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L’Avvocato del Martedì_ REVOCA DELL’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO: BISOGNA CONTINUARE A PAGARE IL COMPENSO

L'avvocato del martedì
            Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Oggi affronteremo una importante questione giuridica in materia di condominio, analizzando nello specifico un caso concreto:

Un’assemblea di un condominio decide di revocare il mandato al proprio amministratore ante tempus, cioè prima della scadenza ordinaria dello stesso, prevista ex lege per un’anno.

L’amministratore revocato anticipatamente ha diritto al compenso integrale pattuito per la durata annuale dell’incarico, oppure, solamente alla minor somma da liquidare in proporzione al tempo di effettiva esecuzione del mandato?

La giurisprudenza in relazione al caso specifico,distinguere fra due diverse ipotesi:

a)      la revoca senza una giusta causa;

b)      la revoca basata su una giusta causa o un giustificato motivo.

L’art. 1129 comma 11 c.c. stabilisce che “l’assemblea condominiale può revocare l’incarico all’amministratore in qualsiasi momento, anche durante il mandato, senza la necessità di fornire una giustificazione della volontà assembleare”, pertanto, a tal fine è necessario che la revoca sia indicata nell’ordine del giorno, in sede di convocazione dell’assemblea, e che questa deliberi in tal senso con lo stesso quorum previsto per la nomina dell’amministratore ex art. 1136, comma 4, c.c. oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio.

Ragion per cui, la revoca senza una giusta causa non è basata su un comportamento necessariamente negligente da parte dell’amministratore, ma esclusivamente su una volontà soggettiva dei vari membri dell’assemblea condominiale, a tal proposito la Corte di Cassazione SS.UU. n. 20957/2004 ha affermato che, nelle ipotesi di revoca anticipata senza una giusta causa, l’amministratore ha diritto di ricevere il compenso per l’intero periodo del rapporto inizialmente pattuito, quindi anche gli emolumenti dovuti per la restante durata del mandato, anche se questo non verrà esplicato. Nella secondo ipotesi, a norma dell’art. 1129 comma 11 – 12 c.c. stabilisce che ai fini della revoca per giusta causa sono necessari i comportamenti negligenti e di grave irregolarità da parte dell’amministratore di condominio. Tra questi, meritano di essere ricordati i casi in cui l’amministratore non convochi l’assemblea per l’approvazione dei conti o per la nomina di un nuovo amministratore, ometta di eseguire un provvedimento del giudice o dell’autorità amministrativa o di dare esecuzione ad una delibera assembleare, si rifiuti di fornire dati aggiornati sullo stato dei pagamenti oppure non curi la tenuta dei registri obbligatori o il recupero dei crediti. Al verificarsi di tali fattispecie, ciascun condomino ha altresì il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere la revoca giudiziale del mandato dell’amministratore.

Dunque, il comportamento negligente e di grave irregolarità dell’amministratore di condominio causa la perdita del diritto di ricevere il compenso dovuto per la restante durata del mandato.

L’amministratore di condominio a seguito della revoca è tenuto a svolgere il suo compito fino alla nomina del nuovo amministratore? Si applica l’istituto della “prorogatio”?

A norma dell’art. 1129 co. 8 c.c., nella nuova formulazione introdotta dalla legge 220/2012, stabilisce che, alla cessazione dell’incarico, anche in caso di revoca sia con giustificato motivo sia senza, “l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi”. Dunque, onde evitare che il Condominio possa subire danni nelle more del conferimento dell’incarico al nuovo amministratore, l’amministratore revocato è obbligato a eseguire tutte le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni dei condomini. Tutto ciò senza aver diritto, per queste ulteriori attività, ad alcun compenso. L’inosservanza dei suddetti doveri ai quali l’amministratore è assoggettato può far sorgere anche delle responsabilità risarcitorie nei confronti del condominio.

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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