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Le ricette di Baccei all’Economia: lotta agli sprechi e spinta agli investimenti

Fino ad oggi aveva dribblato la stampa. “Il mio numero? Non è necessario, ci vedremo spesso”, disse a Palazzo d’Orleans Alessandro Baccei, il neo assessore all’Economia del terzo governo Crocetta il giorno del suo insediamento.

Stamattina, il titolare dell’Economia mandato da Roma a sanare i conti in rosso, cambia musica e assume un atteggiamento più conciliante con la stampa, convocata in via Notarbartolo per illustrare le linee programmatiche della sua azione di governo.

“Fino ad ora ho rifiutato interviste ed incontri con la stampa perché volevo dire le medesime cose a tutti senza dimenticare nessuno – dice il neo assessore -. A voi chiedo di non cercare numeri e cifre che ancora non ci sono e di essere responsabili nel comunicare la situazione che è difficile. Ci incontreremo ogni settimana per parlare tutti insieme della situazione, ma la prima comunicazione va fatta all’interno dell’assessorato e non ci devono essere fughe di notizie. Da voi mi aspetto serietà, ma anche uno scambio utile di notizie che ci aiutino a combattere gli sprechi e le inefficienze della Pa”.

Vuole avviare un percorso diverso, condiviso con tutti gli “stakeholder di riferimento, compresi voi della stampa ed il governo di Roma, basato sulla trasparenza e serietà tali che possano consentirci di sederci ai tavoli del Governo nazionale”. Poi il toscano Baccei annuncia di essersi messo subito a lavoro sulla bozza di bilancio, “che dovrà essere pronta per la metà di dicembre e poi ci vorranno i tempi tecnici per l’approvazione”. Così il titolare dell’Economia tenterà di evitare l’esercizio provvisorio. Una manovra che, però, non è detto che riesca, come ammette sin da subito lo stesso Baccei.

“Se non sarà possibile a causa dei tempi tecnici, faremo un esercizio provvisorio di un mese solo con le risorse reali per evitare sprechi e di perderci poi per strada nel controllo della spesa. Una cosa è certa, che ci sarà trasparenza sui numeri”. Non conosce ancora bene il mare magnum dell’amministrazione che è stato chiamato a guidare “ ho avuto solo 3 giorni per organizzare il mio ufficio ed ho lavorato 14 ore al giorno per iniziare a capire da dove iniziare. Le criticità ci sono, non serve negarlo”.

Di cifre non parla neanche oggi. “Ancora non ne so molto, parliamo di metodo. Stiamo lavorando per scrivere il bilancio in 4 capitoli, 4 libri se volete. Il primo è comparativo fra entrate e uscite, spesa incomprimibile, per vedere qual è la gamba più lunga e temo sia quella delle spese. Fatto questo, scriveremo poi la parte più bella del nostro bilancio, che è quella che andrà ad utilizzare i fondi extraregionali che sono la nostra possibilità di investimento, la nostra attrazione di investimenti per le aziende e l’opportunità per creare sviluppo. Sappiamo che abbiamo un bel po’ di soldi a disposizione, e sappiamo anche che dobbiamo spenderli bene- ha detto- in maniera coordinata con le tre, quattro Autorità di gestione che ci sono nella Regione e che abbiamo anche una quota parte di spesa possibile sui programmi nazionali, che andranno utilizzati al meglio.  Abbiamo una serie  di risorse da mettere sul tavolo. Questo è appunto il capito “bello” del nostro libro. I

l terzo capitolo- ha proseguito l’assessore- sarà quello delle risorse che si possono trovare per riequilibrare queste due gambe e delle spese che si possono tagliare. Solo dopo questo lavoro molto serio ci presenteremo a Roma con il quarto ed ultimo capitolo ovvero quello delle richieste. La Sicilia con i conti in ordine e con riforme strutturali che stiamo avviando potrà chiedere fondi per investimenti avendo le credenziali giuste per richieste legittime”.

Baccei non fa mistero dei suoi contatti con Roma e ammette che la strada al momento non è in discesa. “Questo non vuol dire che tutto verrà accolto ma sono fortemente convinto che se noi faremo i nostri giusti sacrifici anche Roma interverrà perché da soli è difficile uscirne. Questa è una mia convinzione. Non ne ho ancora parlato con Roma ma ne sono convinto. Parliamoci chiaro. Bisogna riequilibrare spese e entrate e stavolta non ci sono altri modi per uscirne”.

L’assessore parla anche di valorizzazione del patrimonio regionale e da qui Il Moderatore ha chiesto se intende dismettere, a seguito dell’inchiesta de L’Espresso che ha scoperchiato il vaso di Pandora del paradiso fiscale del Granducato di Lussemburgo,  una delle società partecipate ritenute fra quelle “strategiche” nell’ultima finanziaria: Spi, Sicilia patrimonio immobiliare, di cui la Regione è socio al 75%.

“Il patrimonio e la gestione dei fitti passivi è uno dei temi sui quali interverremo. Io non ho ancora messo il naso nelle cose e non posso fornirle adesso una risposta, ma è sicuramente una delle priorità”.

Marina Pupella

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