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L’ingegnere siciliano Marco Di Stefano cerca fondi su Internet per il suo primo disco

Il successo lo ha trovato all’estero, dirigendo un progetto informatico per la sicurezza delle linee ferroviarie in Belgio. Oggi, attraverso Internet, cerca finanziatori per il suo progetto musicale. È un classico esempio di “fuga di cervelli” quello dell’ingegnere informatico palermitano Marco Di Stefano, 35 anni, che ha lanciato un progetto sulla piattaforma di crowd funding di San Francisco www.indiegogo.com, con lo scopo di raccogliere denaro per coltivare la passione per la musica.

Cliccando sulla pagina www.indiegogo.com/projects/the-first-touch, si può leggere o scorrere il video (in italiano e in inglese) con la storia dell’ingegnere-musicista, le clip con le sue composizioni e leggere cosa lo ha ispirato negli anni: l’amore per la sua compagna e la vena musicale ereditata dal padre. Qui, scorrendo le varie opzioni, si può decidere se sovvenzionare il progetto, con contributi che vanno da 5 a 500 euro e ricevendo in cambio qualcosa. Il progetto ha già scalato le classifiche di Indiegogo, raggiungendo le prime pagine. E adesso ha bisogno di essere finanziato.

Una storia, quella di Marco Di Stefano, che parte da un grande d’amore. «Non so come sia accaduto – racconta – ma nel 1998 ero talmente innamorato della ragazza  – che poi sarebbe diventata mia moglie – che un giorno mi sono seduto al pianoforte, strumento mai suonato prima, e con enorme semplicità la musica è cominciata a fluire dalle mie mani. Da quel giorno ho seguito un percorso di studi parallelo alla mia professione di ingegnere. Dal 1998 al 2008 ho scritto 80 pezzi, di cui dieci per orchestra».

Il progetto di Di Stefano nasce per finanziare il costo della registrazione per piano dei brani scritti. Grazie al suo lavoro di informatico, Di Stefano è riuscito a raggiungere la tranquillità economica, lasciando nel 2008 la Sicilia e l’Italia e trovando la felicità a Bruxelles.

«Lavoro – continua Di Stefano – come architetto-software per un progetto sulla sicurezza dei treni, e dirigo un team di 10 persone. Sono passato da un contratto in Italia rinnovato di mese in mese, pagato con due mesi di ritardo, al minimo salariale, lavorando 10 ore al giorno, senza alcuna meritocrazia e schiacciato dai raccomandati, a un lavoro in Belgio che ha dato subito visibilità alle mie capacità e una carriera che in Italia avrei potuto solo sognare. In poco tempo ho potuto comprare una casa, fare carriera, sposarmi, avere un figlio. Tante cose che, se fossi rimasto in Italia, non sarebbero forse ancora arrivate».

Adesso per Di Stefano è arrivato il tempo di coltivare la “vecchia” passione della musica. E per riuscirci si sta servendo della Rete. «Adesso che la mia carriera come informatico è a un buon punto – racconta – vorrei ridare energia alla mia altra passione: la scrittura della musica. E cercare uno sbocco anche in questa direzione. Ho cominciato riascoltando i primi brani scritti nel 1998, quando non avevo alcuna nozione di composizione. Ed è da questi che voglio cominciare il mio progetto, perchè sono diretti ed emotivi. Senza alcuna pretesa trasmettono quei sentimenti d’amore che allora me li ha fatti scrivere. Ma l’obiettivo vero è registrare i brani di ultima data. Sono pronto ad accettare tutte le critiche, anche perché, come ho detto, la mia musica non ha pretese. Così invito il mondo della Rete ad ascoltarmi e magari finanziare il mio progetto. Perché, al di là degli esperti, non c’è miglior giudice del pubblico».

C’è tempo fino al 16 aprile per aiutare il progetto di Marco Di Stefano tramite Internet, cliccando sul sito www.indiegogo.com/projects/the-first-touch.

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