Economia & Lavoro

Lentini: ddl per abolire finanziamento partiti e soldi alla Social card

Lentini. Foto Internet

Abolire totalmente ogni contributo pubblico, diretto o indiretto, ai partiti politici e destinare le somme ad interventi sociali in favore delle fasce più deboli (ad es. una nuova “Social Card“): questo è il contenuto del disegno di legge n. 336 presentato all’ARS dall’on. Totò Lentini (Udc).

Si tratta, ad oggi, della prima concreta iniziativa legislativa, a Roma come a Palermo, per la soppressione dei finanziamenti ai partiti (nonostante le dichiarazioni roboanti nemmeno i “5 stelle” hanno presentato nemmeno un atto formale fin’ora), e per destinare le risorse “liberate” alle tantissime persone ridotte alla disperazione dalla drammatica crisi che affligge famiglie ed imprese.

“I cittadini si sono espressi, in ogni sede (e direttamente nel referendum del 1993), perché la Politica sia finanziata dagli eletti e dai privati con modalità trasparenti.” – dichiara l’on.Lentini – “In un momento terribile che vede le imprese chiudere e le famiglie alla disperazione la Politica ha, più che mai, il Dovere, di assumere scelte forti e chiare: basta soldi ai partiti, le risorse ‘liberate’ vengano incontro a chi più sta soffrendo!”

Il testo legislativo, che come detto è ad oggi l’UNICO formalizzato fra ARS, Camera e Senato, prevede di destinare i quasi 500 milioni di euro assegnati ai partiti per il prossimo quinquennio alle Regioni e province autonome, vincolandoli ad interventi sociali diretti in favore dei cittadini che più sono in difficoltà (cassintegrati, disoccupati, precari, ecc…).

“Ho scelto ed accettato di andare ‘controcorrente’ rispetto ad una politica vecchia e lontana dai cittadini” – dichiara l’on.Lentini – “Spero che l’ARS approvi presto la mia proposta e che il Parlamento nazionale raccolga subito l’indicazione perché, tagliando davvero i ‘costi della politica’, si venga subito incontro alle troppe, drammatiche, situazioni di disperazione che ogni giorno s’incontrano. Dimostriamo, se ne siamo capaci, di essere davvero ‘rappresentanti’ dei cittadini!”

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