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Licio Gelli su Andreotti: “Chi è uomo i segreti se li porta dentro”

Storica foto con Anreotti e Gelli (foto internet)

L’unico al mondo che ha diritto di chiamarsi uomo e statista. Sono pochi gli italiani che lo ricordano. Un uomo di quella statura li non nasce più, oggi sono tutti mezze calzette‘” Questa è l’opinione che Licio Gelli, ex Venerabile della P2, ha di Giulio Andreotti all’Adnkronos.  “Andreotti – continua – ha fatto il suo dovere con onestà e preparazione, ha usato i segreti per dare il benessere al popolo. I segreti li aveva, e se li è portati con sé. Chi è un uomo se li porta dietro.”

La lezione di stile riguardo ‘il segreto di Stato’ arriva dal “capo” della loggia massonica Propaganda 2 (P2) la cui caratteristica principale è stata quella di ‘garantire un’adeguata copertura e segretezza agli iniziati di maggior importanza, sia all’interno che al di fuori dell’organizzazione.’

La concezione secondo la quale gli uomini di potere – eletti dal popolo – debbano oscurare delle verità al popolo stesso che li ha votati, è una logica morbosa soprattutto se la si giustifica, a parole, ‘a fin di bene‘ nei confronti del popolo sovrano.

Se la storia insegna qualcosa, la figura di Licio Gelli è molto ambigua (celebre la sua dichiarazione: “Sono fascista e morirò fascista”). A capo della P2 ha sempre difeso i poteri forti predicando la linea nazional – socialista ispirata al ventennio di Mussolini.

Le condanne di Gelli sono molteplici. Procacciamento di notizie sul ‘segreto di stato‘, calunnia nei confronti dei magistrati Colombo, Turone e Viola, accusa per bancarotta fraudolenta per cui è stato condannato a 12 anni di carcere (riguardo il Banco Ambrosiano e collegamenti con la Banca Vaticana), incriminazione per avere avuto rapporti con la dittatura argentina al tempo dello scempio dei desaparecidos.

Tra i crimini annessi alla P2 si annoverano: l’omicidio di Calvi, la strage dell’Italicus, il depistaggio sul rapimento di Moro, l’assassinio di Pecorelli – in cui Andreotti sembra avere avuto un ruolo assolutamente non marginale – nonché delle insinuazioni riguardo lo scandalo di Tangentopoli e la morte di Papa Luciani.

Un curriculum di tutto rispetto per il maestro Venerabile.

Il peso specifico della P2 ha, peraltro, condizionato la storia del nostro paese con personaggi – affiliati, massoni – del calibro di Silvio Berlusconi (di cui sono note le molteplici condanne e prescrizioni), Maurizio Costanzo, Duilio Poggiolini (che nascose, con la moglie, i soldi nel divano) e Michele Sindona che ebbe chiari rapporti con la malavita organizzata, inscenò un finto sequestro e fu condannato come mandante dell‘omicidio dell’avvocato Ambrosoli.

Il potere logora chi non ce l’ha‘. Questa è una delle massime di Giulio Andreotti, sette volte presidente del consiglio, sulla cui carriera politica gravano molte più ombre che luci.

E proprio su questa frase si potrebbe costruire un impero, un impero fondato sulla bramosia autoritaria del comando ad ogni costo.

L’impero di Gelli, Andreotti e Berlusconi.

 

Simone Giuffrida

 

 

 

 

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