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L’idea del governo Monti: tassare le bibite gassate e il ‘cibo spazzatura’

Dalla tassazione delle bibite gassate ci sarebbe un gettito di 250 milioni di euro

Tassare le bibite gassate e con zuccheri aggiuntivi. Questa l’ultima ipotesi, per rimpinguire il piano per la non autosufficienza, che proviene dal ministro della Salute, Renato Balduzzi. L’argomento sarebbe già stato affrontato nel corso del Consiglio dei Ministri di venerdì 24.

La tassa su Coca Cola, Fanta, Sprite, Red Bull e compagnia bella sarebbe applicata per tre anni e porterebbe nelle casse dello stato oltre 250 milioni di euro. I produttori di bevande analcoliche, dunque, dorebbero versare un contributo straordinario di 7,16 euro per ogni 100 litri sul mercato e di 50 euro ogni 100 litri per i produttori di alcolici.

In vista anche la possibilità di tassare lo ‘junk food‘, cioé il cibo spazzatura, ma in questo caso manca – per il momento – una definizione legislativa (anche perché con quali criteri sarebbe definito più scarso dal livello nutrizionale rispetto ad un altro?).

Contrarie a questa decisione l’Adusbef e la Federconsumatori che, in una nota congiunta, hanno affermato: “Sarebbe grave per le famiglie e avrebbe ripercussioni gravi in un’economia che già non gode di buona salute“. Coldiretti, invece, vorrebbe che fosse aumentata la quantità di frutta nelle bibite che oggi, per legge, contengono appena il 12% di vero succo. Una ‘correzione’ verso l’alto che di certo farebbe piacere ai produttori siciliane di arance.

Manca, comunque, la decisione definitiva a riguardo. L’ipotesi dell’esecutivo se, da un lato, potrebbe esortare al ‘mangiare sano’ e maggiore attenzione al problema dell’obesità infantile, dall’altro potrebbe arrecare un danno alle aziende produttive, soprattutto in questo periodo difficile già di per sé per le imprese.

Fonti: Il Tempo e Corriere.it

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5 commenti

  1. . . . .che si fottino . . . monti ed i altri inbeccilli . . .
    meglio una tassa sugli imbecilli in governo

  2. Un’idea francamente vecchia e stantìa che ogni tanto torna a farsi viva, senza che venga mai messa in pratica. Eppoi io direi che sarebbe il caso di promuoverla semmai per tutelare i prodotti locali e la salute che non solo per fare cassa, che sembra essere l’unico motivo che spinge i politici ad agire. Mah….

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