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L’Avvocato del Martedì_ INTOSSICAZIONE ALIMENTARE: E’ POSSIBILE IL RISARCIMENTO DEL DANNO?

      Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

Con le festività di Pasqua, le famiglie si riuniscono per gustare insieme un ottimo pranzo e/o cena, ma di tutto, ci possiamo augurare, tranne che di finire in ospedale per un’intossicazione alimentare.

In caso di intossicazione alimentare chi è il responsabile?

Capita, spesso, di ritrovarsi seduti in un ristorante per consumare un pasto della giornata, a volte per aver ingerito un cibo “malsano” (vuoi perché scaduto, vuoi perché si è intolleranti senza saperlo, vuoi per altri milioni di motivazioni) ci si sente male, pertanto, al primo crampo allo stomaco, bisogna, correre al pronto soccorso, magari, evitare di gettar via lo scontrino e/o la fattura del ristorante in cui si è mangiato. Dunque , il ristorante che serve un pranzo e/o una cena ha due tipi di responsabilità: contrattuale ed extra-contrattuale, con la differenza che allorquando si richieda il risarcimento del danno sia nell’onere della prova tra il ristoratore ed il cliente.

Bisogna precisare che, si ha responsabilità contrattuale, quando si conclude un contratto con il ristoratore, ovverosia, nel momento in cui si ordina una pietanza , difatti, ricevuta la “comanda” cioè l’ordine del cliente, il ristoratore si impegna a servire a tavola prodotti e le specialità della trattoria che devono essere conformi al codice del consumo D.lgs. n. 26/2005, che ne garantisce la qualità a norma dell’art. 129; facciamo un esempio:

  • Se il cliente, ha ordinato la pasta con il pesto alle foglie di basilico siciliano è quello richiesto non è il pesto siciliano ma calabrese, oppure se il pesce è crudo o la carne ha un aspetto ambiguo, il cliente ha diritto alla sostituzione della pietanza o alla riduzione del prezzo oppure, in casi “gravi” alla risoluzione del contratto, cioè il cliente può alzarsi dal tavolo del ristorante ed andarsene senza pagare ciò che ha ordinato ma non consumato. In tal caso, il cliente dovrà segnalare l’inadempienza del ristoratore dimostrando l’esistenza del contratto (tramite foto, testimonianze, scontrini) mentre il ristoratore ha l’onere della prova di dimostrare che tutto ciò è accaduto “un fattore causale non a lui imputabile”.

Con la responsabilità extra-contrattuale, l’onere della prova si ribalta, ovverosia, sarà tenuto il cliente a dimostrare di essere finito al pronto soccorso per colpa del cibo ingerito presso quel determinato ristorante, pietanza “malsana” conservata per incuria del ristoratore o volutamente servito sapendo che il prodotto alimentare era scaduto e/o avariato oppure non aver illustrato la portata, magari un elemento delle preparazione ha arrecato un intolleranza alimentare al malcapitato.

Cosa s’intende per prodotto alimentare difetto? Per “prodotto alimentare difettoso” così come definito dal codice del consumo: “si ha allorquando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze”, per cui al fine del risarcimento è necessario avere:

  • Carattere difettoso del cibo era scaduto o conservato male;
  • La natura e l’ammontare del danno subito;
  • Il nesso causale tra due punti precedenti, cioè tra il difetto ed il danno subito.

A tal proposito la Cassazione con sentenza n. 20985/2007 ha affermato che: “il difetto del prodotto è direttamente desumibile dai risultati anomali che il suo uso ha causato rispetto alle normali aspettative”. 

Nell’ipotesi in cui il cibo degustato al ristorante, non “conforme” a quanto proposto, abbia provocato un intossicazione alimentare, può provocare inoltre:

  • sul piano penale, la somministrazione di cibi che provochino un’intossicazione alimentare configura il delitto di “commercio di sostanze nocivi ex art. 444 c.p.”, tra l’altro reato di pericolo, per l’integrazione del quale non occorre l’effettivo realizzarsi del nocumento alla salute;
  • sul piano civile, il ristorante risponde a norma dell’art. 2043 c.c. che prevede: “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”, a tal proposito in un casi di intossicazione alimentare al ristorante il Tribunale di Padova con sent. n. 1221/2016 si è cosi pronunciato:

il fatto: un intera famiglia si era recata per il pranzo domenicale in un noto ristorante di pesce, durante la notte, tutti i familiari venivano colti da malori manifestatosi in intossicazione alimentare, tra cui alla figlia minore le veniva diagnosticato al pronto soccorso: la sindrome di Guillan Barré cioè una gastroenterite acuta. Portata innanzi al Giudice la questione, quest’ultimo al termine del giudizio si pronunciava in tal senso: “in sede civile per l’accertamento del nesso causale tra la condotta illecita e l’evento di danno non è necessaria la dimostrazione di un rapporto di consequenzialità necessaria tra la prima e la seconda, ma  è sufficiente la sussistenza di un rapporto di mera probabilità scientifica, conseguendone che il nesso causale può essere ritenuto sussistente non solo quando il danno possa ritenersi conseguenza inevitabile della condotta, ma che quando ne sia conseguenza altamente probabile e verosimile (conf. Cass. n. 14579/2007). Pertanto, in tema di illecito civile, il nesso di causalità deve essere fondato sul criterio della probabilità, e non già della mera possibilità, di verificazione dell’evento (Cass. n. 9226/2007). Peraltro, nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto “evidente la grave carenza di diligenza manifestata dai responsabili del ristorante che, in violazione di minime norme igieniche, accettavano la consegna di crudità marine trasportate senza l’utilizzo di sistemi di refrigerazione e le propinavano addirittura ad ignari clienti il giorno seguente, dopo che le stesse erano state proposte nel corso di una cena”. Pertanto, il Giudice condannava il ristorante al risarcimento del danno di natura patrimoniale e non subiti dalla malcapitata.

Ovviamente, prima di agire innanzi al Tribunale per un’intossicazione alimentare è sempre meglio rivolgersi ad uno esperto in materia, il quale potrà consigliarVi la strategia migliore da utilizzare poiché la decisione finale del Giudice varia in relazione al singolo caso specifico.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

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