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L’Avvocato del Martedì_ SUCCESSIONE LEGITTIMA: QUOTE EREDITARIE IN MANCANZA DI TESTAMENTO

Avv. Francesca Paola Quartararo
       Avv. Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

 Che cosa è la successione legittima?

Quando il de cuius non provvede a redigere testamento ha luogo la successione legittima. L’eredità si devolve secondo regole indicate dalla legge sulla base del rapporto di parentela tra il defunto e gli eredi. La successione si definisce “legittima” – ab intestato non solo quando il de cuius non ha redatto testamento ma anche quando nel testamento non ha compreso il suo patrimonio.

Quali sono i soggetti che ereditano?

Nella successione legittima la legge individua cinque categorie di soggetti “successibili” che possono diventare eredi: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti e i collaterali, gli altri parenti e, da ultimo lo Stato.

L’art. 565 e ss. c.c. disciplina i soggetti “legittimari”, ossia il coniuge, i discendenti (figli) ed, in caso di mancanza di figli, agli ascendenti (genitori) e gli eredi legittimi, che verranno alla successione solamente in mancanza dei legittimari: collaterali, altri parenti sino al sesto ed, in mancanza di un successibile, lo Stato Italiano, il quale acquista di diritto senza accettazione e risponde dei debiti e dei legati intra vires.

Quali sono le quote riservate?

Le quote ereditarie sono suddivise: in “quota legittima” la quale non può essere lesa dal testatore nella ripartizione dell’asse ereditario e “quota disponibile” quelle quote di cui il testatore può disporre diversamente:

  • In presenza del coniuge e di un figlio, la quota di legittima è pari 1/3, mentre il terzo residuo rappresenta la quota di patrimonio disponibile; se i figli sono due o più, agli stessi spetta metà del patrimonio, ¼ al coniuge e il restante quarto è attribuito alla quota disponibile a norma dell’art. 542 I e II comma c.c.
  • Quando manca il coniuge e ci sono i discendenti, la quota di legittima è pari al ½ per un solo figlio o a 2/3 per due o più figli, mentre la quota disponibile è pari, rispettivamente ad ½ o 1/3 a norma dell’art. 537 I e II comma c.c.
  • Quando c’è solo il coniuge, in assenza di discendenti, la metà del patrimonio è allo stesso riservata, il resto fa parte della quota disponibile a norma dell’art. 540 c.c.
  • Analogamente, quando, in assenza di discendenti, il coniuge concorre con gli ascendenti, al primo spetta metà del patrimonio, ai secondi ¼ della quota legittima e la quota disponibile si riduce ad ¼ a norma dell’art. 544 c.c.
  • Infine, in presenza dei soli ascendenti, la quota legittima è pari ad 1/3 del patrimonio, mentre quella disponibile è pari a 2/3 a norma dell’art. 538 c.c.

Quali sono i vari gradi di parentela?

La parentela è il rapporto giuridico che intercorre fra persone che discendono da uno stesso stipite e quindi legate da un vincolo di consanguineità. Generalmente la legge attribuisce rilevanza fino al 6° grado di parentela.

  • Sono parenti in linea retta: le persone che discendono l’una dall’altra (es: genitore – figlio);
  • Sono parenti in linea collaterale: sono coloro che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra (es: fratelli o cugini);

Le affinità è invece il vincolo fra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge.

  • Il gradi di affinità è la stesso del grado di parentela che lega il soggetto al coniuge stesso.

Come si calcolano i gradi di parentela?

Nella linea retta il grado di parentela si calcola contando le persone sino allo stipite comune, senza calcolare il capostipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti sino allo stipite comune (da escludere) e da questo discendendo all’altro parente.

A chi spetta il diritto di abitazione?

Al coniuge, anche qualora concorra con altri chiamati, spetta il diritto di abitazione sulla casa abitata a residenza familiare, oltre all’uso dei mobili ivi contenuti, laddove di proprietà del defunto o comune. Tali diritti gravano sulla porzione disponile del patrimonio (in aggiunta alla quota di legittima) e qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota di riservata ai figli ex art. 540 II comma c.c.

La successione dello Stato?

Se il defunto muore senza lasciare testamento, senza lasciare suscettibili (coniuge o persona civilmente unita, figli, genitori, fratelli o altri parenti entro il 6° grado), l’eredità viene devoluta allo Stato. In questo caso, l’acquisto all’eredità è automatico “opera di diritto” e non c’è bisogno di alcuna accettazione. Lo Stato non può rinunciare. Inoltre, lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquisiti.

La mediazione è obbligatoria nelle cause successorie?

Assolutamente Si, è necessario dar corso a un procedimento di mediazione innanzi a un organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia, con l’assistenza di un avvocato. Se la mediazione non viene esperita e la causa viene avviata ugualmente, entro la prima udienza il Giudice può rilevare la “non procedibilità” della causa giudiziale.

 

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

 

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