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L’Avvocato del Martedì_ TUTELA DEI CONSUMATORI CONTRO GLI ABUSI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

L'Avvocato del Martedì
           Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’. 

I contratti di intermediazione finanziaria sono dei negozi giuridici specialistici governati da una disciplina speciale usata dall’intermediario come strumento di lavoro e più che altro subita dal consumatore. Dunque è evidente un naturale squilibrio contrattuale tra le parti che si posto in essere nel momento in cui il consumatore affida all’intermediario il successo del suo investimento.

Cosa sono le clausole vessatorie inserite in un contratto di finanziamento?

Le clausole vessatorie sono quelle condizioni che, inserite all’interno del contratto, presentano un particolare valore “negativo” a carico del soggetto debole del rapporto contrattuale. Tale clausola è un elemento immancabile presente all’interno dei contratti di prestito stipulati tra consumatore e soggetto forte (banca e finanziarie) che si trasformano di fatto in condizioni generali di contratto valevoli per molti soggetti.

Quali sono le norme di tutela per il consumatore?

Le clausole vessatorie, sono tassativamente elencate dal legislatore del’ 42 proprio perché producono un forte squilibrio fra le parti, sono considerate, dunque, inefficaci se non approvate per iscritto (Cass. n. 1159/2010). Per una maggiore tutela nei confronti del consumatore, il quale si ritrova, ad esempio nei “contratti per adesione” stipulati con banche, assicurazioni o società di comunicazione, ad aderire automaticamente alla sottoscrizione, per cui il legislatore prevedendo una maggiore tutela per il consumatore, parte più debole contrattualmente ha previsto:

  • l’art. 1341 c.c. affiancata ad una disciplina specifica delle clausole vessatorie;
  • capo XIV bis “dei contratti del consumatore” composto da cinque articoli dal 1469 bis al 1469 sexies;
  • il codice del consumo D.lgs. n. 206/2005.

Quali sono le tipologie delle clausole vessatorie?

Il D.lgs n. 206/2005 indica quale sono le clausole che si presumono vessatorie, fino a prova contraria – (citiamone qualcuna) – :

  • le clausole volte ad escludere o limitare: la responsabilità del professionista in caso di danno alla persona del consumatore dovuta ad un’azione o omissione dello stesso;
  • le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista in caso di inadempimento o adempimento inesatto;
  • riconoscere solo al professionista la facoltà di recedere dal contratto e consentirgli di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore in caso di recesso o mancata conclusione del contratto da parte di quest’ultimo.

Non rientrano, tra le clausole vessatorie, le condizioni che riproducono disposizione di legge o norme e principi contenuti in convenzioni internazionali delle quali siano parti contraenti gli Stati dell’Unione Europea.

La sottoscrizione in blocco delle condizioni generali di contratto sono valide?

A tal proposito  la giurisprudenza ha affermato: “il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto o di gran parte di esse, comprese quelle prive di carattere vessatorio, e la loro sottoscrizione indiscriminata, non ne determina la validità ed efficacia, non potendosi ritenere che con tale modalità sia garantita l’attenzione del contraente debole verso la clausola a lui sfavorevole compresa tra le altre richiamate (Cass. n. 2970/12). Attendendosi pedissequamente all’orientamento della Suprema Corte sembrerebbe che si possa ritenere che un generico richiamo alle condizioni generali di contratto o gran parte di esse, escluderebbe l’assolvimento dell’obbligo di garanzia verso  il contraente debole la cui attenzione dovrebbe convergere verso quelle clausole che pregiudicano e limitano fortemente i suoi obblighi e diritti contrattuali.

Le clausole vessatorie sono presenti nel contratto di locazione?

La disciplina delle clausole vessatorie delle condizioni generali di contratto a norma dell’art. 1341 c.c., non trova applicazione nel caso venga stipulato tra locatore e conduttore un negozio individuale ai sensi della legge n. 431/1998.

Le clausole vessatorie sono rilevabili d’ufficio?

La disciplina delle clausole vessatorie subordina, quindi la loro efficacia solo alla condizione che al momento della conclusione del contratto siano dall’altra parte conosciute e specificamente approvate, necessariamente ed indispensabile il consenso e l’approvazione per iscritto. La Cassazione con sent. n. 14828/2010 ha affermato la rilevabilità d’ufficio, recependo l’orientamento della Corte di Giustizia dell’anno 2009 n. 243/08, il quale giudice deve esaminare d’ufficio la natura abusiva di una clausola contrattuale e, in quanto nulla, non applicarla. L’onere probatorio rimane a carico del professionista e, quindi di colui a favore del quale la clausola era stata stabilita, e precisamente di dare effettiva conoscenza da parte del consumatore e la prestazione del consenso in ordine alla specifica clausola nell’ambito della stipula del contratto.

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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