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Le Iene, Assegno di solidarietà agli ex Parlamentari? Sì, grazie. Video

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Ci risiamo. La politica va a scatafascio, si chiedono sempre continui sacrifici alle famiglie italiane che devono sempre tirare la cinghia per aiutare l’economia italiana e cosa succede? Esce dai mass media una falsa buona notizia: lo Stato paga, ma a beneficiarne non sono i cittadini, ma le caste. Stiamo parlando del cosiddetto assegno di solidarietà che percepiscono i Parlamentari che non sono stati rieletti oppure che hanno deciso di non ricandidarsi alle ultime elezioni; in pratica si tratta di una liquidità i cui importi sono davvero ingenti, ma soprattutto pubblici. Di questo argomento se ne sono occupate “Le Iene”. La differenza principale che è emersa è che nel giro di un mese circa i politici ricevono questo assegno, mentre le aziende che vantano crediti enormi nei confronti dell’Erario aspettano 180 giorni e anche più (abbiamo spesso sentito casi in cui l’attesa si protrae per anni con conseguenze tragiche per gli imprenditori).

L’inviato Mediaset Filippo Roma ha dapprima incontrato il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, esperto in materia di privilegi parlamentari, che ha spiegato che è un diritto spettante per legge, per reinserire i politici nella vita quotidiana: la solidarietà viene calcolata prendendo l’80% di indennità parlamentare lorda e moltiplicandola per la durata dei mesi o degli anniin cui son rimasti in carica durante una legislatura. Esempio pratico: chi ha fatto parte dell’ultima legislatura ha diritto a 46.814,56 euro. A quel punto,Roma è andato in giro ad intervistare una serie di politici che da lì a breve otterranno questo sospirato assegno.

Il primo è Italo Bocchino, di Futuro e Libertà, che risponde asserendo di non averlo ancora ricevuto e ironizza dicendo che, quando accadrà,lo girerà a Fedele Confalonieri, dimenticandosi che è manager di azienda privata, e non pubblica. Secondo giornali e tv dovrebbe ricevere 148.000 euro. Segue Francesco Rutelli, di Alleanza per l’Italia:100.000 euro. Giulia Bongiorno, Futuro e Libertà, ha da lavorare e non rilascia dichiarazioni. Livia Turco, del Partito Democratico, non è stata ancora convocata. Essendo secondo lei soldi messi da parte e da lei versati, non si vergogna di riceverli e dichiara che le serviranno per aiutare la famiglia. Si parla di un importo di 217.000 euro. Come lei anche Walter Veltroni, anch’egli del PD, risponde che tutti prendono questo assegno di solidarietà e che lui non ha alcuna intenzione di diventare il primo della classe: morale della favola, non rinuncia assolutamente, ma ha già in mente come destinarli: importo stimato 44.000 euro.

Franco Barbato invece fa parte del Movimento “I Cittadini” e per lui, utilizzarli per pagare sede, dipendenti e spese vive per il suo Movimento equivale a mettere la somma a disposizione dei cittadini. Massimo D’Alema infine non risponde all’intervista e fugge rifugiandosi in auto e rompendo involontariamente (?) la telecamera Mediaset.

Ora, lo ribadisce anche Filippo Roma all’inizio del servizio e lo diciamo anche noi: è un assegno spettante per legge, ma viene da porsi alcune domande. Perché gli ex Parlamentari devono essere pagati dallo Stato prima di imprese che attendono invece da mesi, se non anni?Quante famiglie devono ancora distruggersi perché non vedono da troppo tempo quei soldi che servono come il pane per mandare avanti l’attività e pagare i dipendenti e che troppo spesso arrivano a gesti estremi pur di non perdere la loro dignità di essere umano?
O si fa troppa demagogia intorno a questo argomento?

Clicca qui per vedere il servizio integrale de “Le Iene”

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