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Le bibite gassate fanno bene o male?

Bibite gassate (foto Internet)

Piacciono a tutti. Donne, uomini, bambini e anziani. Le bevande gassate fanno ormai da anni parte integrante della nostra alimentazione. In Italia si è passati da un consumo di 2.820 milioni di litri di bibite gassate 12 anni fa a 3.400 milioni oggi. Ovviamente la pubblicità incide tantissimo sulle scelte e gli acquisti dei cittadini. Ultimamente si discute sull’idea del governo Monti di tassare le bibite gassate. Ma siamo davvero sicuri che queste bevande siano salutari per il nostro organismo?

La prima ad entrare nel mercato nel 1885 fu la “Dr Pepper”, inventata da Charles Anderton di Woco. Oggi oltre alle più famose e conosciute “Coca Cola”, “Fanta”, “Sprite”, “Pepsi Cola”, “ Chinotto”, gli scaffali dei nostri supermercati sono stracolmi di vari tipi di gassose, di ogni gusto e colore. Queste bevande sono ricche di “calorie vuote” prive di nutrienti, che spesso hanno la funzione di ridurre l’appetito determinando un’alimentazione carente durante i pasti. Contribuiscono solo ad aumentare il peso corporeo. Si bevono per dissetarsi, ma il loro elevato contenuto di zuccheri richiamerà la necessità nel nostro organismo di avere ancora sete dopo poco tempo. Una lattina di soda contiene circa 10 cucchiaini di zucchero, 150 calorie, 30-55 mg di caffeina, coloranti alimentari artificiali e solfiti. Le bibite gassate analcoliche sono addizionate con anidride carbonica, cioè contengono anidride carbonica disciolta.

La “carbonatazione” aggiunge quindi l’effervescenza alla bevanda. Dagli anni ’70 i produttori del settore, per dolcificare le bibite, usano sciroppo di mais, ad alto contenuto di fruttosio, una combinazione di fruttosio e destrosio, al posto del saccarosio derivato dallo zucchero di canna.

Dato che il fruttosio deve essere metabolizzato dal fegato, se si fa abuso di queste bevande, si possono sviluppare problemi epatici simili a quelli degli alcolisti. Inoltre l’acido fosforico presente nelle bibite gassate provoca ingiallimento e perdita dello smalto dei denti. Questi acidi possono causare inoltre infiammazione dello stomaco e del rivestimento intestinale e sul lungo periodo determinare un’erosione del rivestimento gastrico. Per di più secondo alcuni studi, bere molto bevande a base di cola, può contribuire alla decalcificazione ossea. In più, l’acqua utilizzata per produrle può contenere eccessivi livelli di fluoro e altri agenti contaminanti come cloro, trialometani, piombo, cadmio e varie sostanza organiche inquinanti. Per le bibite gassate con pochi zuccheri il problema è l’aspartame.

Una sostanza chimica ritenuta una potente neurotossina e distruttore endocrino. L’abuso di bevande light può provocare, tumori cerebrali, tumore ai polmoni, tumore al fegato, difetti congeniti, diabete, infarto, epilessia, e ictus. L’aspartame conservato in ambienti caldi si trasforma in metanolo, un alcol che si converte nei noti agenti cancerogeni formaldeide e acido formico.

In genere, il dolcificante artificiale, la saccarina, può causare cancro alla vescica e alle vie urinarie. Nei paesi industrializzati i bambini e gli adolescenti hanno assunto la bibita gassata come bevanda principale!! A tavola insomma sarebbe meglio se ci fosse solo dell’acqua, molto più salubre, dissetante ed economica.

Alessandro Marsala

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