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Legge di stabilità: no al Ponte sullo Stretto

Ponte stretto di Messina (foto internet)

Un aumento dei tagli alle Regioni a Statuto Speciale di quasi un miliardo di euro è la conseguenza della legge di stabilità approvata dal Consiglio dei ministri.

Una buona fetta dei tagli saranno a carico delle amministrazioni regionali e degli enti locali, con forti ripercussioni soprattutto sulla sanità. A luglio era stato stabilito un piano di suddivisione dei tagli nei prossimi tre anni, che avrebbe visto una riduzione di spesa per 600 milioni nel 2012, un miliardo e 200 milioni nel 2013 e un miliardo e 500 milioni nel 2014, ma il decreto riduce ulteriormente il margine di spesa per il triennio.

La legge di stabilità cancella definitivamente il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, per il quale sarà pagata una penale contrattuale al Consorzio che avrebbe costruito l’opera, ma sarà la sanità a fronteggiare le riduzioni più consistenti: in arrivo tagli per 1,5 miliardi alla sanità nazionale. Tagli che secondo indiscrezioni non sono piaciuti neanche al Ministro della Salute Renato Balduzzi che, come appreso da Adnkronos Salute, si impegnerà in una revisione per cercare di ridurre l’angolo della forbice ed evitare una restrizione così consistente.

La legge di stabilità contiene anche un abbassamento di un punto delle aliquote Irpef, che scendono dal 23 al 22 per cento e dal 27 al 26 per cento. Abbassamento che però richiederà un aumento, a Luglio, dell’Iva di un punto percentuale.

Insoddisfatta la Cgil, che tramite il segretario nazionale Susanna Camusso definisce la manovra ‘depressiva’: “L’aumento dell’Iva ci sarà ed è tutto scaricato sul futuro governo. Stiamo calcolando l’effetto sulle detrazioni – ha proseguito – e dalle prime impressioni ci sarà un aggravio. Per circa il 20% degli italiani questa manovra si tradurrà in un secco aumento del costo della vita”.

Ma sono le Regioni a dover affrontare le riduzioni di spesa più nette, con il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha manifestato la sua preoccupazione all’uscita da Palazzo Chigi: “Le Regioni non possono permettersi ulteriori tagli, in quanto abbiamo già tagliato tutto. Non sappiamo dove prendere i soldi”.

Per la Sicilia e la Sardegna è, inoltre, richiesta nella legge un’ulteriore riduzione, rispettivamente di 500 e 200 milioni, alle risorse per il fondo perequativo nei confronti di comuni e province.

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2 commenti

  1. Esattamente, Valerio. “Carina” anche l’idea di diminuire l’Irpef e aumentare l’Iva a luglio. Molta gente dirà: “Ha tolto l’Irpef!”. Sì, ok, ma l’Iva ti aumenta e alla distanza ti fa più male…

  2. L’unica cosa positiva di questo taglio è che il Ponte non si farà più. Il resto è la solita spending review merkel-montiana sulla pelle dei cittadini.

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