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Lettera al presidente Napolitano: “Devo uccidere qualcuno per trovare un lavoro?”

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Alla Cortese Attenzione del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

Caro Presidente,

ho quasi 30 anni, sono laureata e ho due master. Ho fatto una miriade di lavori, ma la mia disoccupazione non è riconosciuta dallo Stato per un cavillo di pochi giorni, così vivo sulle spalle dei miei genitori. Non so se riuscirò mai ad avere una famiglia mia perché non posso pensare al mio futuro, figuriamoci pensare ad un futuro a due! Così magari morirò anche sola, in maniera simpatica però!

Sono nata e cresciuta a Palermo, dove al momento (per meglio dire da sempre) ci sono evidenti problemi di disoccupazione, e in questi giorni i “lavoratori” delle cooperative sono in sciopero e hanno messo a soqquadro la città. Tralascerò i problemi dovuti alla malapolitica votata da gente ignorante che crede nel voto di scambio, anche se questa è la piaga più grande non solo della Sicilia, ma dell’Italia intera.

A Palermo non abbiamo servizi, ma il Comune in dissesto deve prendersi cura di questi fannulloni e spesso ex carcerati che “lavorano” in gruppo: uno pulisce le aiuole e altri 10 lo guardano giocando a carte…ma loro sono anche più visibili di me e di quelli come me, perché usano la forza per protestare contro questa disoccupazione imperante.

Noi giovani/laureati/disoccupati siamo in tanti, ma forse troppo silenziosi, e così gli anni della nostra vita passano aspettando che qualcosa si muova in questo Stato in cui è sempre più difficile credere e con cui sta diventando impossibile comunicare. È difficile guardare al futuro quando non hai la minima prospettiva che le cose cambino, quando devi chiedere 10 euro ai tuoi genitori per vivere, o per lo meno per tirare avanti, e cerchi di farteli durare il più possibile.

Che vita è dover dipendere dalla tua famiglia senza poter sperare in un’indipendenza? Senza poter sperare di avere, un giorno, una casa per te?

E così caro Presidente, vien voglia di non vivere più perché sanguini e ti spacchi la schiena e accetti qualsiasi sopruso senza mai risparmiarti, ma nessuno crede in te e sei sempre più solo e abbandonato ad un crudele destino di sala d’aspetto.
Non importa ciò che sai, ciò che sai fare…non sei comunque nessuno per chiedere il diritto al lavoro che adesso dicono non sia più un diritto. E questa sala d’aspetto, mi creda, è veramente scomoda.

I Ministri si susseguono e ognuno dice sempre peggio e non c’è speranza per quelli come me che vorrebbero tanto crederci, ma continuano a sanguinare.

Devo forse commettere un omicidio per sperare di ottenere un lavoro da ex carcerata? In fondo, le carceri sono in sovraffollamento e le pene sono sempre più leggere…non c’è protezione per quelli come me che rigano dritto e sperano in un futuro onesto.

Perché la mia non è considerata categoria protetta? Forse perché siamo in grado di aspettare silenziosamente mentre veniamo offesi di continuo dalle parole dei Ministri? Siamo bamboccioni, siamo pigri e non meritiamo un lavoro sicuro?

Di certo l’economia non girerà di più con questa disoccupazione caro Presidente! Io non faccio più nessun viaggio, nessuno shopping e non esco quasi più la sera, perché anche per fare una passeggiata con gli amici ci vogliono i soldi della benzina che è sempre più cara, e allora rinunci perché non vuoi gravare troppo sulla tua famiglia a cui hai già chiesto tanto per la tua istruzione.

Quindi la vita sociale è sempre minore e avresti tanto bisogno di evadere, ma non puoi: dopotutto noi siamo privilegiati in vacanza perenne…perché dovremmo andare in vacanza? E il nostro incubo continua!

Ma sa signor Presidente, la vita di un disoccupato è comunque sveglia presto per cercare qualcosa che non c’è, che non sai più nemmeno se esiste per poi tornare a casa la sera con la consapevolezza che tutto questo non è servito a nulla e hai comunque perso un altro giorno della tua vita in un sogno che svanisce sempre più.

Poi accade che un bel giorno ti svegli e capisci che non sogni più, che non esiste il “voglio” e nemmeno il “vorrei”…ti rendi conto che è tutto un “avrei voluto”, “un tempo volevo” e sembra che hai tutta la vita davanti, ma gli anni passano e sei sempre lì come se il tempo non fosse mai passato. Così non hai più sogni, né aspirazioni. Io non ne ho più.

Mi chiedo cosa posso aver fatto di male per meritare quest’aridità…come può un Ministro o un Governatore, che senza nemmeno troppo sforzo nella vita, ha tutti i diritti garantiti per sé e per i propri figli e amici, dirmi che il problema è che non sono abbastanza schiava?

Non siamo forse tutti schiavi? Volete negare che ci avete ridotti così? Le forze invisibili sono anche più forti di quelle visibili a volte e se ci pensa bene, caro Presidente, noi non siamo altro che schiavi senza alcun diritto da generazioni ormai e in questa Italia, fatta di Magistrati lasciati soli, di forze politiche inesistenti, di poveri che si scannano per un tozzo di pane, i diritti umani non sono assolutamente rispettati e le nostre menti, così come le nostre anime, sono continuamente violentate.
Con che coraggio osiamo dichiararci cittadini Europei?

Dicono che ci stanzieranno dei fondi, che i giovani del SUD non saranno abbandonati e intanto affoghiamo in una realtà sempre più melmosa e scura, e in fin dei conti sappiamo bene che di questi fondi stanziati per noi, non vedremo assolutamente nulla.

Come possiamo credere in un Paese la cui Costituzione è ripetutamente presa a calci? In Parlamento ci sono posti per persone che dichiarano apertamente di voler dividere l’Italia, eppure noi paghiamo le tasse che servono a mantenerle queste persone!
Non è certo mia intenzione offendere la nostra bandiera, ma vorrei tanto poterci credere e vorrei tanto che essere Italiani non significhi soltanto pizza e mandolino.

Mi spieghi signor Presidente, perché il nostro Paese viene continuamente ridicolizzato dalla fascia politica e nessuno sta facendo nulla per cambiare le cose? Perché i sindacati sono ormai inutili e i giovani sono dimenticati? Perché padri di famiglia non sanno come pagare l’affitto e sono spinti al suicidio da Equitalia? P

erché il solo modo che abbiamo di cercare disperatamente un futuro è andarcene? Vede…io, come tanti altri miei pari, siamo assolutamente disposti ad andarcene, ma chi resterà accanto ai nostri genitori ormai vecchi e stanchi nei loro ultimi anni di vita dopo averci donato tutto quello che potevano? Il nostro cuore è spezzato dall’idea di abbandonare la nostra terra e i nostri cari per andare incontro a un futuro comunque incerto, e dal pensiero fisso che il nostro Paese è destinato a morire, come se non fosse mai esistita questa Italia.

Chi resterà, signor Presidente, qui in Italia a pagare le tasse per i Vostri privilegi? Non lo so veramente…

So però che il mio cuore è deluso perché questo Stato parla di cose evanescenti e non fa nulla di concreto per noi, giovani, laureati o no, ma sicuramente ed irreversibilmente disoccupati o inoccupati. Per non parlare del fatto che così facendo, non avremo mai una pensione e finiremo tutti per strada quando non saremo più in grado di lavorare.

Questa lettera, in fondo, è solo uno sfogo di qualcuno che per l’ennesima volta ha ascoltato la società dirle che non può investire sul suo futuro, come se non ne valesse la pena, come se le nostre vite non valessero veramente niente. Ma io so che valgo e non posso accettare di voler morire perché uno Stato che mi reputa invisibile, continua a non concretizzare nulla. So che stanno passando dei disegni di legge in favore dei giovani, ma non mi aspetto nulla perché gli imprenditori non cominceranno certo ad assumere, e il precariato (se hai la grazia di poter essere precario), è come un tumore che prima o poi ti assorbe e ti sputa via su un asfalto rovente che divora il Paese.

Tutto ciò potrà sembrare un’accozzaglia di cose senza senso, ma in fondo quello che c’è nel cuore di un “giovane” disoccupato è un disorientamento profondo nel chiedersi perché in altri Paesi a 25 anni i ragazzi cominciano a fare carriera e qui in Italia non riusciamo ad andare via di casa a 30 anni e veniamo anche insultati quotidianamente dalla classe dirigente e dalla società stessa. Quindi non cambierò le mie parole per darvi un significato più logico, ma le lascerò così, a bruciare controvento insieme a tutte le altre parole delle altre centinaia di migliaia di lettere che sicuramente Lei riceverà e magari non leggerà.

Ma io Le ho scritto comunque signor Presidente, perché in teoria, ancora in questo Paese non hanno cancellato quella finzione che è la libertà di parola.

La ringrazio per la cortese attenzione.

Margherita Bravo

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57 commenti

  1. Concordo…anche se troppo pacata!
    Le poste non funzionano ?Perche’ ci sono raccomandati incompetenti. La politica non funziona? Ci sono politici raccomandati! La sanita’ non funziona? Ci sono medici raccomandati…..devo andare avanti? In un mondo dove la meritocrazia, non e’ mai entrata in vigore e’ evidente che c’e’ crisi.
    I posti ,che sarebbero dovuti per diritto appartenere a persone capaci,sono destinati a persone prive di competenze.
    La macchina ” LAVORO” non funziona…e’ rallentata? Ovvio abbiamo i geni fuori e le caccole dentro.
    Voglio essere ancora ottimista…spero vivamente che il 2013 sia un buon anno per il lavoro e non solo.

  2. No, non ho assolutamente sentito la crisi perchè dopo due mesi di disoccupazione nel 2010 me ne sono andato negli US. Adesso sono ancora qui ma a breve rientrerò in Italia perchè ho trovato una buona posizione lavorativa (e questo grazie al periodo fuori). Ti riporto l’esperienza di un ragazzo americano che ho conosciuto qui. Laureato a Stanford in lingue a metà degli anni 90, dopo pochi mesi dalla laurea ha capito che non avrebbe trovato lavoro con la sua laurea e si è messo a fare il programmatore informatico. Oggi lavora come traduttore di manuali per applicazioni e quindi in parte fa quello per cui ha studiato, ma ha trovato questo lavoro solo e soltanto perchè sa programmare. Questa persona una volta laureata si è ritrovata con un mare di debiti perchè l’università qui in US costa molto, quindi non ha avuto la possibilità, di stare fermo ad aspettare un lavoro che non sarebbe mai arrivato. Adesso facendo due conti, parliamo di uno, laureato a Stanford in US a metà degli anni novanta con l’economia a gonfie vele, questa persona non ha trovato lavoro nel suo settore e si è messo in gioco per fare altro. Ora se consideriamo il tuo caso, Italia, 2012, università di Palermo, senza togliere niente a nessuno, credi che troverai una posizione consona alla tua formazione professionale, io ne dubito. Capisco che tu non ti senta una bambocciona perchè hai faticato per formarti culturalmente e professionalmente, ma se guardi le cose da un punto di vista non italiano, ti rendi conto che è così. Riguardo la formazione universitaria, oggi il mio principale goal è di aumentare il valore delle lauree degli studenti. Credimi sto lavorando per questo, comunque non è facile perché, anche volendo, ti rendi conto che in Sicilia di studenti meritevoli non ne trovi molti. Basta guardare all’età media in cui ci si laurea o agli stratagemmi che gli studenti usano, copiare agli esami, cercare la raccomandazione fare il minimo indispensabile. La storia è questa, l’Italia è un macello e lo sappiamo tutti, ma a mio modesto parere si possono ottenere buoni risultati lavorando sodo e comprendendo che il lavoro è una necessità. E se si comprende questo, si è disposti a fare di tutto per ottenerlo.

  3. Emanuele che dire, sono sicuramente d’accordo con te sul fatto che a 18 anni non si ha ancora ne arte né parte e che è importante avere un mestiere in mano e che molta gente si laurea senza uno scopo ben preciso, ma consentimi di dirti che potevi risparmiarti il tono polemico dicendomi d imparare un mestiere. M. Hai infatti fatto sorridere perché io provengo da una famiglia D sarti e ho sempre coltivato questa passione, infatti questo fine settimana partirò per 3mesi per uno Stage proprio el tessile. So anche fare dei ricami, e tutto questo oltre lo studio perché anch’io penso che sia fondamentale al giorno d’oggi sapere e saper fare, solo che si dovrebbero riformare i programmi scolastici mettendo obbligatoriamente laboratori d tutti i mestieri, ma non spetta a me fare le riforme, a me spetta d fare la brava Cittadina. E lo sono. E poi Credimi che non ci vivi coi manufatti, data la concorrenza e la globalizzazione! per il resto non sto nemmeno qui a elencarti quanti lavori ho fatto fin’ora perché non basterebbe la finestra di testo, ma redimi di tutto! E ne conosco molti siciliani così. Non siamo tutti bamboccioni! Mi scuso per gli errori, ma sono al cel. T ringrazio comunque per il tuo commento e spero tu abbia ompreso lo spirito della lettera, altrimenti vuol dire che sei uno d quelli che non sentono e non sanno che è la crisi e mi ongratulo. Per molti d noi sarebbe sufficiente un’opportunità. 🙂

  4. Condivido lo sfogo.. Credo che il problema nasca dal fatto che ormai dopo l’inserimento delle scuola obbligatoria, tutti studiano e arrivando a 18 anni senza arte ne parte l’unica alternativa è l’università. Oggi io devo pagare fior di quattrini per farmi fare un mobiletto da un falegname o un ricamo da una ricamatrice perche ovviamente queste figure non esistono più. Nel frattempo ci sono migliaia di laureati inutilmente parcheggiati a casa. Purtroppo l’università non è per tutti, un laureato che inserisce nel suo cv cose come, capacità organizzativa o abilità nella risoluzione dei problemi e poi non riesce neanche a risolvere il problema della sua disoccupazione è un po comico. Purtroppo in Sicilia ci sono i genitori che pagano e i figlioli non sentono la necessità di dovere lavorare, altrimenti altro che stare a casa a sognare il lavoro perfetto o a scrivere lettere al presidente, sareste tutti a lavorare perche in definitiva non avreste i soldi per comprare da mangiare. Cara Margherita impara a ricamare e poi vedi come inizi a fare soldi oppure fai l’ebanista o l’intagliatrice.. se diventi brava qualche lavoro te lo compro volentieri.. Ciao

  5. Margherita, penso che hai saputo raccogliere i pensieri di mezza Italia., disoccupata e non, perchè anche chi ha la fortuna di avere un lavoro non ha più la certezza, e perchè comunque ha qualche caro disoccupato.
    Anche io sono del Sud, e dopo una laurea specialistica, 2 stage gratuiti e un anno di lavoro nelle peggiori realtà del Sud, un call center, ho deciso di investire i miei 4 risparmi trasferendomi al nord.
    ma ho lavorato 4 mesi, il mio contratto è finito, e quei 4 soldi che ho guadagnato non me li sono goduta! li ho investiti per altri mesi di affitto, nella speranza “che esca altro…”
    soffro di crisi di panico, perchè so che i miei sono a 800km di distanza e io vorrei viverli..la classe politica non ci aiuterà mai…sono tutti troppo concentrati nella loro lotta per il potere….
    la c

  6. Cara Margherita,
    ti segnalo questa iniziativa volta a mettere in relazione domanda e offerta di lavoro,
    proposta prima a Barcellona:
    http://www.barcelonactiva.cat/barcelonactiva/cat/
    poi a Roma:
    http://www.portafuturo.it/,
    e recentemente in Puglia:
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151125818148895&set=a.88687573894.82142.38771508894&type=1&theater.
    Sarebbe un bel segnale se si lavorasse anche in questa direzione in Sicilia. Nella mia opinione, noi giovani dovremmo coordinarci e trasformare la nostra rabbia in proposte concrete, progetti da presentare. La politica sembra indifferente alla nostra situazione ma di fronte a un fronte di giovani che propone progetti concreti… la situazione potrebbe lentamente cambiare.
    Valeria,
    vcontinibali@gmail.com
    (laurea e dottorato in fisica, ricercatrice in Germania)

  7. Pippo è quello che sto cercando di fare in questi giorni…pubblicherò al più presto un’indirizzo al quale rivolgersi e cominciare a dar voce ai nostri pensieri! 🙂

  8. Io penso che oltre a scrivere a napolitano bisogna che si costituisca un comitato di persone disoccupate che sollevino in massa nelle piazze questo fenomeno cercando dei criteri per risolvere questa piaga… già ottenendo una progressiva diminuzione di disoccupati nell’arco di un anno o 2 sarebbe un buon inizio!

  9. Gentile e cara Margherita. Sono un insegnante in pensione, vivo nel settentrione dove sono arrivato tanti anni ha emigrato dalla Calabria. Già allora la situazione era analoga a quella che tu descrivi nella tua lettera che il destinatario non leggerà perchè non bisognerà disturbare i manovratori.
    La tua lettera mi è stata segnalata da un amico giornalista che vive in provincia di Bolzano ed io, a mia volta, ne ho fatto oggetto di un post che l’ha riassunta nelle sue parti essenziali e riportata nei capoversi essenziali.
    Alcune tue conterranee, mie giovani amiche, hanno letto il post ed hanno anche commentato.
    Mi piacerebbe che tu lo leggessi perchè io sono meno diplomatico di te ed il mio post l’ho concluso con i toni che tutti i cittadini (tali siamo, non sudditi!) dovremmo usare nei confronti di chi esercita il potere che noi abbiamo delegato loro.
    Posso esprimerti, purtroppo, solo la mia solidarietà e formularti gli auguri più cari perchè tu, forse anche attraverso la pubblicazione della tua lettera, possa trovare immediatamente un lavoro adeguato, in Sicilia o altrove.
    Ciao. Con viva cordialità.

  10. Anch’io di Palermo, plurilaureata, esperienza di qualche anno al nord, deludente dal punto di vista economico, delle possibilità professionali e dei diritti minimi del lavoratore. Sono tornata a casa, smarrita e incerta, priva di obiettivi, vuota d’aspirazioni. Probabilmente mi convincerò a emigrare all’estero, per quanto sia dura l’idea. Qualcuno ha scritto che interromperemo i messaggi di solidarietà e passeremo alla “vera” protesta solo quando finiranno i soldi di mamma e papà. Speriamo di non dover toccare il fondo più di così. Io auspico una rivolta seria quanto prima.

    (trovo ridicoli quelli che chiedono in cosa sia laureata l’autrice della lettera. Non esistono titoli di studio di serie A e B, e in ogni caso, come si replicava giustamente, è fuori da qualsiasi logica intasare le facoltà di ingegneria e scienze infermieristiche senza avere la minima attitudine a simili ruoli)

  11. EEEHHHH carissima….
    non so se questo ti può consolare, ma io sono del nord e ho i tuoi stessi problemi anke se in maniera indiretta… io lavoro, ma mio marito da 4 anni NO!!!!! non riesce a trovare nessun tipo di lavoro, ha 40 anni ed è pure invalido civile… cosa??? dovrebbe trovare lavoro più facilmente? sè…!!! magari…!!! se ti presenti dove le ditte hanno l’obbligo di assumere, i titolari storgono il naso e senza neanche guardarti in faccia ti rispondono:” guarda che un invalido ce lo abbiamo già… siamo apposto!!” se l’invalido non lo hanno, ti dicono che non sanno cosa farti fare…!!! le ditte che non hanno l’obbligo ti chiedono se non sei al corrente che in giro c’è la crisi e che loro non possono permettersi di assumere nessuno… guarda,
    se vai in giro a chiedere lavoro ti ridono in faccia…!!!! questi sono i tempi nostri purtroppo.
    se vai in giro

  12. Cara Margherita la tua lettera esprime un disagio che provano tantissimi giovani, e non giovani. Viviamo in una situazione molto drammatica, tanta gente non trova un lavoro, tanti invece lavorano per percepire una miseria,ormai siamo arrivati al punto in cui svanisce anche la speranza di avere un futuro . Dobbiamo provare a fare qualcosa, non possiamo solo subire, per soffrire, farci negare ogni futuro. Iniziamo a mettere in comune le nostre idee, formiamo un gruppo che non ci sta a tutte questa angherie, un lavoro dignitoso per tutti, e servizi per tutti.
    Non riesco a rassegnarmi a questa situazione. Sono riusciti ametterci gli uni contro gli altri, una guerra tra poveri, dove l’unica speranza è stare dietro le promesse per avere in cambio un po di assistenzialismo.
    Pensa che tre mesi fa ho scritto al nostro Primo Ministro Monti comunicandogli che avevo una idea per recuperare 15 miliardi di euro l’anno di evasione da parte di una categoria protetta che nessuno puo toccare.Nessuna risposta, ho scritto alla lega, nessuna risposta. Ho scritto al Presidente Napolitano, nessuna risposta. Volevo solo suggerire come alleviale le sofferenze di tutti, dando lavoro a circa 10.000 persone e a far entrare nelle casse dello stato 15 miliardi di euro. Non interessa a nessuno.
    Ma io non mi fermo qui, continuero a scrivere anche alla commissione europea se è il caso. Ti lascio la mia email crimaldi.giuseppe@alice.it

  13. le parole della lettera sono belle ,sono vere ,sono toccanti , descrivono la realtà di voi giovani .
    Ho cinquant’anni ,non sono laureato , ho avuto e ancora mi accompagna la fortuna perché lavoro .
    Ma leggendo la lettera come nei commenti sento solo lamenti , rassegnazione …..
    MA VOLETE TIRARE FUORI LE P….E e cominciare a cambiare le cose , inutile stare al computer e scrivere scrivere scrivere , non serve a niente .
    Quelli che dovrebbero leggere i vostri lamenti se ne stanno seduti al governo e quando sono veramente impegnati se la dormono perché a loro lo stipendio a fine mese non manca ,

    ” Le foglie non si muovono se non c’è vento …”

    BUONA FORTUNA A TUTTI

  14. PS: a quanto pare non mi riesce di non essere prolissa. Comunque vorrei dire che di solito sono una ragazza allegra…ma essendo anche molto sensibile e passionale, prendo tutto a cuore.

  15. Ciao a tutti, sono la Margherita autrice della lettera…onestamente non avrei mai creduto che così tante persone la leggessero, dato che è nata anche per caso. Ringrazio voi tutti per aver dedicato 5 minuti del vostro tempo nel leggerla e cercherò di rispondere il più brevemente possibile, anche se le cose da dire son tante e mi scuso sin da ora se qualcuno penserà che non abbia risposto a qualcosa di proposito.
    Non avevo pensato a inserire troppi dettagli nella lettera, comunque in un certo senso le parole hanno fatto da rete a quanti come me, vivono lo stesso sentimento. Dirò quindi, che sono laureata in Lingue e che i Master sono in cooperazione allo sviluppo e in europrogettazione. Nello specifico, il mio sogno nel cassetto sarebbe stato quello di fare la cooperante o l’antropologa, ma non è molto semplice…Quindi ho sempre messo in conto di andarmene, ma anche andarsene non è semplice. Comunque non possiamo essere tutti ingegneri e non ha senso rincorrere a cicli tutti le stesse professioni che poi si saturano in 10 anni! Se avessi potuto scegliere, credo che avrei fatto il medico, ma non è questa la mia strada!
    A chi mi dice che non posso rimproverare la generazione precedente, vorrei dire che non mi sono rivolta solo a una generazione e che non si può andare avanti pensando che quel che è fatto è fatto come se prima di andare avanti non sia necessaria e doverosa una presa di coscienza, considerato che proprio quella generazione continua a stare al potere e che quindi, è proprio quella che dovrebbe prendere le giuste decisioni adesso.
    A questo proposito, vorrei ribadire che il mio era certamente uno sfogo, ma nn fine a se stesso…era uno sfogo volto a una mobilitazione della cittadinanza, per questo motivo sono contenta della partecipazione dei lettori e spero si possa creare una rete in cui muoversi.
    Mi commuove questo appoggio, se non altro perché sapere di essere in tanti non è come sentire veramente la voce di ognuno…per questo adesso è fondamentale farsi portatori di libertà, senza ricorrere alla violenza, perché la civiltà dovrebbe esserne avulsa.
    Vorrei quotare le parole di Marina: “Cosa possiamo fare per farci sentire? Cosa possiamo fare per rivendicare i nostri diritti? Vorrei poterti aiutare, vorrei che tutti quanti fossimo uniti in questa battaglia…..Ci hanno rubato i sogni e ci hanno rubato il futuro”.
    ORGANIZZIAMO UNA RETE E UNO SCIOPERO per far si che le nostre voci e i nostri volti non siano dimenticati e uniamoci affinché possiamo creare le condizioni per vivere il nostro Paese come meriterebbe di essere vissuto. Facciamo in modo che se andiamo all’estero, è solo perché vogliamo e non perché ne siamo costretti!
    Comunque se vi va o avete qualche idea da condividere, questa è la mia mail: margherita.bravo@gmail.com

  16. La lettera non è bella, ma vera…. ragazzi l’ora di chiedere i: come facciamo? perchè fate?
    sta finendo…. tra un pò tocca tirar fuori le palle e le pallottole…. chi fece la resistenza ne aveva 20 (di anni) noi 30!!…
    e se mi dite che così nn si risolve nulla..è una cazzata…
    i dialoghi finiranno quando finiranno i risparmi dei nostri genitori!

  17. Si noto anche io che la gente continua a chiedere: In che cosa ti sei laureata?Come se il problema fosse la laurea.Quando leggo queste cose, mi viene il voltastomaco…Il problema non è il malgoverno e la rassegnazione di noi giovani, secondo questa gente stupida il problema è la laurea…
    Ho proprio voglia di mettere a fuoco questa gente ignorante e opportunista che sta devastando l’italia…basta!!!Ma quando ci decideremo a dire basta a questa gente che spesso ha anche un diploma finto,ma che si prende la briga di mortificare gente che ha 1.2.3 lauree 30 anni e la sola colpa di essere nata in un paese sfigato!!!Io ho deciso di non cedere più a queste umiliazioni…credo che nel nostro piccolo TUTTI dovremmo sollevare la testa e dire BASTA!!!!

  18. Curioso come molte persone chiedono perché non hai scritto in cosa sei laureata cara Margherita. Scusate, dov’è il problema? Qualunque sia la laurea, è comunque un titolo di studio, precursore di ben due master. Oggi, tutti noi giovani siamo costretti a tirare avanti, solo per non vivere sulle spalle dei nostri genitori. E perché dobbiamo TIRARE AVANTI? Perché abbiamo inseguito i nostri sogni, vogliamo raggiungere il nostro obbiettivo e il lavoro che sogniamo, ma che in questa Italia, l’Italia del “non vedo – non sento – non parlo”, è impossibile realizzare. Io sono laureanda in LETTERE e sinceramente non ho problemi a dire cosa studio e non mi vergogno neanche un pò, soprattutto a tutti coloro che mi dicono che non ce la farò e che sarò sicuramente disoccupata. Ma mi laureo con la certezza che voglio riuscire a cambiare qualcosa, voglio arrivare a realizzare i miei sogni, tanto che mi occupo anche di politica universitaria e non, sono con un sindacato e mi occupo di volontariato, tutto ciò per far capire ai giovani (e non) che dobbiamo combattere per il nostro futuro, dobbiamo riprenderci ciò che ci spetta e non stare seduti sulla poltrona di casa con le mani in mano. E a tutti quelli che dicono che la cosa migliore è scappare all’estero, rispondo che è una “cappellata” gigante. Ho studiato per dei mesi in Francia, ho visto delle grandi opportunità in Europa, eppure stavo male con me stessa perché la mia vita è in Italia! Se non stiamo bene neanche nel nostro Paese, dove andremo a finire?!

  19. La generazione che ti ha preceduto non ti ha preparato il posto sotto casa?

    O sei in grado di creartelo, o parti, non vedo quale sia il tuo diritto di rimproverare chi ci ha preceduto, se non è stato in grado di fare quello di cui tu non sei capace.

    I nostri successori aspettano la Alfredo&Co siciliana 😉 Non vorrai ti rimproverino di non avergli creato il posto nella loro città natale..

  20. Margherita, la tua lettera e’ molto triste e spero col cuore che le tue parole verranno ascoltate.
    Alfredo resta a Parigi…! Io sono di Palermo e vivo da ormai 10 anni a Grenoble. Le tristi parole di Margherita non fanno che confortarmi nella mia scelta di avere lasciato l’Italia, e soprattutto la famiglia x dare un futuro migliore a me, a mio marito e a mia figlia. Non mi piace esaltare le qualita’ di un paese a discapito dell’Italia, sembra un atteggiamento snobista, ma la realta’ e’ questa e non so se cambiera’ mai. Quindi in effetti il mio consiglio e’ uguale a quello di molti altri: cerca di andare via dalla Sicilia e forse anche dall’Italia. Il periodo non e’ senz’altro dei migliori, ma troverai di certo tante opportunita’ in piu’ e avrai modo di rifarti. In bocca al lupo…

  21. Margherita le tue parole sono espressione del pensiero di molti, ad eccezione di coloro che hanno la “fortuna” di avere le spalle coperte e/o un papino che pensa a trovare il lavoro.
    Io sono laureato in Ingegneria, PER COLORO CHE CHIEDEVANO QUALE FOSSE LA TUA LAUREA. Ho lasciato palermo due anni fa con la consapevolezza di non poter tornare più. Al momento lavoro a Parigi e sono in continua ricerca di opportunità a Palermo che NON ESISTONO.

  22. Letta tutta d’un fiato..:(..parole bellissime..profonde .. m’hanno toccato il cuore..spero Margerita non molli..che combatta sempre per i suoi diritti..per la libertà..che ogni giovane sappia lottare con pari grinta..loro sono il nostro futuro..

  23. Ciao Margherita , per un attimo mentre leggevo le tue parole mi sono sentita al posto tuo come se anche io stessi scrivendo.
    Hai detto tutto ciò che c’è dentro di noi :amarezza, disperazione, disillusione, senza un futuro e speranze… ma la rassegnazione non dobbiamo averla !!!! Noi siamo i giovani e allora perchè non ci riprendiamo questo stato che ci appartiene e li mandiamo tutti a casa? Quando ci sono le elezioni bisogna stare attenti e votare senza lasciarsi condizionare da alcuno .L’unica soluzione sembrerebbe andare ma a me rode che loro debbano cacciarci dalla nostra terra, tradizioni, cultura….. perchè dobbiamo andarcene noi????????

  24. Bravissima! Hai espresso alla perfezione lo stato d’animo di ogni disoccupato italiano. Tanti sacrifici nostri e dei genitori per farci studiare, e poi ciò che ci attende è il nulla o l’emigrazione. La casta politica è una piaga x tutta l’Italia: questa è la sola verità! Finché chi sta al potere penserà solo al proprio tornaconto personale, tralasciando i problemi concreti del nostro paese, nulla cambierà, anzi sarà sempre peggio.

  25. Parole sacrosante quelle di margherita…Ci lamentiamo siamo bravi a farlo spendiamo tante belle parole…ma forse sta per arrivare il momento di fare la rivoluzione di riprenderci l’italia in mano…il popolo è sovrano…(almeno cosi dovrebbe essere) ma ci hanno ridotto in schiavitù…lavoriamo e ci spacchiamo la schiena per pagare solo tasse…ci succhieranno il sangue…e i politici (chi dovrebbe fare i nostri interessi) sempre la al loro posto con i loro molteplici privileggi e paghe da sceicchi…a noi ci fanno tirare la cinghia…ma loro mangiano come i “porci” e calpestano quotidianamente la nostra dignità…Ora in sicilia è tempo di elezioni ora fioccano gli inviti, i saluti, le cene, le promesse…Siciliani e Italiani rialziamo la testa….che forse bisognerà imitare i nostri cugini Francesi… P.S.
    Sono un ragazzo trentenne siciliano come voi che ha dovuto abbandonare l’università per evitare di gravare sul bilancio familiare…ci sono riuscito diciamo…ma guai a parlare di comprare casa…sposarsi…o contributi….AHI AHI….

  26. Cara Margherita, la tua lettera è toccante e fa venire le lacrime agli occhi… sono nella tua stessa situazione, come tanti ostri coetanei, ma siamo davvero stanchi di aspettare e cercare.. io “lavoro” in un call center dove danno una miseria per 5 ore di lavoro giornaliere e dove non hanno nemmeno le cuffie, ma si sta tutto il tempo con la testa appiccicati al cellulare e tutto il tempo sotto pressione per poter fare dei contratti! lo cambierò, ma finirò in un altro call center dove non ti considerano neanche una persona ma una macchina e dove pretendono molto con il minimo, se così si può chiamare! ma FACCIAMO QUALCOSA, ORGANIZZIAMOCI E NON RESTIAMO PIù IN SILENZIO!

  27. Da Gramsci:

    “Si rimprovera al passato di non aver compiuto il compito del presente: come sarebbe piú comodo se i genitori avessero già fatto il lavoro dei figli. Nella svalutazione del passato è implicita
    una giustificazione della nullità del presente: chissà cosa avremmo fatto noi se i nostri genitori avessero fatto questo e quest’altro…, ma essi non l’hanno fatto e, quindi, noi non abbiamo fatto nulla
    di piú. Una soffitta su un pianterreno è meno soffitta di quella sul decimo o trentesimo piano? Una
    generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di
    dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali ma non siete capaci che di costruire
    soffitte.”

    [Costruttori di soffitte]
    http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/gramsci/passato_e_presente/pdf/passat_p.pdf

  28. Cara Margherita, tutto quello che hai scritto mi ha fatto tornare indietro di due anni, quando cercavo follemente qualsiasi lavoro e non ricevevo neanche una risposta per essere informata che non erano interessati a me. Le poche volte che mi hanno risposto mi dicevano che ero troppo qualificata per la posizione offerta. La tua lettera mi ha reso terribilmente triste, come lo ero allora! La mia rabbia mi ha spinto ad andarmene perchè non volevo perdere ancora del tempo prezioso ad assecondare gli sporchi giochetti del sistema Italia e soprattutto Sicilia.
    Adesso vivo all’estero e qui ho avuto la dimostrazione di cosa sia il diritto al lavoro. Non nego che mi manca la famiglia, gli amici, il sole, il mare ed anche la cucina italiana, ma paragonati al diritto di vivere dignitosamente, di essere felice, di mettermi in gioco ogni giorno per crescere professionalmente e non solo, diciamo che mi limito con piacere a tornare in Italia due volte all’anno, rendendomi conto che la situazione, dopo due anni, non è migliorata per niente. Ti auguro tanta fortuna e mi auguro che almeno qualcuno riesca ad avverare lì quello che sembrerebbe un sogno ma che è semplicemente il diritto di lavorare!

  29. pure io sono laureata etc..etc…e passo le mie giornate a cercare spaspodicamente un lavoro che poco e niente c’entra con il mio titolo pur di non gravare più sulle spalle dei miei…le tue parole, sono quelle della nostra generazione, una generazione che ha avuto, contrariamente alle precedenti la fortuna di potere studiare, grazie ai nostri genitori (siamo in tanti ora i laureati rispetto agli anni passati), ma che purtroppo, ad oggi, del titolo non se ne farà niente! Non Mollare!!!

  30. Abbiamo ragione, è tutto un’ingiustizia. Sono anch’io giovane (laureanda) e non vedo sbocchi lavorativi nel settore per cui sto studiando e, a dire il vero, nemmeno in altri campi. Non ho alle spalle una famiglia ricca, solo uno stipendio di circa 1000 euro di mio padre con due figli all’università grazie alle borse di studio (almeno quelle). Ho un tetto dove dormire, non mi è mai mancato da mangiare e vestirmi, non mi è mai mancato il divertimento – anche se con poco e con tante rinunce – perché l’importante è la bella compagnia e non il luogo. Qualche “paghetta” l’ho sempre avuta dalle nonne e da qualche lavoretto occasionale e sono sempre riuscita a raccogliere i soldi fino all’estate per qualche viaggetto economico, dormendo anche all’avventura nei sacchi a pelo.
    Sono arrabbiata, ed è giusto arrabbiarsi di fronte alle ingiustizie, però non sono né rassegnata né disperata.
    Sono felice, ebbene sì.
    Non so se troverò un lavoro decente, non credo potrò mai comprare una casa o permettermi almeno un appartamento in affitto decente, e queste incertezze mi rendono triste, ma non infelice; non so cosa farò e cosa di preciso voglio fare veramente, so però che in un modo o in un altro voglio essere felice. So che in ogni caso avrò vicino a me una persona stupenda (con tutti i suoi difetti e tutte le difficoltà che verranno, ché la perfezione non esiste nemmeno in amore) con cui passerò il resto della mia vita, anche in un bilocale minuscolo o addirittura un monolocale; non m’importa, l’importante che sia dignitoso, la dignità non si misura in euro o in mt quadri. Non potremo permetterci la macchina? Andremo in bici. In qualche modo faremo, non siamo in Africa, di fame di certo non moriremo; credo nella solidarietà, ci sono famiglie poverissime ma dignitosissime e unite, nonostante i problemi economici e le preoccupazioni (tantissime), con il sorriso sulle labbra. Si vede che faremo così anche noi finché la situazione non migliorerà, finché noi tutti insieme non la cambieremo, rimboccandoci le maniche.
    Il lavoro non c’è? Inventiamocelo, come i nostri nonni, che hanno passato di peggio. E la laurea? Vaffanculo la laurea! La pergamena la usiamo per carta igienica, ché quella serve sempre.
    I politici? La maggior parte fanno schifo sì, ma lasciamoli perdere una buona volta, tanto non ci ascoltano. Ci hanno governato male? Verissimo. Sono corrotti e hanno usato il lavoro come voto di scambio? Sì, ma se gli italiani non l’avessero permesso non saremmo a questo punto. La colpa maggiore è dei cittadini italiani, non dei politici.
    Se noi giovani ce la dobbiamo prendere con qualcuno, prima ce la dobbiamo prendere con i giovani di ieri che hanno calato la testa ai politici di ieri, pur di avere un lavoro, medicine gratis e la “bella vita”… Ce la dobbiamo prendere con chi ci ha preceduto (non tutti ovvio, non bisogna generalizzare) che un lavoro l’ha avuto ma non è mai stato un vero lavoratore, perché non ha mai fatto per davvero il suo dovere, non ha lavorato (e non lavora) e non ha mai “prodotto” nulla a beneficio di tutta la società, ma ha solo ricevuto lo “stipendio-assegno di mantenimento” per fannulloni. Prima o poi un sistema dove ci sono 10 persone per fare un lavoro per cui ne basterebbe una sola (ma magari facessero almeno il lavoro per una persona!) sarebbe crollato e noi giovani d’oggi ne piangiamo le conseguenze. Non dico che il problema sia solo questo, però ho avuto modo di constatare questa situazione.

    Lamentarsi è giusto, è naturale; essere delusi da questa società è normale, però non rassegniamoci! Anche in questa situazione dobbiamo trovare il nostro posto nel mondo, quello per cui siamo venuti al mondo, ed insieme ce la faremo, col sorriso sulle labbra…c’è sempre qualcosa per cui sorridere, se si guarda bene.

  31. Margherita…siamo tutti con te! Le tue parole sono anche le mie e quelle di un sacco di ragazzi nella nostra stessa situazione. Anche io sono laureata e specializzata, anche io vivo alle spalle dei miei genitori e anche io non vedo nessuna prospettiva per il mio futuro, lavorativo e sentimentale. La verità è che l’Italia fa acqua da tutte le parti…e a farne le spese siamo stati noi, la generazione degli anni 80 che ci è cascata in pieno. Anche io sono siciliana e ho appena lasciato Palermo per andare chissà dove….anche se questo “chissà dove” non mi offrirà ugualmente nulla di certo, dato che il problema è un po’ ovunque! Cosa possiamo fare per farci sentire? Cosa possiamo fare per rivendicare i nostri diritti? Vorrei poterti aiutare, vorrei che tutti quanti fossimo uniti in questa battaglia…..
    Ci hanno rubato i sogni e ci hanno rubato il futuro.

  32. Che dire!

    « se mala segnoria, che sempre accora
    li popoli suggetti, non avesse
    mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”. »

    (Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso)

    “31 marzo 1282, Lunedì di Pasqua”

    …la via da percorrere è una: Vespro docet!

  33. Cara Margherita,hai ragione da vendere,anch’io oh ricevuto questa domanda da mio figlio, ma in maniera più mite”papà,posso picchiare un vigile,così dopo un paio di mesi di carcere,ottengo sicuramente un lavoro come categoria protetta” mi ha portato all’attenzione, che due ragazzi che ha conosciuto a scuola, e non hanno finito gli studi,hanno un lavoro perchè sono ex detenuti. per delle “marachelle”
    Mio figlio ha sempre rigato dritto come te Margherita,è condivido tutta la tua rabbia.un abbraccio ,e ti auguro,anzi vi auguro a voi tutti ragazzi di buona famiglia che avete sempre rigato dritto un futuro migliore.
    P S meditate cari POLITICI meditate.

  34. Laureati in Ingegneria, se sei veramente disposto a tutto.
    Che i lavori fisici non paghino non è una novità di questa epoca. Lo stesso per i letterati, Marx si faceva campare da Engels, Wittgenstein era giardinieri e maestro di elementari.
    Se sai fare veramente qualcosa che serve alla gente fallo, se non sai fare qualcosa o quello che sai fare non serve alla gente, organizzati.

  35. Cara Margherita, le tue sono parole che bruciano, poiché vere dalla prima all’ultima… La tua è la storia di migliaia di giovani che oggi si trovano a vivere questa tragedia, perché si, proprio di questo si tratta: di una tragedia. La tragedia di dover vivere ogni giorno guardando al futuro come a un’incognita angosciante in cui tutto quello che fin da piccolo avevi sognato/sperato e tutto quello per cui hai studiato/ti sei impegnato con tanti sacrifici – tuoi e della famiglia che ti ha sostenuto – diventa il ricordo di un sogno sbiadito, affogato da una realtà in cui diventiamo ogni giorno di più numeri senza volto e senza diritti… Purtroppo però temo che, come sempre, queste parole, questa rabbia, quest’amara delusione rimarranno inascoltate da chi invece dovrebbe spalancare le orecchie e decidersi ad ascoltare…

  36. Parole amare, vere, che fanno male. Racconto di una vita che conosciamo, perchè siamo in tanti. Brava Margherita, con tanta dignità hai messo nero su bianco quello che le vecchie classi dirigenti di questo Paese non vogliono sentirsi dire. Il mondo di prima non esiste più, per questo abbiamo il dovere di cambiare, la necessità di mandare tutto in aria e costruire di nuovo.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/04/bamboccioni-salveranno-l’italia/341441/

  37. Carissima Margherita,
    anche io laureata ma senza master, perchè non me li posso permettere, ma con tante piccole (ma a quanto pare insignificanti) esperienze lavorative, durate anche abbastanza. Sono una persona capacissima, come te e come tante altre ragazze e ragazzi… ma qui in Sicilia, e a Palermo, conta solo avere la raccomandazione.

  38. Toccante il tuo grido espressione di una realtà iniqua in cui non esiste alcuna meritocrazia ed il clientelismo la fa da padrone.
    Sono anch’io siciliano (Trapani), laureato e cittadino di questa Italia la cui classe dirigenziale ha portato alla deriva.
    Nella mia vita ho studiato come un matto e adesso mi ritrovo a dover fare sacrifici immani per arrivare alla fine del mese ed impossibilitato a versare i contributi.
    E sempre più mi convinco di una cosa: il problema non è la fuga di cervelli dalla nostra regione e/o nazione, ma le teste di ***** che ci rimangono. A che servono i buoni propositi se non sono seguiti dalla efficacia della loro azione. Che paese è uno che non investe nei propri giovani se non un paese senza futuro. Che paese è uno in cui chi ci amministra finisce per mortificare e denigrare (con i fatti) coloro i quali dovrebbero invece costituirne la massima risorsa.

  39. Spero che, almeno ti darà risposta dato che in politica giornalmente si preoccupano a non far nulla…..perchè questa risposta l’aspettano, in Italia, migliaia di ragazzi nelle stesse nostre condizioni.

    In bocca al lupo per tutto Margherita

    Gaspare da Palermo

  40. la soluzione è semplice: scappa all’estero o, se proprio non vuoi, al nord, come la maggior parte dei siciliani. Valiamo quanto, se non più degli altri, e ci meritiamo di vivere una vita di successo!! se non possiamo nella città dove siamo nati, andremo dove apprezzano i nostri sacrifici!

  41. Cara Margherita hai perfettamente ragione ed io che sono siciliano come te vivo le tue stesse paure e campo di sogni….e intanto il nostro futuro è in mano ad una classe dirigenziale mediocre che non mostra interesse alcuno per la nostra generazione e ci sta lasciando TUTTI amareggiati e con la consapevolezza che innanzi a noi si prospetta un futuro molto incerto….Speriamo in un miracolo

  42. hai ragione al 100%. anche io sono di Palermo e sono dovuto andare nel profondo nord per trovare lavoro. Non c’è niente a Palermo se non call center o lavori precari o in nero. A meno che tu non sia amico di tizio oppure parente di caio, oppure figlio di noto avvocato/notaio/direttore di banca/similari. In quel caso la vita ti sorriderà perchè a Palermo vai avanti solo se sei pluriraccomandato (o ex carcerato da recuperare, al massimo). CHE SCHIFO

  43. Ciao Margherita, ho letto la tua lettera e mi ha colpito molto, visto che tutto quello che hai detto e proprio quello che pensano il 99% di ragazzi in Italia. Sono una ragazza che si sta per laureare, sono amareggiata dal sistema che mi circonda, sono sicura che alla fine andrò a lavorare come badante o commessa, ed aver perso tutti questi anni, fatti di sacrifici per pagare tasse, bollette e un casa dove stare. Vabbè speriamo che qualcosa cambi, se no l’unico modo per andare avanti, sarà quello di diventare tutti galeotti. Un bacione e spero che questa lettera coì profonda arrivi a destinazione.

  44. Completamente d’accordo su tutto.. in un paese che è già andato a rotoli, c’è chi continua a mangiare oltremodo alla faccia di chi, come noi bamboccioni, non arriva o ci arriva per miracolo a fine mese. Credo che ormai tutti siamo arrivati allo stremo, e con la situazione in cui ci troviamo basti un niente per far esplodere qualcosa, ma quel “niente” sono ben attenti a non farlo.. e noi continuiamo ad aspettare le migliorie che non arriveranno mai. Manchiamo solo di organizzazione, perché in uno scontro uno contro un milione ci sarebbe poca storia!

  45. Bellissima lettera, peccato che il Sig. Presidente sicuramente non la leggerà, e anche se la dovesse leggere, non farà, o meglio non potrà fare niente, perché ormai le cose andranno solo a peggiorare, o ci vorrà troppo tempo per riordinare tutto ciò che è stato disfatto; sempre se qualcuno ci riuscirà! Nel frattempo tu sarai vecchia e non potrai godere nemmeno di una pensione decente, visto che non avrai potuto versare i contributi. Ti posso augurare solamente: ” Buona fortuna!!”

  46. brava margherita, io convivo con la mia fidanzata che presto sposerò, la quale oltre ad essere laureata ha altre specializzazioni, ma come ben puoi intendere è a casa ad accumulare depressione e sai bene come questa situazione ti fa passare la voglia di vivere. Cara Margherita, non so se il nostro caro Presidente leggerà mai la tua bella e triste lettera ma sappi che non sei ovviamente sola ed anche se io un lavoro lo ho (ma non riesco ad arrivare a fine mese) sono pronto a lottare per i diritti di una serie di persone valenti ma non RACCOMANDABILI perchè ONESTE!!!!! Se vuoi possiamo parlarne. Marco da Palermo

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