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“Le Iene” in Sicilia: intervista a Crocetta. Video

Il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta è stato intervistato dal programma satirico “Le Iene”; la raffica di domande, andata in onda ieri sera, è stata come al solito molto veloce e ricca di argomenti che hanno spaziato dalla vita in politica a quella privata.

Si comincia scoprendo che preferisce essere presentato come Presidente e non come Governatore, che gli ricorda invece i dominatori spagnoli. Per quanto riguarda il suo stipendio, afferma di non conoscere l’esatto importo, ma di esserselo comunque decurtato del 30%. Da quando è stato eletto, è stato sempre attivo nella lotta contro la mafia sia in politica stessa che in Sicilia, arrivando a quota 15 come numero di imprese mafiose revocate. A causa dei suoi interventi, è a rischio attentati (ha subito almeno 4 tentativi) ed è tuttora costretto a vivere sotto scorta.

Nel mondo politico vedrebbe bene un Capo dello Stato donna e, in merito al Governo Letta, lo definisce un buon Governo che dovrebbe stilare una “scaletta” di categorie di cui occuparsi. Al primo posto Crocetta mette gli aiuti ai poveri, aiuti alle imprese e trasparenza nel loro modo di fare e di agire con i vari decreti.

Quando gli viene chiesto se reputa un’alleanza con Berlusconi una buona mossa, risponde che anche lui avrebbe fatto questa scelta, ma negoziando più cose. Dà poi degli aggettivi ad alcuni esponenti in vista in questo periodo:

  • Letta: good;
  • Berlusconi: così così;
  • Vendola: nostalgico;
  • Renzi: matto;
  • Grillo:cantore che non riesce a diventare poeta.

Inevitabile una domanda sulla cacciata di Battiato dopo le dichiarazioni su che tipo di donne sono in politica e una sulle recenti abolizioni delle province. La risposta ad entrambe le domande è pronta e laconica: alla prima Crocetta risponde affermando che ha deciso di allontanare il cantautore siciliano per proteggere la Sicilia da critiche e attacchi. Col cantautore non c’è alcun problema, tanto che si sono continuare a sentire pacificamente. Per quanto riguarda invece le province, il Presidente è orgoglioso di essere stato il primo in Italia ad averlo fatto, visto che la conseguenza è stato il risparmio da parte della Regione di 50 milioni di euro.

Dopo le domande sulla vita pubblica, si passa a quelle sulla vita privata: essere stato indicato come “primo sindaco gay  d’Italia” lo ha un po’ spiazzato, ma in fondo capisce il discorso poiché non reputa l’Italia paese pronto per argomenti di questo tipo; la stessa affermazione la fa anche in merito alle adozioni da coppie gay, argomento sul quale si sentirebbe tecnicamente pronto, ma in cui la mentalità non è ancora abbastanza matura per accettarle.

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