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Legge di stabilità: sciopero nazionale il 15 novembre

La Cisl Siciliana ritiene che lo sciopero del 15 Novembre proclamato da Cgil Cisl e Uil nazionali per chiedere al Governo nazionale una decisa modifica della Legge di Stabilità (taglio della spesa pubblica improduttiva e dei costi della politica, significativa riduzione delle tasse a lavoratori, pensionati e imprese che investono, risorse a sostegno delle politiche sociali) debba essere colta come l’opportunità di una forte richiesta al Governo Regionale e agli Enti locali di avviare scelte di razionalizzazione della spesa, di lotta agli sprechi per attenuare anche la tassazione locale che in Sicilia è ormai ai massimi livelli.

«Riteniamo che la mobilitazione avviata dal Sindacato Confederale Nazionale debba rappresentare una occasione da non sprecare visto che, come è noto, la Regione Sicilia è vincolata ad attuare un taglio di spesa di carattere epocale nella propria manovra finanziaria che sarà presentata dalla Giunta entro la prossima settimana». Lo ha dichiarato il Segretario Generale USR CISL Sicilia Maurizio Bernava.

«In Sicilia il confronto sociale con la Regione non è ancora partito, non esiste una seria programmazione pluriennale, di crescita e ripresa economica non vi è traccia, abbiamo le più alte addizionali fiscali locali con i peggiori servizi alle comunità; oltre metà dei comuni rischia il dissesto economico/finanziario, il bilancio della Regione è al limite del default, lo stesso Decreto Monti per avviare la Spending Review e la riorganizzazione amministrativa a livello locale, non è stato neanche recepito.

In tale contesto la manovra di bilancio della Regione rischia di produrre effetti pesanti sul lavoro, di peggiorare le condizioni sociali già al limite di pericolose tensioni, di ridurre ancora le risorse di enti locali e investimenti, compresa la capacità di cofinanziamento dei Fondi UE.

Alla Cisl Siciliana sembra assurdo e incomprensibile impegnare le strutture sindacali, i lavoratori e i cittadini in una mobilitazione solo territoriale, eludendo la grave situazione di emergenza economica e sociale della Regione su aspetti che, peraltro, sono coerenti con le indicazioni del documento confederale nazionale.

Su questi temi la Cisl siciliana ha caratterizzato la propria azione sindacale negli ultimi anni, incalzando il Governo Regionale, il Parlamento Siciliano e gli Enti locali a rompere con le pratiche clientelari e dispersive del passato e valorizzare il confronto sociale per avviare politiche di ristrutturazione, riordino e riqualificazione della spesa pubblica in Sicilia.

Per la CISL Siciliana la grave situazione di emergenza economica e sociale e il ritardo di ripresa della crescita impone che lo Stato, la Regione e gli Enti Locali concorrano a recuperare risorse eliminando vincoli e dipendenza da lobbies speculative, rendite di posizione e gruppi di interesse, clientele politico-affariste consolidate a ogni livello.

Una scelta necessaria di cambiamento per recuperare ingenti risorse e ricollocarle per finanziare la riduzione delle tasse, l’implementazione delle politiche di sostegno sociale, gli investimenti per lo sviluppo, il consolidamento e valorizzazione del lavoro pubblico e la modernizzazione ed efficacia dei servizi. URGONO SCELTE CORAGGIOSE, di RESPONSABILITA, DISCONTINUITÀ e NON RITUALI, anche da parte del Sindacato.

In Sicilia questa esigenza di una innovativa strategia di sviluppo e risanamento è ancora più urgente rispetto ad altre realtà del Paese, vista la specificità Autonomistica e la grave condizione economica, finanziaria e sociale della Regione; per tale motivo la Cisl Siciliana aveva chiesto a Cgil e Uil di tenere conto di tale situazione e, rispettando le indicazioni di merito del documento nazionale che richiama la responsabilità dei governi locali, concentrare la mobilitazione in Sicilia in una Manifestazione Regionale.

Siamo convinti che gli stessi lavoratori e pensionati avranno difficoltà a comprendere una mobilitazione che non impatti il Governo della Regione che con scelte approssimative e sbagliate ci impegna in durissime vertenze quotidiane su emergenze sociali sulle quali la Cisl non si tira indietro a proporre soluzioni con riforme e scelte di rottura col passato (Forestali, Formazione, Precari di Enti locali, servizi scolastici e sanitari, rifiuti, crisi società partecipate regionali e locali, edili senza lavoro, desertificazione industriale, ammortizzatori sociali, nuove politiche e servizi per pensionati e famiglie in povertà); la CISL Siciliana non è e non vuole apparire ~irresponsabile, ipocrita e strumentale alla pari di tante forze politiche locali che non vogliono affrontare mai i gravi problemi strutturali della crisi in Sicilia, specialmente alla vigilia della difficile manovra di bilancio della Regione.

Per tale motivazioni la CISL in Sicilia è impegnata a scioperare per quattro ore il prossimo 15 Novembre e a concentrare tutti gli sforzi per una unica Manifestazione Regionale per chiedere di affrontare l’Emergenza Sicilia con scelte di cambiamento più attente al sociale e allo sviluppo produttivo, oltre che al Governo Nazionale, anche al Governo, al Parlamento e agli Enti Locali della Regione Siciliana.

Avremmo voluto riscontrare da Cgil e Uil la disponibilità a trovare una posizione comune coerente con l’impianto della mobilitazione generale; purtroppo abbiamo registrato chiusura sulle proposte avanzate dalla Cisl sul merito e sul modo di manifestare in Sicilia.

Per tali motivi la Cisl invita i lavoratori siciliani ad aderire allo Sciopero nazionale con l’astensione di 4 ore sui posti di lavoro del 15 Novembre, e a partecipare alla Manifestazione Regionale che si terrà sabato 23 novembre a Palermo».

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