Televisione

Le tv locali contro il Governo

Tv locali, foto internet

L’associazione Aeranti-Corallo, massimo rappresentante sindacale delle emittenti televisive locali, ha aspramente criticato gli ultimi provvedimenti in materia di organizzazione del settore da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’aggettivo “inaccettabile” compare continuamente nel comunicato del sindacato, coprendo diversi argomenti come l’eccessiva burocrazia, la mancanza di risorse, l’assenza di chiarezza gestionale nel passaggio al digitale e nel rispetto delle graduatorie.

I piccoli editori locali contestano anzitutto la perenne situazione di incertezza che tuttora persiste nel confusionario passaggio al digitale terrestre, che, da un lato,  impedisce strategie aziendali a lungo termine, dall’altro, manca di iniziative che rilancino il mercato pubblicitario. Inoltre, la complessità burocratica e “le risorse finanziarie irrisorie” fanno gridare al bisogno di una nuova politica di semplificazione e sostegno verso questo settore.

Entrando a fondo delle problematiche più tecniche, relativamente a un riposizionamento delle frequenze nel Nord Italia, nel Lazio e in Campania, non è tollerabile per l’associazione, che si pensi “di realizzare il nuovo switch off di tali aree in pochi giorni, quando per realizzare il primo switch off sono stati necessari mesi”.

Nella nuova distribuzione, tra l’altro, non si è tenuto conto del parere delle associazioni nazionali di categoria rappresentative, attraverso “bandi di gara per la riassegnazione delle frequenze” che hanno “sostanzialmente modificato il Codice Civile in materia di deposito dei bilanci”. Con il meccanismo del Ministero, detto “delle intese d’ufficio”, tutte le emittenti operanti su frequenze che non sono state assegnate all’intero territorio regionale si vedono fortemente penalizzate nelle graduatorie di assegnazione.

Infine c’è la questione dei mux. Nei multiplexer delle tv locali, grazie ai quali più dati digitali possono confluire nello stesso segnale d’uscita, è stato chiesto di diffondere sei marchi/palinsesti. Il problema è che molti di quelli autorizzati non hanno ancora ricevuto dal Ministero l’attribuzione della numerazione nella Lista dei Canali, malgrado l’Agcom abbia già messo a disposizione altre numerazioni.

In questo scenario di totale caos, Aeranti-Corallo chiede delle immediate risposte da parte del ministro Passera. Anche se, nel frattempo, auspica “un totale rinnovamento, dopo le elezioni della prossima primavera, con la nomina di un Ministro che, sul piano politico, abbia maggiore attenzione alle problematiche del settore radiotelevisivo locale”.

Andrea Cumbo

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