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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DA ABUSO EDILIZIO.

 

    Avvocato Francesca Paola Quartararo

La rubrica dell’avvocato del Martedì _ a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo 

Cosa è l’abuso edilizio?

L’abuso edilizio si ha qualora esista un intervento realizzato in assenza o in difformità di una previa autorizzazione, quale può essere un permesso di costruire – quell’atto amministrativo richiesto all’autorità comunale e dallo stesso rilascio, che abilita l’esecuzione di un intervento edilizio in conformità alle norme di  edilizia) oppure, interventi che comportano la realizzazione di una costruzione diversa rispetto a quanto previsto dal permesso concesso.

Quando il dirigente – responsabile dell’ufficio competente e/o il vicino di casa accerta  l’esecuzione di interventi in assenza di permesso o realizzati in difformità all’accordo concesso, ingiunge il proprietario dell’immobile ove posto l’abuso di rimuoverlo o demolirlo. Se il proprietario dell’immobile non dovesse provvedere al ripristino dello stato dei luoghi nel termine ordinario di novanta giorni dall’ingiunzione l’autore dell’abuso va incontro alle seguenti sanzioni:

  • Demolizione della costruzione irregolare e rimessa in ripristino dello stato dei luoghi;
  • in caso di non avvenuta demolizione acquisizione al patrimonio comunale;
  • pagamento, in alternativa alla demolizione, di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata all’entità dell’abuso o all’incremento del valore venale del bene.

L’abuso edilizio è un reato punito in sede penale sia con una sanzione amministrativa, commesso da chi effettua un intervento sul territorio senza averne l’autorizzazione.

Cosa succede se il vicino con atto irregolare costruisce una sopraelevazione ostruendo il panorama del confinante?

Il panorama costituisce un valore aggiunto all’immobile che ne incrementa il valore patrimoniale per la quotazione di mercato ed corrisponde ad  un interesse meritevole di tutela secondo l’ordinamento giudico, dunque, la lesione di tale diritto, per mezzo di una sopraelevazione e/o una costruzione abusiva di un fabbricato confinante determina un danno ingiusto da risarcire (Consiglio di Stato sent. n. 362/2015).

A tal proposito la Cassazione  con sentenza n. 3679/1996 ha affermato un principio di diritto secondo il quale: “ il pregiudizio consiste nella diminuzione o esclusione del panorama goduto da un appartamento e tutelato dalle norme urbanistiche, secondo determinati standard edilizi di cui all’art. 872 c.c., costituisce danno ingiusto, come tale risarcibile, la cui prova va offerta in base al rapporto tra il pregio che al panorama goduto riconosce il mercato in base al deprezzamento commerciale dell’immobile susseguente al venir meno o al ridursi del requisito”. Pertanto, il “diritto al panorama” riconducibile nell’ambito delle norme codicistiche inerenti alle distanza, alle luci e vedute ex artt. 900 a 907 c.c., è riconducibile secondo quanto disposto dalla giurisprudenza costante di legittimità alla “servitù altius non tollendi” nella quale l‘utilitas è rappresentata dal godimento di una particolare visuale, quindi si tratta di una servitù negativa perché conferisce al suo titolare non la facoltà di compiere attività p di porre in essere interferenze sul fondo servente, ma di vietare al proprietario di quest’ultimo un particolare e determinato uso del fondo stesso (Cass. n. 10250/1997).

Esistono rimedi per sanare l’abuso edilizio? Assolutamente Si. A tal proposito necessita porci un’ulteriore domanda, quando un abuso edilizio può essere sanato?

E’ possibile sanare l’abuso edilizio solamente nel caso in cui l’immobile costruito e/o intervento su cui è realizzato l’abuso sia conforme al piano regolatore vigente. Un classico esempio è la costruzione di un immobile conforme agli strumenti urbanistici vigenti ma senza aver prima richiesto il permesso a costruire ha comunque un abuso edilizio, e come tale può essere sanzionato, ma può evitare la demolizione del bene chiedono all’ufficio competente la sanatoria.

I rimedi per evitare sanare l’abuso sono:

  • La sanatoria: Si ha quando, una costruzione realizzata dal cittadino senza la dovuta autorizzazione amministrativa, ottiene una concessione a posteriori. Si può sanare un immobile per il quale non sia stato richiesto il permesso a costruire purché esso non violi le norme in tema di sicurezza degli edifici, impianto ambientale ecc…
  • La demolizione dell’abuso: la demolizione non ha prescrizione. L’ingiustificata inottemperanza all’ordine di demolizione della costruzione abusiva comporta l’automatica acquisizione del bene al patrimonio comune in favore del quale deve essere disposta la restituzione.

Il risarcimento del danno derivante da abuso edilizio è soggetto a prescrizione?

 La prescrizione è una modalità di estinzione definitiva di un reato per effetto del trascorrere di un determinato periodo di tempo. Difatti il reato di abuso edilizio trattandosi di reati permanente si prescrive:

  • 4 anni dal compimento dell’illecito, se da tal momento non ci siano stati stati atti interruttivi della prescrizione;
  • 5 anni dal compimento dell’illecito se c’è stato atto interruttivo (ad esempio: un giudizio pendente). In tal caso, il termine da cui decorre la prescrizione è quello dell’accertamento o dell’avvenuto sequestro o, in assenza di tali interventi, dalla sentenza di primo grado. Inoltre il Comune può disporre la demolizione del manufatto abusivo anche nel caso in cui siano decorsi i termini di prescrizione del reato edilizio ed, altresì il responsabile dell’abuso edilizio potrà essere chiamato a rispondere del danno arrecato di varia natura attraverso un azione di risarcimento del danno nelle giusta sede giudiziaria.

Per qualsivoglia parere in materia bisogna di abuso edilizio  rivolgersi ad un esperto, che potrà consigliarVi la miglior soluzione in relazione al caso specifico.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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