Economia & Lavoro

Le novità del decreto sviluppo

Il Senato della Repubblica (foto Internet)

Con larga maggioranza (216 favorevoli, 33 contrari e 4 astenuti) il Senato della Repubblica ha approvato venerdì scorso con voto di fiducia, e convertito in legge dello Stato, il Dl. 83/2012 meglio noto come “Decreto sviluppo”. Il testo licenziato dal Parlamento contiene alcune misure proposte dal Governo atte a favorire la crescita economica dell’Italia. Il documento finale vede la luce dopo un iter tortuoso fatto di polemiche, numerosi emendamenti e richieste di fiducia da parte dell’Esecutivo. Grazie all’avallo dell’asse Pdl-Pd, Monti ha incassato l’ennesimo appoggio al piano di risanamento e di rilancio del Paese che vede lo stesso premier impegnato parallelamente nella stesura di un decreto sulla spending review, contenente il piano di tagli alla spesa pubblica. Dura la reazione di Lega e IdV ai provvedimenti sullo sviluppo adottati,ritenuti non conformi ad un serio progetto di crescita.

Ma cosa prevede in concreto questa legge? Il testo contiene una serie di misure che spaziano dall’edilizia alla riqualificazione urbana, dal mercato del lavoro alla crescita delle imprese, dall’agricoltura alla giustizia. Di seguito vengono riportate le proposte più significative contenute all’interno del decreto:

– Sgravi fiscali per le aziende che assumono per almeno 3 anni personale laureato in ambito tecnico-scientifico, impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di dottorato.
– Finanziamenti agevolati agli imprenditori della green economy che assumono giovani a tempo indeterminato.
– Agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.
– Semplificazione in materia di autorizzazioni per le attività edili.
– Agevolazioni per stimolare gli imprenditori alla cooperazione tra privato e pubblico nelle realizzazione di infrastrutture.
– Creazione di piani di riqualificazione urbana.
– Snellimento del sistema giudiziario: il ricorso in appello potrà essere impugnato dal giudice che può negarne la legittimità. L’eventuale stop al primo grado di giudizio permetterebbe un notevole alleggerimento dei carichi di lavoro e dunque dei tempi della giustizia.
– Finanziamenti alle imprese e ai consorzi indirizzati ad attività internazionali di formazione e promozione del Made in Italy.
– Finanziamenti a sostegno del comparto agro-alimentare.

Le critiche sollevate hanno riguardato in particolare la copertura finanziaria del programma di interventi. Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, ha rassicurato tutti affermando che il ricorso all’emissione di titoli di credito e di debito consentiranno di gestire la spesa prevista.

Marco Cirincione

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