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L’Avvocato del Martedì_ IL DIRITTO ALL’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO

Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

Cosa è l’assegno di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’ente pubblico “INPS” a favore di soggetti che soddisfano determinati requisiti i cosiddetti “invalidi civili” i quali necessitano di una assistenza continua e costante a causa delle loro condizioni fisiche gravi, i quali non sono in grado deambulare senza accompagnatore o non siano in grado di svolgere in autonomia le azioni di vita quotidiana.

Quali sono i requisiti per poter ottenere l’assegno di accompagnamento?

Per poter erogare l’indennità di accompagnamento necessitano alcuni requisiti quali:

  • Il medico dell’INPS deve certificare un’invalidità del 100% per malattie psico-fisiche;
  • Impossibilità permanete alla deambulazione e/o incapacità a svolgere azioni quotidiane (come vestirsi, mangiare, andare in bagno ecc…) senza l’aiuto continuo di un accompagnatore.

L’indennità di accompagnamento è reversibile? Può essere riconosciuta a tutti indistintamente? Ci sono limiti di reddito per percepire l’assegno di accompagnamento?

La prestazione erogata dall’INPS non è reversibile (cioè non si trasmette agli eredi dopo la morte dell’invalido) ed è regolata dalla legge n. 18/1980.

L’indennità di accompagnamento non è riconosciuta a tutti indistintamente, difatti, sono esclusi:

  • Gli invalidi ricoverati presso gli Ospedali per più di giorni 30;
  • I titolari di una pensione di inabilità di guerra, lavoro o di servizio.

Altresì non sussistono limiti massimi/minimi di reddito né di età per ricevere l’assegno di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento è cumulabile con altre prestazioni? E’ soggetto all’imposta IRPERF?

L’indennità di accompagnamento non è cumulabile con altri trattamenti simili quali la pensione di invalidità contratte per cause di guerra, di lavoro o di servizio con indennità di frequenza. Invece, l’assegno è cumulabile con altre prestazioni assistenziali e previdenziali quali:

  • la pensione di invalidità civile;
  • le pensioni dirette;
  • le pensioni indirette;
  • compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa;
  • è indipendente dalla composizione del nucleo familiare dell’invalido.

Oltretutto, l’assegno di accompagnamento non è soggetto all’imposta Irpef, non v’è bisogno di dichiarala nella dichiarazione dei redditi.

Esistono rimedi contro il verbale negativo dell’INPS?

Contro il verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile e la l’indennità di accompagnamento, si può presentare un ricorso in sede legale presso il Tribunale Ordinario sezione Lavoro, sottoforma di ATP (accertamento tecnico preventivo).

Per qualsiasi informazione sull’argomento trattato e/o su un parere non esitare a contattare inviando una email: fp.quartararo@gmail.com oppure consultate il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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