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L’invito a pranzo per 250 poveri oggi in Cattedrale. Foto

(di Massimo Brizzi) Epifania per i poveri di casa nostra, così si potrebbe definire la significativa giornata dedicata agli ultimi, all’interno della Cattedrale di Palermo, un pranzo per 250 persone circa, organizzato da Don Filippo Sarullo, parroco della Cattedrale con il supporto dell’ Associazione Culturale Polizia Municipale di Palermo, dell’associazione LeAli della protezione civile e dalla Caritas Parrocchiale insieme ad altri volontari.

Quattro lunghi tavoli ben apparecchiati ed un menù dal profumo di Sicilia, anelletti al forno, involtini di pollo alla siciliana, patate, dolce ed uno speciale panettone fatto realizzare per l’occasione dalla ditta Fiasconaro.

Rispettato come nelle migliori mense l’orario d’inizio previsto per le 13,00, quando i commensali ordinatamente hanno cominciato a prendere posto a tavola e già dopo pochi minuti i laboriosi volontari hanno cominciato a servire la prima portata, non prima però del “Padre Nostro”,  recitato da tutti i presenti.

L’ingresso di Monsignor Corrado Lorefice che ha preso posto a tavola insieme agli ospiti , è stato uno dei momenti più sentiti della giornata.

Uomini, donne, bambini, i poveri di casa nostra, loro i protagonisti assoluti di un pranzo speciale, organizzato non per fronteggiare un’emergenza ma per accendere i riflettori su tante storie simili , accomunate dall’improvvisa perdita del lavoro aggravata dall’esclusione sociale e dall’emarginazione.

Antonella, Salvatore, Alessandro, Antonino, Antonio, Giuseppe, Vincenzo, Giovanni, Fabrizio, Michele, ciascuno con la sua storia di vita ma insieme a reclamare con la forza delle parole la dignità sociale ed il riscatto che solo il lavoro potrebbe restituire.

Oggi Antonella con i suoi 6 bambini non ha negato un sorriso:” Una giornata in compagnia, senza i pensieri che ci tormentano tutti i giorni”, una vera lezione di vita espressa in un piccolo pensiero.

Il freddo eccezionale di questi giorni ha segnato Salvatore 42 anni da più di 1 anno costretto a vivere su un vagone alla stazione : ” Ero magazziniere, poi tutto è finito, la ditta è fallita e per me è iniziato il calvario”, eppure Salvatore nelle sue parole non dimentica di ricordare i volontari che giornalmente lo assistono con un cibo caldo e continua” Le istituzioni ci hanno dimenticato ma uomini e donne eccezionali non hanno mai smesso di considerarci esseri umani”

Qualche ora appena trascorsa tra gli invisibili per rendersi conto che sensibilità e solidarietà hanno un’anima e un volto, cancellato ai comuni mortali dai ritmi frenetici della vita di ogni giorno.

L’allegria di Giovanni Fabrizio e Michele seduti serenamente,  come in trattoria non passa inosservata ed uno di loro incalza:” Siamo senza lavoro, ma siamo amici ed uniti e continuiamo a non mollare, un pranzo che si rivela un occasione per trascorrere qualche ora in compagnia”.

La politica qua non è di casa, vengono ricordati i nomi dei volontari e delle associazioni ma l’assenza delle istituzioni sembra essere un pensiero ricorrente nelle parole espresse dagli invisibili oggi in Cattedrale.

E’ l’immagine del Beato Puglisi a rafforzare la rappresentazione di tanta bella umanità e le sue parole vengono citate da Sergio Quartana, presidente dell’Associazione Polizia Municipale di Palermo :”Benedici , Signore, noi e il cibo che stiamo per prendere e danne anche a coloro che non ne hanno”. Qualcuno mi ha detto, ha continuato il Beato :” Non ti pare sia uno scaricare le tue responsabilità?”Recentemente ho cercato di cambiare dicendo”Signore, fa che condividiamo il cibo con i fratelli che non ne hanno”.

Un monito ed un testamento spirituale trasmesso da Pino Puglisi, a proposito di volontari Sergio Quartana ha poi aggiunto: ” I volontari che si propongono per queste iniziative sono in costante aumento, dopo aver partecipato ad un solo pranzo nessuno rinuncia a far parte di una grande famiglia che scende in campo giornalmente per  soddisfare i bisogni del prossimo”.

“Persone a noi note che assistiamo durante il corso dell’anno, oggi un giorno di festa insieme a loro nella casa di Dio”, ha concluso Don Filippo Sarullo.

 

 

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