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L’editoriale: In Italia gli ideali vanno e vengono, le poltrone No!

A distanza di qualche giorno dal fatidico: “Torno con Berlusconi e con il centro destra”, il gruppo dirigente, la base e i simpatizzanti dell’UDC, si sono visti piovere a ciel sereno enormi macigni sulle loro teste. Casini di peggio non poteva fare, ma l’alleanza tra Renzi e Berlusconi con la nuova proposta elettorale (ITALICUM) e con l’innalzamento della percentuale di sbarramento ai partiti lo ha intimorito, quasi da non prendere più sonno la notte.

L’astuto PierFerdinando, preso dal panico e dall’ansia da poltrona, alla prima intervista (cercata e voluta da lui) e senza avvertire la dirigenza, annunciava l’ennesimo trasmigrare nel nuovo (vecchio) centrodestra: “Il progetto centrista del terzo polo è fallito, torno da Berlusconi e con il centrodestra”. Un ritorno al vecchio amore che nelle scorse politiche (maggio 2013) lo ha visto primo tra i nemici di Berlusconi e del Pdl, di Saverio Romano e del fu PID e di tutta la Lega Nord. Allora, il vento sembrava tirare le vele della barca di Monti e del quasicentro. Anche in quel caso il Casini, finto democristiano e convinto della forza di Mario Monti, piantò in malo modo Berlusconi e quasi tutto il centro destra. Alla faccia degli ideali e della moralità. Ma questo ritorno di fiamma scombussolerà e creerà scompigli e malumori in Sicilia? Noi crediamo di si.

Intanto l’Udc siciliano siede al governo di Crocetta ma da qualche giorno si rumoreggia che i tre assessori hanno i giorni contati. Nel frattempo l’ “assessora” Bonafede prepara un nuovo gruppo parlamentare (ne mancano due su cinque) dal nome: “La Sicilia e i siciliani” (o qualcosa di simile), con la benedizione (dice Lei) di Giampiero D’Alia. Un movimento messo su per favorire l’ascesa del marito Carmelo Carrara a candidato al Parlamento Europeo. Ester Bonafede, dal giorno del suo insediamento da Assessore alla famiglia e alle politiche sociali della Regione Siciliana, ma meglio conosciuta per aver ricoperto la carica di sovrintendente (Cenerentola) della FOSS, Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, ha sempre lavorato a braccio con il marito, tanto che, molti dipendenti del dipartimento avevano rinominato l’assessorato alla Famiglia in: ASSESSORATO DI FAMIGLIA. Carrara, in effetti, gestiva e gestisce le attività dell’Assessorato per conto della moglie e nel contempo gli stessi uffici utilizzati come sede di riunioni pre elettorali. Insomma un vero e proprio circolo di partito.

Il nuovo movimento di Carrara nascerebbe e si preparerebbe a sostenere Crocetta nel caso in cui l’UDC andasse fuori dalla giunta. Anche in questo caso come nelle migliori pubblicità: un Assessorato è per sempre! Ma altri mali umori si avvertono all’interno del gruppo parlamentare dello scudo crociato. Molti sono i deputati che non condividono il modo di operare del responsabile siciliano Pistorio e lamentano la poca presenza di Giampiero D’Alia nell’isola. D’Alia in effetti è l’unico ministro siciliano nell’attuale Governo nazionale che, come dicono molti suoi amici, poco si è occupato dei problemi della propria terra natia. Ora che ci si prepara alle elezioni europee tutti in patria a far sentire la propria presenza, ma i cittadini italiani e siciliani in particolare modo non credono più alle favolette e sarà difficile convincerli e ottenere la loro fiducia.

Gli eventi degli ultimi anni confermano la poca serietà, l’inefficienza e l’arroganza che hanno avuto i nostri politici e quasi tutti gli amministratori pubblici. È chiaro che quel Volpone di Casini, anzitempo, ha compreso che, senza l’accordo con Berlusconi, la sua carriera politica avrebbe avuto un tragico epilogo. Allora, poiché gli ideali vanno e vengono e le poltrone no, Casini con Berlusconi e un poco di ITALICUM lo farà sopravvivere ancora (forse) per un altro governo.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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6 commenti

  1. Questi Signori e queste Signore siedono alla destra del Padre onnipotente e se l’onnipotente cambia casacca loro lo seguiranno. I partiti politici sono meri contenitori di persone che fanno solo numero. Il coraggio delle azioni sta nel prendere iniziative anche forti contro chi svilisce il lavoro degli altri.
    Utilizzare una struttura pubblica come “cosa” propria è da delirio. Un assessorato non viene ricevuto per grazia divina o come eredità materiale dall’amministratore che ci rappresenta.

  2. Caro “collega di partito” la vergogna ancor più grande è quella di essere italiani! Ma con quale faccia ci presentiamo al mondo?! Siamo un paese etichettato! Il paese dove la dignità umana non esiste e viene calpestata da gentaglia che vive sul sangue e sul sacrificio di gente giorno per giorno non sa se ce la farà ad addentare un pezzo di pane! Che schifo!
    Per la “lady” Bonafede non esistono parole! La musica muore, le imprese attendono pagamenti, i professori d’orchestra e lo staff, tutto, della Foss lottano per la sopravvivenza mentre, molto probabilmente, con gli “spiccioli” del suo mandato andrà a fare vacanze, massaggi e quant’altro (che NON FUNZIONANO).. Vergogna! come si usa dire in Sicilia:- u signuri agghiunci a tutti! La pagheranno , per mano del popolo e per mano divina!

  3. Mi vergogno di far parte di questo gruppo, non pensavo che il nostro leader cadesse così in basso.
    Vedrete nei prossimi giorni molti iscritti noti passare ad altri gruppi politici.
    Ester Bonafede non è l’assessore di un Assessorato,è la titolare di una attività di tipo familiare.
    Mah!

  4. altro che Casini. Quello è uguale agli altri politici, prima pensa a sedersi e poi si pensa alla famiglia. Il volta faccia va dove il vento porta. Ha distrutto l’unico progetto possibile di un centro. Aveva fatto intendere che questo terzo polo fosse la salvezza del paese, invece il primo a scappare è stato proprio lui.
    Della signora Bonafede devo dire che il direttore è stato morbido. Lei ha altri scheletri nel suo armadio che presto saranno tirati fuori. Ricordiamoci la sua gestione della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana. Sapete che prima di andare via se è firmata (in quanto sovraitendente) il mandato per riscuotere il suo stipenduccio alla faccia dei tanti fornitori che attendevano di essere pagati da oltre un anno…continuo?

  5. Casini è da tanto che lo conosciamo, e sapevamo da sempre del suo modo di operare e del suo egoismo politico. Mi piace il “si salvi chi può” che in sintesi traduce un articolo ben fatto in una semplice frase. L’Udc comunque è realmente finita.

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