L'Avvocato del MartedìPrimo Piano

L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ SINISTRI STRADALI: CASI DI RESPONSABILITA’ DEL COMUNE

Avvocato Francesca Paola Quartararo

Secondo l’art. 2051 c.c. ognuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. Ciò vuol dire che la legge prevede “una presunzione di responsabilità”, ovverosia il soggetto che ha in custodia la cosa ha l’obbligo di vigilare in modo che essa non arrechi danni ad altri. Pertanto, le strade ed i marciapiedi sono sotto l’obbligo di tutela da parte dei Comuni che ne sono i diretti responsabili.

L’Ente proprietario della strada si presume responsabile ex art. 2051 c.c. e dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia prova che l’vento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile (Cass.11526/2017).

Quando l’ente proprietario della strada deve risarcire la vittima?

Nel caso in cui il pedone o un veicolo inciampa su un marciapiede dissestato e un veicolo cade in una buca, deve chiedere il risarcimento dei danni al Comune e/o all’ente proprietario della strada.

Al fine di ottenere il risarcimento da danni derivanti da buca stradale è necessario:

  • Fotografare “la buca”;
  • Avere dei testimoni;
  • Chiamare le autorità (le forze dell’ordine al fine di redigere un verbale che servirà come prova nell’atto di risarcimento danni al Comune, quale responsabile della manutenzione di quel tratto di strada;
  • Chiamare il 118 e/o recarvi al Pronto Soccorso più vicino, al fine di accertare l’eventuale danno fisico procurato a causa della caduta sulla strada dissestata.

Quando l’ente proprietario della strada non paga il risarcimento del danno?

L’ente proprietario della strada non risarcisce il danno nel caso in cui si sia verificato il caso fortuito. Difatti, il caso fortuito atto ad escludere la responsabilità del custode è inteso quale evento interruttivo del nesso causale tra cosa in custodia ed evento danno.

Facciamo qualche esempio: eventi improvvisi, come un temporale, una frana o altri fenomeni naturali che possono dissestare la strada ed i marciapiedi, sia comportamenti dell’utente che subisce un danno a causa della sua disattenzione o imprudenza.

Dunque, per  caso fortuito s’intende un evento imprevedibile o inevitabile, per il quale il Comune responsabile della manutenzione della strada non ha alcuna colpa.

Al fine di ottenere il risarcimento, la vittima deve provare il nesso causale tra il danno subito e la presenza della buca; dall’altro canto il custode, al fine di escludere la responsabilità, questi deve provare che il fatto presenti requisiti dell’autonomia, dell’eccezionalità, dell’imprevedibilità e dell’inevitabilità e che sia, quindi, idoneo a interrompere il nesso causale tra cosa in custodia e danno e il rapporto di custodia fra il soggetto e la cosa stessa, concretandosi con gli estremi del caso fortuito.

Il Comune e/o l’ente proprietario della strada hanno obblighi di custodia non solo nei limiti della strada demaniali o di proprietà dell’ente Pubblico, ma anche alle  aree limitrofe alla strada, non rilevando la appartenenza o meno al Comune di dette aree laddove queste siano di uso pubblico. Nel caso in cui il Comune dovesse contestare l’utilizzazione per il pubblico transito di aree provate  alla collettività è tenuto all’obbligo di sorveglianza, accertandosi della materiale manutenzione di queste con la conseguente possibilità di essere chiamato a rispondere del danno cagionato per la cattiva manutenzione dell’aree stesse (Cass. n. 7/2010).

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

Tags
Moltra altro

Francesca Paola Quartararo

Avvocato Francesca Paola Quartararo

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.