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L’Avvocato del Martedì_ INCIDENTE PER BUCHE STRADALI: IL RESPONSABILE E’ SEMPRE IL CUSTODE DELLA STRADA?

            Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

Sfortunatamente le nostre strade orami, non sono più sicure a causa della “cattiva manutenzione” del manto stradale,  come il caso della buca sull’asfalto o di un tombino lasciato scoperto ecc…

Pertanto, i gestori delle strade hanno sempre l’obbligo di tenerla in condizioni di sicurezza, poiché grava su di essi il cosiddetto “obbligo di custodia”. Il conducente o il pedone che  capitombola sul manto stradale a causa di una macchia d’olio, un dissesto in un marciapiede, può ottenere il risarcimento del danno, dacché i danni da insidie stradali sono risarcibili nel momento in cui l’anomalia si trova su una strada di apparente normalità e riveste le caratteristiche di pericolo occulto, non visibile e non evitabile.

Per determinare chi è responsabile per i danni occorsi all’automobilista, pedone o al ciclista, bisogna far riferimento, in primis, all’obbligo posto in capo all’ente proprietario della strada la cura della manutenzione della strada (Comuni, Regione e/o altri enti che ne sono diretti responsabili). Il codice civile, dispone che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La legge, prevede una “presunzione di responsabilità” in capo al soggetto che ha in custodia la cosa, questi ha l’obbligo di vigilare in modo che essa non arrechi danni ad altri.

La giurisprudenza costante distingue i casi in cui il risarcimento sia possibile quando non è dovuto.

  1. La caduta del pedone quando sia avvenuta in conseguenza di una distrazione o negligenza del soggetto, anche se la strada presenta delle buche e non è integra, il risarcimento non è dovuto, poiché l’ente proprietario (o gestore) della strada si presume responsabile, a norma dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento danno era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile (Cass. n. 1896/2015).Pertanto, il pedone, se non dimostra di essere stato diligente non sarà risarcito, nonostante le eventuali pessime condizioni del manto stradale.
  2. Il risarcimento dei danni subiti si ottiene, nel caso dell’insidia e trabocchetto, cioè quando la buca non era visibile né tantomeno se ne poteva prevedere l’esistenza nonostante l’uso dell’ordinaria diligenza. A tal proposito la Cassazione con sentenza n. 17625/2016 ha chiarito che tra gli oneri gravanti sul pedone allo scopo di essere risarciti deve sussistere:
  • L’esistenza della buca sul manto stradale;
  • La caduta, che potrà essere dimostrata per mezzo di certificati medici e testimonianze;
  • Sussistenza di un nesso causale tra l’evento ed il danno.

Ad esempio: Il comune, per andare esente dal pagamento del risarcimento nei confronto del “malcapitato” avrà l’onere di dimostrare che non vi era pericolosità nella strada e che, la caduta è dipesa per colpa del danneggiato il quale avrebbe potuto evitare il pericolo con l’ordinaria diligenza.

Altresì, la giurisprudenza ha negato il risarcimento del danno per la caduta sulla buca nell’asfalto, in tutte quelle ipotesi riconducibili al concorso di colpa dell’automobilista o del pedone. A quest’ultimo, difatti deve prestare attenzione e diligenza nel momento in cui si cammina, non viene riconosciuto il danno nelle seguente ipotesi:

  • Caduta di notte in strada illuminata, le condizioni sono note al pedone o automobilista;
  • Caduta di giorno se la buca dell’asfalto è visibile e di dimensioni tali da poter essere avvistata a una ragionevole distanza per poter fare manovra ed evitare di cadere;
  • Buca che non costituiva insidia o trabocchetto e la cui presenza è facilmente intuibile usando l’ordinaria diligenza.

Cos’ è il caso fortuito?

A norma dell’art. 2051 c.c. recita “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”; difatti, il caso fortuito esclude la responsabilità del custode inteso quale evento interruttivo del nesso casuale tra cosa in custodia ed evento danno. La Cassazione con sentenza n. 20619/2014 ha affermato che: “in tema di responsabilità ex art. 2051 c.c. per ottenere l’esonero da responsabilità, il custode deve provare che il fatto presenti requisiti dell’autonomia, dell’eccezionalità, dell’imprevedibilità e dell’inevitabilità e che sia, quindi, idoneo a interrompere il nesso causale tra cosa in custodia e danno nonché il rapporto di custodia fra il soggetto e la cosa stessa, concretando così gli estremi del caso fortuito”. Dunque, l’amministrazione è liberata dalla responsabilità ex art. 2051 c.c. laddove dimostri che “l’evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione”, ad esempio: la macchia di olio, presenta sul manto stradale che aveva provocato il sinistro stradale, ove il caso fortuito, il fattore di pericolo, esplica la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente (Cass. n. 7805/2017). 

Nel caso in cui vi succeda di cadere in una buca sull’asfalto è sempre necessario consultare un esperto in materia, poiché il risarcimento del danno varia in relazione al singolo caso concreto.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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