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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_SINISTRO STRADALE: RISARCIMENTO DANNO AL PEDONE

 

Avvocato Francesca Paola Quartararo

Il pedone che viene investito è un caso molto frequente di incidente stradale sia a causa dell’imprudenza degli automobilisti sia per concorso di colpa del pedone stesso, spesso tali sinistri, determinano lesioni più o meno gravi, anche a carattere permanente per il malcapitato pedone che viene ad essere urtato da una autovettura/motore in marcia.

Quali sono gli obblighi del pedone?

  • Nei centri abitati utilizzare le strisce pedonali;
  • L’attraversamento pedonale deve avvenire in maniera perpendicolare rispetto al margine della carreggiata;
  • Il pedone deve sempre circolare sul marciapiede, banchine o altri spazi riservati ai pedoni, in mancanza dei quali è obbligatorio camminare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli;
  • In caso di attraversamento fuori dalle strisce pedonali, dare sempre e comunque la precedenza ai veicoli che sopraggiungono.

Pertanto, il pedone che viene investito sulle strisce pedonali rischia il ridurre del diritto al risarcimento del danno se nell’attraversare la strada ha tenuto una condotta straordinaria ed imprevedibile. In tale ipotesi, le pretese risarcitorie possono essere diminuite a norma dell’art. 1227 c.c. “secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate” (Corte di Cass. n. 5540/2011); difatti la Corte ha chiarito che: “il pedone abbia attraversato la strada, sulle strisce pedonali, frettolosamente e senza guardare non costituisce da solo presupposto per l’applicabilità dell’art. 1127 c.c., in tal caso, è necessario stabilire quali siano i criteri di massima per  accertare se al pedone vada riconosciuto il danno pieno o il danno ridotto e se il conducente del veicolo non abbia fornito prova idonea a superare la presunzione di colpa di cui all’art. 2054 c.c.

L’art. 2054 c.c. stabilisce che il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose della circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. La norma sancisce una presunzione di responsabilità, il conducente dovrà dimostrare di aver fatto tutto quanto era nelle proprie capacità per evitare l’evento dannoso.

In linea generale, il conducente di un veicolo nella quasi totalità dei casi di investimento di un pedone è considerato l’unico responsabile del sinistro e condannato al risarcimento dei danni patiti morali e fisici dalla vittima. A norma dell’art. 2054 c.c., il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire i danni patiti dalla vittima, salvo che, il conducente non riesca a dimostrare di aver fatto tutto per evitare il sinistro, di converso, il pedone deve dimostrare solo l’avvenuto sinistro ed i danni riportati per mezzo dei documenti sanitari e testimoni.

Quali sono i danni che possono essere risarciti?

  • I danni patrimoniali sono i pregiudizi che colpiscono la sfera economica e reddituale del danneggiato;
  • Il danno emergente, cioè le perdite economiche dirette che ha patito il danneggiato a causa del sinistro verificatosi (es: spese sostenute per la cura delle lesioni fisiche);
  • Luco cessante, si intendono i mancati guadagni che il danneggiato poteva ragionevolmente conseguire qualora il sinistro non si fosse verificato (es: i giorni di lavoro persi oppure i danni futuri che si prevedono quando dal sinistro scaturisce una riduzione della propria capacità lavorativa)

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu 

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

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