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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: LA NOTIFICA AL TERZO DELL’ORDINANZA DI ASSEGNAZIONE DELLE SOMME

   AVVOCATO FRANCESCA PAOLA QUARTARARO

In materia di esecuzione mobiliare presso terzi, il giudice dell’esecuzione emette l’ordinanza di assegnazione delle somme a norma dell’art. 553 c.c., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato. L’Ordinanza di assegnazione delle somme costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario ed acquisisce efficaci solo al momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario. Dunque, il creditore procedente dovrà comunicare l’ordinanza di assegnazione al terzo ovvero notificargli lo stesso provvedimento in forma esecutiva.

Cosa succede se il terzo non adempie all’ordinanza di assegnazione delle somme?

Può succedere, che a seguito della comunicazione dell’ordinanza di assegnazione, il terzo pignorato non adempia e non si obbliga alla pronuncia del giudice ai sensi dell’art. 553 c.c. In tali casi, viene immediatamente notificato al terzo in forma esecutiva l’atto di precetto. 

Entro quanto tempo può essere notificato il precetto?

Il terzo può essere considerato inadempiente solamente dopo il decorso di un termine ragionevole dalla presa d’atto dell’avvenuta segnalazione, non inferiore a giorni dieci. Il creditore procedente potrà a seguito della comunicazione dell’ordinanza di assegnazione delle somme ed in caso di inadempimento, passato un termine ragionevole, notificare il precetto in forma esecutiva per il recupero delle somme. In caso contrario, ovverosia se venga immediatamente notificato il precetto senza la preventiva comunicazione dell’assegnazione delle somme al terzo pignorato si verificherebbe un abuso dello strumento esecutivo.

Difatti, la Cassazione con sentenza n. 9390/2016 ha stabilito: “in teme di esecuzione mobiliare presso terzi pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropiato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario ma acquista tale efficacia solamente dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell’ordinanza di assegnazione”.

Facciamo un esempio: Un creditore (Rossi) ha un credito verso (Tizio) che a sua volta il debito di (Gaio) ha un credito verso (Bianchi), in queste ipotesi il nostro codice civile permette al creditore (Rossi) di chiedere in sede esecutiva direttamente le somme al debitore (Bianchi) di pagare quanto dovuto a Gaio, saldando, così due debiti; il primo di Bianchi verso Gaio ed i il secondo il debito di Gaio verso Rossi.

Infatti, risulta evidente che il debitore del debitore è estraneo al rapporto tra il debitore ed il creditore ed è estraneo al procedimento esecutivo iniziato dal creditore per recuperare le somme dovute dal suo debitore.

Infatti, l’ordinanza di assegnazione viene pronunciata solamente a seguito della dichiarazione positiva del terzo ex art 547 e 548 c.c., anche  a seguito di dichiarazione, senza che sia stato necessario procedere all’accertamento dell’obbligo del terzo, poiché costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo assegnato; titolo esecutivo che si è formato in un giudizio del quale il terzo non è stato mai parte in causa.

Pertanto, il terzo messo a conoscenza dell’ordinanza di assegnazione, sia in condizione di darvi spontanea esecuzione, potrà configurarsi un adempimento del terzo nei confronti del creditore assegnatario. In mancanza si procederà all’azione esecutiva nei confronti del soggetto terzo.

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

 

 

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