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Lettera a Napolitano: “Rinviare le Regionali per promuovere il nuovo”

Il presidente Napolitano (foto Internet)

Egregio Sig. Presidente Giorgio Napolitano,

Le scrivo la presente lettera in nome, non solo della testata giornalistica di cui sono il direttore responsabile – Ilmoderatore.it – ma della Sicilia in toto, perché seriamente preoccupato dalla grave situazione che si è venuta a creare.

Ci sentiamo in dovere di chiederLe, infatti, la posticipazione, almeno di qualche mese, delle imminenti Elezioni Regionali, che si svolgeranno domenica 28 ottobre 2012, in quanto palesemente ‘sistemate’ in tempi brevissimi per ostacolare nuovi professionisti, nuove liste, nuove realtà politiche pronte a risollevare la nostra Isola.

Grazie ad alcuni sondaggi ‘on the road’ organizzati dalla testata giornalistica che gestisco, ho avuto modo di percepire quanta amarezza, preoccupazione e rassegnazione circonda la nostra gente, che non si sente rappresentata da alcun partito politico, sfiduciata da quello che succede quotidianamente.

Scopo della nostra richiesta è concedere più tempo ai nuovi gruppi politici, affinché possano riuscire ad organizzarsi per proporre e dare un nuovo volto alla nostra Sicilia, stanca dei vecchi partiti che con uno ‘studio fatto a tavolino’ hanno ben messo il veto all’organizzazione efficiente di nuove liste.

Cordialissimi saluti,

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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13 commenti

  1. Noto con dispiacere che nessuna testata giornalistica riporta la lettera del direttore Panasci. Questa considerazione avvalora la tesi che l’omertà è imperante. Non credo che gli altri direttori non conoscano i “difetti” che caratterizzano queste elezioni. Quindi o sono complici o sono distratti, per entrambe le due possibilità non ci sono scusanti.

  2. chi meglio del nostro prof. Massimo Costa potrebbe rivestiste il ruolo dicommissario? Ha senz’altro la capacità e la competenza per poterlo fare .

  3. …ascoltate altresì, cosa recita l’Art.42 del Nostra Statuto Autonomo in regime di DISPOSIZIONI TRANSITORIE: l’Alto Commissariato e la Consulta regionale della Sicilia, compresi i tecnici, restano in carica con le attuali funzioni fino alla prima elezione dell’Assemblea Regionale, che avrà luogo – a cura del governo di Stato – entro tre mesi dall’approvazione del presente statuto, in base all’emendata legge elettorale politica dello Stato.
    In buona sostanza dovremmo ricondurre il tutto all’Alto Commissario al quale si fa riferimento nel Nostro Statuto.

  4. Sono perfettamente d’accordo, anche se mi sembra molto difficile che si possa riuscire a commissariare una Regione Autonoma come la Sicilia!..Sarebbe, tuttavia, necessario, considerate le disastrate condizioni nelle quali versa ad opera di una gestione governativa dissennata e priva di criterio!…concordo con quanto dianzi esposto da Davide Giacalone ed aggiungo che se si potesse procedere al commissariamento, assodato che la situazione è di estrema gravità ed urgenza, sarebbe, forse opportuna la nomina di un Commissario molto esperto, costituzionalista ed economista al contempo, siciliano, affiancato da un COMITATO AD ACTA che possa sovraintendere e gestire le varie branche dell’Amministrazione Regionale. Tale gestione dovrebbe restare in carica al massimo due anni, giusto il tempi di riportare la Sicilia, i suoi bilanci e le sue attività verso lidi più sicuri e procedere quindi alle nuove elezuioni regionali affrancate da faide, sospetti, inciuci e liberamente partecipate da liste di movimenti e di partiti slegati totalmente dalla vecchia partitocrazia!..

  5. Mi associo alla richiesta formulata da Francesco Panasci. Pur essendo un’INDIPENDENTISTA irredimibile, mi appello all’Art.116 della Costituzione Italiana che nel lontano 1948 affermò che la Nostra Amatissima Sicilia fosse confederata all’Italia quale Stato-Regione dotata dello strumento più civile che una comunità potesse auspicare : Lo Statuto Autonomo Siciliano.Le modalità, i tempi, i malcelati interessi personali degli amministratori uscenti hanno reso osceno il panorama politico al quale dovremmo gioco forza attestarci. Chiediamo che si restituisca SOVRANITà AL POPOLO SICILIANO affinchè lo stesso possa commissariare la Regione Siciliana e con l’istituzione di un Direttorio ripianificare il bilancio nel rispetto dei vari capitoli di spesa. Consultando un costituzionalista potremmo vagliare, altresì, in che termini programmare le VERE ELEZIONI REGIONALI.

  6. Complimenti sig. Panasci, finalmente un giornalista serio e non prezzolato. La richiesta, anche se non sarà accolta, è leggittima e credo condivisa dalla maggioranza dei siciliani. Commissaraire la Sicilia subito per consentire nuove elezioni democratiche.

  7. Senza scendere nello specifico in quanto credo che questa lettera non vada “utilizzata” per una causa specifica ma per il bene dell’isola, non posso fare altro che aderire idealmente a quanto scritto dal direttore Francesco Panasci. L’amarezza nell’isola è imperante e quelle che prima erano chicchere da bar (non cambierà mai nulla!) oggi sembra essere una triste realtà. I siciliani dobbiamo abbandonare l’area della rassegnazione e gridare il nostro dissenso verso certi atteggiamenti ” legalmente illegali” alimentando il vento del cambiamento. Spero che questa lettera non resterà inascoltata.

  8. Finalmente qualcuno che grida come Lombardo ed i suoi scagnozzi siano riusciti ad organizzare delle elezioni farlocche.
    Dimissioni a tempo ed organizzazione di tutto.Forse ha ragione Il sig Giacalone bisogna commissionare il tutto.

  9. non posso che essere d’accordo con Panasci…. si è troppo parlato di irregolarità nella presentazione delle liste e di esclusioni a regola d’arte ed eclatanti “sviste” da parte della corte d’appello di Palermo!
    Temporeggiare qualche mese e aumentare i controlli a garanzia di trasparenza potrebbe garantire la tanto bistrattata democrazia!

  10. Trovo opportuno ciò che scrive il direttore, in quanto si è venuta a creare una situazione un pò torbida che ha visto l’esclusione di alcune realtà politiche nuove che avrebbero garantito, a mio modo di vedere, la speranza in un cambiamento per questa “nostra terra bellissima e disgraziata”.

  11. Condivido pienamente la richiesta disperata del direttore del giornale, perchè disperata è la situazione della nostra regione. Permettendo agli attuali “vecchi” candidati di accaparrarsi di nuovo delle poltrone di comando della Sicilia, non cambieremo di una virgola lo stato attuale di sfacelo, che può andare soltanto a peggiorare. Forse noi di LeAli alla Sicilia dovremmo renderci protagonisti della sottoscrizione di una petizione, di un appello, insomma raccogliere l’insofferenza e l’insoddisfazione della gente (tantissima) affinchè Napolitano ci ascolti.

  12. Le parole di Francesco Panasci non troveranno ascolto, ma sono sagge e prudenti. Espresse con rispetto e lucidità. Frutto di reale preoccupazione. Che, per quel che vale, condivido.
    Mi permetto di aggiungere un solo dettaglio: lo strumento per ottenere quel risultato c’è, ed è l’immediato commissariamento. Giustificato sia dalla condizione del bilancio, sia dalle dichiarazioni rese (gravissime) da componenti del governo regionale, sia dalle notizie emerse circa gli atti preliminari alla scadenza elettorale.

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