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L’Avvocato del Martedì_ Incidenti causati dalle buche e cattiva manutenzione della strada: Palermo un odissea tra mille buche.

Avvocato Francesca Paola Quartararo e l'Onorevole Vincenzo Figuccia
Avvocato Francesca Paola Quartararo e l’Onorevole Vincenzo Figuccia

(di F.P. Quartararo) Eccoci al nostro appuntamento settimanale con L’Avvocato del Martedì.

L’asfalto ed i marciapiedi di Palermo ormai da anni si presentano con buche, avvallamenti, tombini sprofondati che scendono di livello rispetto al manto stradale. Ferite ricucite maldestramente dopo scavi effettuati per posare cavi e tubi, provocando disagi e spesso danni all’incolumità del cittadino.

Quello delle buche è un problema nazionale, da Nord a Sud è uno slalom ininterrotto che mette in difficoltà chi guida e cammina (arriva una buca, la evito o la prendo?). La normale usura dell’asfalto e dei marciapiedi è comprensibile, ma a volte basta una giornata di mal tempo per creare nuove voragini. E la manutenzione? Nella maggior parte dei casi la buca viene completamente ignorata trasformando l’asfalto in un campo di guerra, provocando infortuni continui a chi lo percorre.

Fino a quando, appunto, non diventa un pericolo per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Un’auto o una moto fuori controllo, infatti, è pericolosa anche per chi si muove a piedi.

Ma di chi è la colpa?Perché continuiamo a pagare per un asfalto nuovo che presenta una buca nuova ogni volta che piove? Perché nessuno risolve il problema delle buche?

Partiamo da un principio: è normale che una strada sottoposta all’usura del continuo scorrimento di mezzi su gomma si deteriori, poi ci sono gli agenti atmosferici, in primo luogo le piogge e il caldo, che contribuiscono sensibilmente al crearsi di nuove voragini e buche.

Il fenomeno delle buche è fisiologico ma con un’ adeguata manutenzione continua ed efficace  è possibile arginarlo e contenerlo.

Palermo, una “città lontano dalla normalità”, i palermitani si lamentano della cattiva manutenzione di uno dei servizi base di una città, una testimonianza vicina alle esigenze dei cittadini viene rilasciata dal Vice Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana dall’Onorevole Vincenzo Figuccia  il quale già in passato si è occupato del problema evidenziando come ormai sia divenuto endemico, colpendo indiscriminatamente tutte le zone della città, affermando ironicamente “Ebbene si, noi che siamo uomini di marciapiede, ma come ci è finita a Palermo?” Nella nostra città a differenza di altre si evidenzia un degrado urbano ed una mancanza di un piano integrativo ed organico di mobilità anche per i percorsi delle piste ciclabili e pedonali, l’amministrazione comunale di fronte a tutto ciò rimane inerte, lasciando l’asfalto delle strade con buche e trabocchetti con l’altissimo rischio di infortunio e danni per i cittadini palermitani”.

Buche sul manto stradale di Palermo
Buche sul manto stradale di Palermo

Di chi è la colpa per la  mancata manutenzione della strada piena di fosse?

Quando si cade con la ruota dell’auto in una fossa stradale l’ultimo problema a cui si pensa è quello dell’onere della prova: la dimostrazione, cioè – in caso di futuro contenzioso con il Comune o con l’amministrazione proprietaria della strada – delle altrui responsabilità e della propria buona condotta di guida. Eppure è quello il primo campo di battaglia su cui si gioca la partita del risarcimento del danno.

Il punto di partenza è questo: la responsabilità dell’amministrazione si presume. In pratica, il c.c. stabilisce che qualsiasi soggetto proprietario o custode di una cosa (quale appunto la strada) è sempre obbligato al risarcimento per i danni da essa prodotti a terzi, a prescindere da una eventuale sua colpa o malafede. È ciò che si chiama responsabilità oggettiva, quella cioè che prescinde dall’atteggiamento psicologico del titolare del bene, ma che scatta per il semplice rapporto oggettivo tra il soggetto e la cosa. Secondo la giurisprudenza costante, a prescindere dall’accertamento della pericolosità della cosa  sussiste un nesso relazione tra  tutti i danni cagionati, a meno che non intervenga un evento del tutto fortuito. Evento che si verifica nei seguenti casi: “quando il dissesto si manifesta in modo del tutto improvviso e imprevedibile, per cui l’attività di controllo e la diligenza dell’ente non garantiscono un tempestivo intervento oppure quando il danneggiato sia stato particolarmente disattento e imprudente”.

Dunque, nel resto delle circostanze, c’è sempre la responsabilità dell’ente proprietario o concessionario del bene demaniale che, in quanto “custode”, è tenuto a sorvegliarlo, modificarne le condizioni di fruibilità ed evitare che altri possano apportare cambiamenti. Tali casi sono innumerevoli e rappresentano una tematica particolarmente importante vista l’entità del contenzioso che interessa le aule di giustizia, la caduta in una buca presente sul manto stradale, la presenza di materiale pericoloso sull’asfalto, i marciapiedi o i percorsi pubblici sconnessi, il crollo improvviso di alberi o pali, sono tutti eventi che possono provocare danni agli utenti della strada, causando lesioni fisiche e materiali anche gravi, a causa della mancata o cattiva manutenzione delle strade e dei luoghi adibiti al pubblico transito. In questi casi, qualificabili come “danni da insidia” si configura una precisa responsabilità in capo alla Pubblica Amministrazione la quale, nella qualità di proprietaria o gestore del bene demaniale, è tenuta a risarcire i danni cagionati agli utenti/cittadini per eventuali danni occorsi agli utenti per omessa o insufficiente manutenzione della rete stradale.

Caro Professore, un tempo, almeno, con le tue ardite metafore riuscivi ad incantare i palermitani, oggi, invece, hai rinchiuso tutti in un inferno di asfalto e di lamiera.

Raccontaci la tua vicenda, scrivendoci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu l’Avvocato Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualsiasi dubbio o perplessità del caso.

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