformisti per Palermo), rientra a pieno titoli in questa selezione di nomi.
 

Sebbene sia evidente la volontà di poter essere attivi nel proprio territorio – in quello siciliano appunto – non può essere considerata veritiera la dichiarazione di Lupo che parla di “esclusione del senatore”. Il nome di Vizzini doveva rientrare in quota Bersani, ma evidentemente c’è stato un grande errore di valutazione da parte del Partito democratico.
 

L’accordo dello scorso luglio, che cancellava la foto di Vasto in nome di una nuova coalizione Pd-Sel-Psi, voleva porre le basi per un percorso comune che avesse come obiettivo le primarie prima e le politiche poi, seguendo le orme tracciate dal Partito Socialista Europeo.

Ma con la legge elettorale attuale e la scelta di Bersani di accettare la presentazione delle liste di Tabacci, il Psi verrebbe notevolmente svantaggiato, rischiando di non ottenere in parlamento i seggi destinati al “migliore partito perdente della coalizione”. Da qui nasceva la scelta di inserire i candidati del Partito Socialista nelle liste del Pd, ma i democratici in Sicilia hanno derogato all’accordo nazionale.

Per questi motivi il nostro segretario nazionale, precisando che “noi non facciamo gli ospiti in casa di nessuno”, ha convocato per oggi una direzione nazionale dalla quale, quasi certamente, verrà decretato che il Psi presenterà le proprie liste, in coalizione con il Pd.

Valentina D’Anna 

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3 commenti

  1. Come previsto 500 comitati per Bersani e di nuovo i socialisti esclusi. Caro segretario nazionale, insieme al mio segretario umbro, date le DIMISSIONI!

  2. OK Riccardo! Noi non facciamo gli ospiti in casa di nessuno; vista la nostra autorevole anzianità, possiamo, anzi ,dobbiamo fa re gli A N- F I T R I O N I !!!

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