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L’Avvocato del Martedì_ IACP: OCCUPAZIONE ABUSIVA DELL’ALLOGGIO POPOLARE

L'AVVOCATO DEL MARTEDì
AVVOCATO FRANCESCA PAOLA QUARTARARO

Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’. 

(di Francesca Paola Quartararo) L’occupazione abusiva d’abitazione è da sempre un grosso problema per la comunità cittadina, ma anche per la giurisprudenza, quest’ultima nel mezzo tra la tutela della proprietà e lo stato di necessità.

L’occupazione abusiva dell’alloggio popolare è reato?

Il reato di occupazione abusiva si verifica nel momento stesso in cui avviene l’invasione dell’immobile poiché si tratta di un reato istantaneo che ha termine solo nel momento in cui viene abbandonata l’abitazione.

La regolarizzazione della posizione annulla il reato?

NO, infatti il soggetto che abbia in seguito regolarizzato la sua posizione  abusiva non ha alcuna rilevanza e non annulla il reato. A tal proposito la Suprema Corte ha avuto modo di precisare che in casi di occupazione abusiva di alloggi popolari, l’occupazione “sine titolo” di un alloggio di proprietà dell’I.A.C.P. integra reato di invasione arbitraria di edifici anche nell’ipotesi in cui l’occupante abbia presentato una regolare istanza di assegnazione dell’immobile ed il relativo procedimento non sia stato ancora definito (Cass. n. 30890/2014), e perfino nel caso in cui l’occupante si sia autodenunciato onde ottenere la regolarizzazione della propria posizione ed abbia corrisposto regolarmente il canone di locazione (Cass. n. 37139/2007).

Facciamo un esempio: La sig.ra Pina trovandosi in gravi difficoltà con a carico minori occupa abusivamente un immobile appartenente allo IACP dopo averlo occupato, si autodenuncia e chiede la regolarizzazione della sua posizione che le viene concessa dallo stesso istituto. Successivamente alla sig.ra Pina le viene notificato uno sfratto di rilascio immediato dell’immobile la stessa, in via legale, si è giustificata richiamando l’art. 54 c.p. lo “stato di necessità ed urgenza”. La sig.ra Pina sarà ugualmente sfratta dall’alloggio popolare?

Pertanto, in tale ipotesi secondo l’indirizzo maggioritario della giurisprudenza secondo cui l’occupazione abusiva di un immobile popolare può essere perdonata solo se vi è il requisito del “pericolo grave ed attuale” caratterizzato da una situazione transitoria, momentanea e che non consente nell’immediatezza altro rimedio. Nell’esempio sopra menzionato, la sig.ra Pina inizialmente si è avvalsa della circostanza dello stato di necessità per l’occupazione abusiva dell’alloggio popolare con successiva regolarizzazione della sua posizione, autodenunciandosi, specificando che lavorava solamente per poter sopravvivere dunque:

secondo la Corte di Cassazione (Cass. n. 44363/2014): L’illecita occupazione di un bene immobile è scriminate dallo stato di necessità conseguente al danno grave della persona, che ben può consistere oltre che in lesioni della vita o dell’integrità fisica, nella compromissione di un diritto fondamentale della persona come il diritto di abitazione, sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione gli altri elementi costitutivi, e cioè l’assoluta necessitò della condotta e l’inevitabilità del pericolo”.  Una pronuncia ancora più recente afferma che: “ai fini della applicazione della causa di giustificazione, occorre un preciso e indefettibile collegamento causale tra la necessità di sacrificare un interesse penalmente protetto e lo scopo di evitare uno specifico e determinate pericolo; sicché l’agente può andare esente da pena soltanto quando il suo comportamento, che altrimenti costituirebbe una offesa criminosa, sia stato causato dalla necessità urgente di evitare un pericolo del genere indicato e, con esso un danno grave alla persona, già ben individuato all’atto stesso in cui agisce”.

Alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali, nel caso di specie, ritenendo realizzata in concreto l’inevitabilità, ad osservare che la sig.ra Pina con a carico dei minori non avendo possibilità di sostentamento se non quelle necessarie per la sopravvivenza, questo integra gli elementi della scriminante dello stato di necessità e dunque, eviterebbe lo sfratto.

Lo stato di necessità ed urgenza sana l’occupazione abusiva dell’alloggio popolare?

La giurisprudenza costante (Cass. n. 29834/2016) afferma che ai fini della sussistenza della scriminante dello stato di necessità debbano ricorrere, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, tutti gli elementi costitutivi della scriminate, quali il pericolo attuale e transitorio, l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo. In mancanza di tali requisiti la scriminante viene meno e, di conseguenza non sana l’abusività dell’alloggio popolare.

Lo sfratto dell’alloggio IACP vale anche per i morosi?

Per i morosi, lo IACP concede a coloro che non solo in regola con i pagamenti dei canoni locatizi dell’immobile popolare la rateizzazione sottoposta a verifica semestrale. L’utente beneficiario della rateizzazione sarà sottoposto a verifica semestrale dei pagamenti, al fine di evitare aggravi di spesa. Se non dovesse pagare i canoni, le rate dovute o gli oneri condominiali, lo IACP procederà ad esecuzione forzata dello sfratto.   

Scriveteci il vostro caso, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità o dubbio nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

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