Economia & Lavoro

Le nuove banconote da 5 euro rifiutate dalle macchinette

Inserirla piano piano, allinearla perfettamente alla freccia, stirarne le pieghe della filigrana, girarla e cambiare verso. Possiamo provare all’infinito, ma la nuova banconota da 5 euro in circolazione dal 2 maggio non verrà accettata dal distributore automatico. Nove distributori su dieci la “risputatano” fuori. Come se fosse falsa.

Il primo restyling subìto dall’euro da quando nel 2001 si è passati alla moneta unica ha colto di sorpresa le macchinette. Quasi nessuno ha aggiornato i software che leggono e riconoscono i soldi. Tabaccai, benzinai, biglietterie della metropolitana, distributori di pasti caldi, parcometri, farmacie: per tutti la nuova banconota, con il volto della dea greca Europa che affiora in controluce e sull’ologramma, risulta indigesto. Rifiutato perfino da chi divora soldi per professione, cioè le videolottery e le slot machine.

Repubblica ha fatto un test in dieci città, andando a provare la nuova banconota di 5 euro in cento distributori automatici. Il risultato è stato che nel 90 per cento dei casi, da Nord a Sud, sono stati rifiutati.

“Bisogna riprogrammarli, il lettore ottico riconosce la lunghezza dei tagli, lo spessore e alcuni punti del biglietto. Noi facciamo pagare solo la chiamata del tecnico”, ha commentato il Gruppo AM, azienda bresciana che ha 5000 dispositivi in tutta Italia. Già ma questa pare un’eccezione perché in media si parla di circa 70-100 euro. A Napoli purtroppo alcuni tabaccai si sono visti chiedere 300 euro; a Bologna anche 500 euro.

E poi ci sarebbe anche un altro problema: è davvero utile aggiornare ora i software quando fra poco usciranno anche i nuovi biglietti da 10 e da 20 euro, si domandano benzinai e altri commercianti?

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