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L’Avvocato del Martedì_ PIGNORAMENTO: IL CUMULO DEI DEBITI FISCALI PERMETTE L’ESPROPRIO DELLA PRIMA CASA

 

L'avvocato del Martedì
L’avvocato del Martedì – Avvocato F.sca P. Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

L’impignorabilità della prima casa è stata introdotta con il “decreto del fare” n. 69/2013 mod. succ. con legge n. 98/2013. Per prima casa si deve intendere “l’unico immobile del debitore” e che i limiti alla pignorabilità riguardano SOLAMENTE IL FISCO.

Perché la prima casa è impignorabile?

L’immobile, utilizzato come prima casa ad uso abitativo del debitore è impignorabile purché abbia le seguenti caratteristiche:

  • Corrisponde al luogo in cui il contribuente ha fissato la propria residenza;
  • Abbia destinazione catastale abitativa;
  • Non sia catastalmente classificato come villa, castello e non possieda i requisiti delle case di lusso cosi come descritte dal Ministero dei Lavori Pubblici del 2/08/1969, indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza.
  • Il debito del contribuente è almeno di € 120.000,00 cosicché l’Agenzia delle Entrate può procedere al pignoramento.
  • Se invece il debito è inferiore a € 120.000,00 ma superiore ad € 20.000,00 l’agente riscossione potrà solo iscrivere ipoteca sull’immobile.

Le novità introdotte nell’anno 2017: Il decreto legge n. 50/2017 all’art. 8 dispone le modifiche dell’art. 76 comma II del DPR 602/73 sostituendo le parole “del bene” con “dei beni”.  Per cui ciò significa che, con la nuova modifica consente all’agente di riscossione di procedere esecutivamente non limitandosi al singolo bene ma al complesso dei beni del debitore con un  debito di almeno € 120.000,00 e se il valore catastale di tutti gli immobili posseduti è di € 120.000,00.

Facciamo degli esempi:

Esempio 001: Se il debitore ha 6 immobili, ma il debito con il fisco è solamente di € 15.000,00 tali beni sono al sicuro ed egli non deve temere ipoteche né pignoramenti;

Esempio 002: Se il debitore ha un debito di € 50.000,00 e due immobili di proprietà, può subire su uno dei due l’iscrizione di un’ipoteca, ma l’immobile non sarà pignorabile;

Esempio 003: Se il debitore ha un debito di € 150.000,00 e più di una casa, tali immobili possono essere pignorati e ipotecati:

Esempio 004: Se il debitore ha un debito di € 150.000,00 ed un solo immobile non deve temere nulla, purché abbia fissato la residenza è risulti accatastata a civile abitazione e non di lusso.

Se il debitore possiede un immobile ad uso promiscuo (Casa e Lavoro) il fisco può pignorare?

Se il debitore possiede una casa ad uso promiscuo in cui risiede, in tal caso può essere pignorata solamente quella parte di immobile non destinata ad abitazione e sempre che il debito superi € 120.000,00.

Se il debitore possiede un’unica abitazione in cui risiede ma a seguito dell’eredità entra in possesso di altra porzione di abitazione il Fisco può pignorarla?

Dipende, se il debitore non rinuncia all’eredità del bene entrambi gli immobili sono pignorabili sempre che il debito superi € 120.000,00. Se il debito è inferiore può ipotecare le proprietà solo per il debito superiore a € 20.000,00.

Se il debitore possiede un’abitazione in cui non risiede, mentre ha la residenza in un’abitazione in affitto?

In tal caso l’immobile di proprietà è pignorabile sempre che il debito superi € 120.000,00 se il debito è inferiore, il fisco può ipotecare l’immobile di proprietà solo per debito superiore a € 20.000,00.

Oltre l’Agenzia delle Entrate, chi può procedere a pignorare la prima casa?

L’impignorabilità della casa riguarda solamente il FISCO. Ciò significa che tutti gli altri creditori, possono pignorare e proseguire il processo esecutivo fino alla vendita dell’unico immobile del debitore.  Possono procedere a pignorare la casa:

  • La Banca con cui è stipulato un mutuo;
  • La società finanziaria a cui è stato richiesto un finanziamento;
  • Un qualsiasi creditore privato;
  • L’ex moglie a cui non sono stati pagati gli assegni di mantenimento può iscrivere ipoteca e pignorare la casa del marito, anche se la abita in virtù di un provvedimento giudiziale.

La prima casa inserita in un fondo patrimoniale può essere pignorata dal Fisco?

Con le recenti pronunce della Corte di Cassazione n. 3600/16 e n. 1652/2016 afferma che l’ipoteca può essere iscritta su beni conferiti in un fondo patrimoniale, anche per debiti di natura tributaria ma a condizione che essi siano inerenti ai bisogni della famiglia; diversamente l’esecuzione (o l’ipoteca) devono considerarsi inammissibili solo nel caso in cui questa derivi da debiti insorti per scopi estranei ai bisogni della famiglia e il creditore sia di ciò consapevole. Altresì la questione è stata analizzata con la sentenza n. 7521/2016 per mezzo della quale, aggiungendo un nuovo tassello, è stata ritenuta legittima l’ipoteca sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale solo nelle ipotesi in cui il debito tributario:

  • Sia strumentale ai bisogni della famiglia;
  • O se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità ai bisogni della famiglia;

In conseguenza di ciò il debitore dovrà necessariamente dimostrare non solo la regolare costituzione del fono patrimoniale e la sua opponibilità al creditore procedente, ma anche che il debito riscontrato nei confronto do tale soggetto sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglie.  L’onere della prova dei presupposti di applicabilità dell’art. 170 c.c. graverà, quindi, su chi intenderà avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale.

Ciò posto, i beni costituiti fondo patrimoniale non possono essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligazione sia quello di soddisfare i bisogni della famiglia, da intendersi non in senso oggettivo, ma come comprensivi anche dei beni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche.

Alla luce di siffatta interpretazione ed in considerazione del contrasto di giudicati, attualmente esistente, si ritiene quanto mai necessario un intervento in materia delle Sezioni Unite, che possa chiarire definitivamente e dare una corretta interpretazione circa l’applicabilità o meno dell’iscrizione ipotecaria sui beni del fondo patrimoniale nell’ipotesi di debiti tributari, anche e soprattutto in considerazione delle importanti ripercussioni che tale interpretazione potrà avere nei confronti del contribuente e del suo patrimonio.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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Francesca Paola Quartararo
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