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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ DISTURBO BIPOLARE DEL GENITORE: AFFIDAMENTO CONGIUNTO O ESCLUSIVO?

 

                      Avvocato Francesca Paola Quartararo

La patologia psichiatrica – “disturbo bipolare” – è in grado di rompere l’armonia di una famiglia, specie quando si tratta di una malattia della mente, nota come “malattia maniaco depressiva” o “psicosi maniaco depressiva”, un disturbo caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento, capace di celarsi dietro un corpo sano.

Cosa succede se uno dei due genitori viene colpito dal “disturbo bipolare”, la malattia psichica può incidere sull’affidamento dei figli? La sindrome del disturbo bipolare del coniuge può determinare l’affidamento dei figli al genitore “sano”?

La legge non prevede una norma di riferimento in merito alla questione in essere, il Giudice quando si trova innanzi ad un caso simile deve valutare due principi di diritto fondamentali:

  • La necessità di garantire ai figli (soprattutto quando vi siano minori) il diritto a frequentare entrambi i genitori;
  • La preferenza per l’affidamento condiviso dei genitori, i quali s’impegnano a prendere decisione di maggior interesse riguardanti la prole relativi alla salute, l’istruzione e l’educazione.

A tal proposito il Tribunale di Velletri con sentenza n. 74/2018 ha affermato in una delicatissimo caso di separazione che: “la sindrome del disturbo bipolare dell’umore della madre non fosse inconciliabile con l’affido condiviso delle figlie minori, collocate presso idonea dimostra di riferimento, quale l’abitazione dei nonni, prossima alla casa coniugale. In funzione di un ripristino graduale della autonomia genitoriale della madre, in particolare, il Tribunale ha affermato il diritto di visita “senza limiti” della madre, con l’assistenza di una terza persona conosciuta, facendo parte del nucleo familiare e figura di riferimento delle minori, quale  la baby-sitter, la cui concreta possibilità di realizzazione è stata consentita dal contestuale riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore del suddetto coniuge “non avvantaggiato”.

Dunque, il disturbo bipolare a carico di uno dei coniugi non è necessariamente sufficiente a disporre una pronuncia di affidamento esclusivo del minore già dai primi mesi di vita all’altro genitore “sano”, sopratutto se il coniuge affetto dalla sindrome segue un programma specifico psicoterapeutico e all’esito di una perizia commissionata dal Giudice risulti in grado di raggiungere un “buon compenso psichico”.

Il disturbo bipolare può giustificare una pronuncia di separazione con addebito?

La separazione da un coniuge con disturbo bipolare non ha alcuna ripercussione sul piano legale. Difatti, nel caso di addebito della separazione segue le norme giuridiche di riferimento del codice civile. Facciamo un esempio: Caio si sposa con Tizia, dal cui matrimonio nascono due figli Alfa e Beta; sennonché dopo qualche anno Tizia scopre di essere affetta da una malattia mentale, diagnosticata come “disturbo bipolare o malattia maniaco depressiva”. Quando Caio scopre che  la moglie soffre  di una patologia mentale non potendole stare vicino a causa dei suoi balzi d’umore a cambiamenti repentini dello stato d’animo, decide di lasciarla. Così agisce nei suoi confronti chiedendo al Giudice, la separazione con addebito in capo alla moglie malata. In tal caso, il Giudice potrà decidere di concedere la separazione senza l’addebito nei confronti della moglie malata perché non sussistono i presupposti dell’addebito e potrà assegnare l’assegno di mantenimento nei confronti di Tizia, se quest’ultima ha un reddito inferiore rispetto a quello annuo percepito dal marito.

Pertanto, il diritto ad essere genitore viene sempre garantito con le giuste cautele e prevenzioni in base alla gravità della malattia, che può essere preferito rispetto all’affidamento esclusivo e/o incontri protetti alla presenza di operatori del servizio sociale. Dunque, bisogna valutare ogni singolo caso concreto, affinché si possa optare per una scelta piuttosto che per un’altra.

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

 

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