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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ RISARCIMENTO DEL DANNO IN CASO DI CADUTA DA UN MEZZO PUBBLICO

              Avvocato Francesca Paola

Capita spesso a molti di noi, studenti, lavoratori e viaggiatori spostarsi da un punto all’altro della città con i mezzi di trasporto pubblici quali l’autobus o il tram e durante il viaggio organizzato dall’amministrazione comunale, i passeggeri possono subire degli infortuni stradali come una brutta caduta in fase di discesa o salita dal veicolo.

In tale ipotesi è possibile un risarcimento del danno in ragione del fatto occorso?

Il codice civile disciplina l’art. 1678 c.c. e ss.. nella sezione I del Libro IV, capo VIII “trasporto di persone”. Difatti, il contratto di trasporto “locatio operis” è quel negozio giuridico mediante il quale una parte definita “vettore”, si obbliga, dietro un certo corrispettivo, a trasferire persone e/o cose da un luogo all’altro. In riferimento al “trasporto di persone”, il vettore ha l’obbligo di trasportare la persona, con la conseguente responsabilità per il ritardo e l’inadempimento in ossequio al principio generale ex art. 1218 c.c. nonché ad assicurare l’obbligo dell’incolumità del viaggiatore durante il viaggio.

Il contratto di trasporto di persone sorge tra il passeggero, il quale ha subito il danno, e l’azienda di trasporti – proprietaria del veicolo, tanto che, nel momento in cui il passeggero ha acquistato il biglietto ha determinato il sorgere dell’obbligo in capo al conducente – in capo all’azienda proprietaria del veicolo di trasporto – di assicurare l’integrità e l’incolumità fisica durante il viaggio.

A tal proposito l’orientamento giurisprudenziale costante nel tempo – Corte di Cassazione n. 666/2012 ha stabilito: “che in caso di caduta del passeggero il vettore è responsabile anche al tempo della discesa e della salita dal mezzo di trasporto. Deve dunque applicarsi la presunzione, di responsabilità di cui all’art. 1681 c.c. che prevede la responsabilità del vettore per il sinistro che colpiscono il passeggero se non risulta provato di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Ne consegue pertanto che, in tema di trasporto pubblico, va tutelata l’incolumità del viaggiatore anche quando il passeggero è intentato a scendere dal mezzo”.

Ragion per cui le condotte di discesa e salita dall’autobus costituiscono parte essenziale del contratto di trasporto e determinano il sorgere di obblighi in capo al vettore appunto, l’obbligo di protezione dell’incolumità dei passeggeri, poiché il sinistro occorso in fase di discesa e salita al trasporto è posto in diretta derivazione dell’attività di trasporto.

Inoltre, il cittadino/passeggero va risarcito anche se l’autista non ha colpa, così come disposto dalla Corte di Cassazione sent. n. 4442/11 in caso di infortuni sul bus, il cittadino ha diritto all’indennità per i diritti patiti, anche se non rilevanti, salvo che non si provi il caso fortuito.

Ogni passeggero che subisce un infortunio derivante dal trasporto pubblico è un caso a se stante che necessita di maggiori approfondimenti e chiarimenti pertanto, consultatevi sempre con il vostro avvocato di fiducia.

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

 

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