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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ IMPOSTA DI REGISTRO DELLA SENTENZA: DA CHI DEVE ESSERE PAGATA?

 

         Avvocato Francesca Paola Quartararo

La rubrica dell’avvocato del Martedì _ a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo 

Cosa è l’imposta di registro?

 E’ un tributo che si applica agli atti giuridici che devono essere necessariamente e/o volontariamente registrati, in particolare sono soggetti a tale obbligo, gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controverse civili- che possono definire anche parzialmente il giudizio – le sentenze, nonché i provvedimento che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali ed i decreti ingiuntivi.

L’imposta di registro ha un termine di prescrizione?

Dipende dalla natura degli atti. Gli atti dell”autorità giudiziaria devono essere registrati in termine perentorio, ciò significa che la registrazione deve essere obbligatoriamente richiesta entro un preciso termine decorrente dalla data di formazione dell’atto. Difatti, se il contribuente che sia stato parte integrante del giudizio conclusosi con un atto dell’autorità giudiziale soggetto a registrazione e che non abbia pagato la relativa imposta di registro, potrebbe, quasi sicuramente, vedersi notificata una cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Chi deve pagare l’imposta di registro a seguito di un procedimento parte soccombente o parte vittoriosa?

La Cassazione con sentenza n. 2108/2005 ha affermato che: “per il fisco entrambe le parti sono tenute al pagamento in solido dell’imposta di registro”; per l’agenzia delle Entrate dunque, è indifferente quale sia stato l’esito della sentenza definitiva, poiché la tassazione per gli atti giudiziari è dovuta da entrambe le parti costituite nel processo. Difatti, nel Testo Unico sull’imposta di registro (DPR 131/86) stabile che – sono solidamente obbligati al pagamento dell’imposta le parti contraenti, le parti in causa, coloro che hanno scritto o avrebbero dovuto scrivere le denuncie di cui agli artt. 12 e 19 e coloro che hanno chiesto i provvedimento di cui agli artt. 633, 796, 800 e 825 del c.p.c.

La regola secondo cui le parti del processo sono obbligate in solido alla corresponsione della tassa, significa che, l’Agenzia delle Entrate può chiedere le somme dovute sia all’una che all’altra parte, e che colui al quale viene inoltrata questa richiesta deve pagare l’intera cifra, salva poi la possibilità, di chiedere all’altra parte di restituire tutta la somma versata.

A tal proposito la Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza n. 8086/2016 ha affermato e confermato la giurisprudenza di legittimità che “per l’imposta di registro sulle sentenze aventi natura patrimoniale, ai fini della responsabilità solidale delle parti in causa, è del tutto irrilevante che si tratti di parte attrice o convenuta o che la parte sia risultata soccombente o vittoriosa”. Altresì, si precisa che il pagamento di una delle parti sia essa vincitrice che soccombente libera completamente l’altra parte dall’onere della tassa di registro.

La mancata registrazione impedisce di dare esecuzione alla sentenza definitiva?

Assolutamente No. Secondo la giurisprudenza di merito la Cassazione con sentenza n. 2950/20015 ha stabilito: “il principio per cui anche in mancanza di registrazione della sentenza, esso può essere esecutiva”. 

Per qualsivoglia parere in materia bisogna  rivolgersi ad un esperto, che potrà consigliarVi la miglior soluzione in relazione al caso specifico.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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